La repubblica dei pazzi / 2

Non vero ma verosimile.

La credibilità richiede o la verità o la verosimiglianza. Qua siamo arrivati al parossismo: una cosa è credibile non solo non essendo vera ma neanche verosimile. Ogni riferimento ai fatti attuali è ovviamente non casuale. Tv, la stampa igienica e i socialmedia operano così, mistificando nel senso della mistica delle parole la realtà. Se una cosa non è vera e non verosimile non può neanche essere credibile. Eppure capita quando un popolo credulone è disposto a credere a tutto meno che alla verità

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I DPCM non possono violare i diritti costituzionali

Il Tribunale di Roma, con la sentenza del 16 dicembre 2020 – causa civile n. r.g. 4598672020, ha di fatto reso incostituzionali tutti i Dpcm.

Il Tribunale di Roma, chiamato a esprimersi su un contenzioso di un esercizio commerciale ha concluso che i Dpcm “sono viziati da violazioni per difetto di motivazione” e “da molteplici profili di illegittimità“. Pertanto, in quanto tali, risultano essere “caducabili”. Ovvero non producono effetti reali e concreti dal punto di vista giurisprudenziale, sono da annullare. I decreti con cui è intervenuto il governo non sono “di natura normativa” ma hanno “natura amministrativa”. Quindi dovrebbero fare riferimento a una legge già esistente.

Il tribunale civile di Roma spiega che non vi è alcuna legge ordinaria “che attribuisce il potere al Consiglio dei ministri di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario”. Dunque i Dpcm sono incostituzionali: “hanno imposto una rinnovazione della limitazione dei diritti di libertà“. Invece avrebbero richiesto “un ulteriore passaggio in Parlamento diverso” rispetto a quello che si è avuto per la conversione del decreto Io resto a casa e del Cura Italia. “Si tratta pertanto di provvedimenti che contrastano gli articoli che vanno dal 13 al 22 della Costituzione e con la disciplina dell’art 77 Cost., come rilevato da autorevole dottrina costituzionale”.

Il Dpcm resta un atto amministrativo che non può restringere le libertà fondamentali. Il giudice condivide “l’autorevole dottrina costituzionale” secondo cui è contrario alla Costituzione prevedere norme che limitano i diritti fondamentali della persona mediante decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri. Come riportato da Italia Oggi, il primo decreto legge che ha “legittimato” il Dpcm si limitava a contenere un’elencazione a titolo d’esempio e consentiva così l’adozione di atti innominati, non stabilendo però alcuna modalità di esercizio dei poteri.

Sezione 6° Civile, nella ord. n. 45986/2020 R.G. del 16 dicembre 2020

Fonte Giornale.it 

DURA LEX SED FES

C’è un punto sul quale non tutti si sono soffermati: la volgarità istituzionale e giuridica degli atti di questo governicchio per disadattati (a questo giro e forse non è un caso di sinistra) nostalgici del nazionalsocialismo. La legge ha o meglio deve avere un carattere fluido e non può andare contro il senso comune. Non può ostacolare i bisogni particolari, non deve intralciare le esigenze culturali, naturali e spirituali. Non può impedire di pensare, limitare le funzioni del corpo anche nelle sue estensioni sociali, non deve sostituirsi a Dio. La fluidità rende una norma assorbibile come un alimento delicato che non provoca reflusso e ruminatio. Appartiene e deve appartenere alla ragione (aliquid pertinens ad rationem) e il fine a cui mira la ragione nel determinare la legge è il bene comune. Comune non è un principio ideale, vuol dire ampliare e non restringere gli attributi di ognuno in un contesto generale. Se il contesto comprime i bisogni del singolo in virtù di un astratto criterio corale, quale è ad esempio la salute (nella degenerazione veicolata dal mainstream), si passa dalla fluidità in un coagulato di burocrazia che trasforma la dottrina giuridica in un ordine rigoroso e poi in uno stato totalitario. Lo stato totalitario è quello che mortifica le urgenze del singolo, comunista o fascista e sul piano della forma non fa differenza. Persino Hegel che aveva pulsioni dispotiche (ogni sistema idealistico è autoritario) parlava di una legge interna al divenire razionale delle cose o dello spirito, e vuol dire che dove non c’è ragione non può esservi legge. Per essere regola ontologica e logica nello stesso tempo la legge deve coincidere con la ragione.La massima dilatazione del principio di ragione in uno stato libero e non autoritario è la sua costituzione, che è fatta di un interesse generale ed è tale proprio in quanto non reprime ma affianca quello individuale. Non devo ricordarvi io tutte le norme, gli atti giuridici demenziali, gli strappi istituzionali, la violenza privata, la rabbiosa risibilità di disposizioni grottesche e paradossali che subiamo a abbiamo subito a livello locale e nazionale. Non sottovalutate i fuorilegge (tecnicamente) al governo, per quanto ridicoli e stupidi abbiano dimostrato di essere. Ogni atto ha una determinata funzione, si tratta di scioccare per destabilizzare e riformare l’ordine democratico attraverso la depressione economica, l’incoerenza delle regole, il terrore fomentato dall’apparato medico e militare. La distruzione della ragione nel singolo individuo comporta la degenerazione in uno stato psicotico e paranoide, all’interno di un contesto sociale porta alla dissoluzione dell’ordine razionale (o della costituzione e della forma istituzionale) e perciò allo stato assoluto come quello stalinista o nazista o nazisanitario come vi pare. Quello che stiamo provando ora e che tanto piace ai paladini di una sinistra arcobalenata che al canto di bellaciao appoggia e sostiene un regime infinitamente più feroce di ogni fascismo. Così vanno le cose quando si perde lucidità storica e appunto decoro razionale e se così non fosse gli alfieri della giustizia e delle libertà (ora al servizio del capitalismo globale) non sarebbero passati da Gramsci e Bobbio a Casalino

LA REPUBBLICA DEI PAZZI

Se ho capito bene anche il teatro si adegua e gli attori dovranno recitare a un metro di distanza. E qua allora bisogna riscrivere i classici:

– Otello non può soffocare Desdemona, potrà però spararle. Magari colpirla con la fionda o prenderla a bastonate.

– Giulietta non può lanciare la treccia e se lo fa deve disinfettarla tra una scena e l’altra.

– Edipo giammai dovrà abbracciare Antigone. Gli è però concesso di salutarla da lontano con la manina aggiungendo al dialogo: ciao ciao. Non poteva certo immaginare Sofocle che Ricciardi avrebbe conferito – migliorandola – un tono diversamente drammaturgico alla sua opera.

– Lo stesso vale per Paolo e Francesca. La bocca le baciò tutto tremante: ma con la mascherina e soffiandolo sul palmo.

– Non dovrebbero esserci problemi invece con il Il Cyrano de Bergerac. A condizione che Rossana risulti negativa al tampone. Del resto: cos’è un bacio? È un apostrofo rosa tra le parole “non vi consento”. Andrei pure oltre ma per decoro e sfinimento qua mi fermo. Neanche Goldoni sarebbe arrivato a tanto. E magari il goldone l’avesse usato chi so io.

Le nuove regole per giocare a calcio in regione Abruzzo (ordinanza di maggio se non ricordo male) sono ancora più sobrie:

– È vietato sputare a terra; sarà possibile farlo in un fazzoletto (ma infatti, chi non si soffia il naso in un fazzoletto nel campo di gioco).

– È vietato il recupero fisico da seduti o sdraiati ( = se sei stanco o morente non ti puoi accasciare).

– Il tocco del pallone con le mani è consentito solo ed esclusivamente se muniti di guanti ( = avete presente quando i giocatori dal bordo campo lanciano la palla con le mani? Prima dovranno mettersi i guanti, poi toglierli e infine detergerle).

– Stessa regola vale per i portieri, che potranno toccare il pallone con le mani solo se utilizzano i guanti, che devono comunque essere igienizzati prima e dopo la partita.

– Questa è la più bella: distanza (1 metro dagli altri giocatori). Il pallone potrà essere “recuperato” solo tramite “intercetto” e non tramite il “contrasto”. Vietate le scivolate e vietata la marcatura ad uomo. In sostanza: uno ha la palla e gli avversari non devono avvicinarsi per togliergliela. Si può chiederla cortesemente ma se quello è un maleducato e non la passa va tranquillamente a segnare. Anche il portiere sarà costretto a lasciarlo passare.

Ed è tutto vero. L’ordinanza è la num. 72 della regione Abruzzo. La lista dei bippp (l’aggettivo mettetelo voi) si allunga.

Abbiamo fatto la repubblica dei pazzi

REGIMETTO ALL’ITALIANA

L’orientamento sessuale diventa un partito, ambientalista, ecologista, liberale. C’è qualcosa di pruriginoso nello statuare ambiente ecologia e libertà in un contesto omoerotico. In particolare la parola libertà: il sesso alternato o alternativo ha a che fare con i diritti, non con la libertà l’ambiente l’ecologia. Ma il messaggio è chiaro e poi si sa, gli etero non fanno la differenziata, mangiano carne e comprano plastica, hanno pulsioni autoritarie e se ne sbattono degli altri. Gli elleni avevano rispetto per l’amore omoerotico ma l’orientamento sessuale non era una virtù politica, l’etica non richiedeva questa particolare funzione del corpo o dell’affettività, qualche volta era un capriccio filosofico. La volgarità di accostare la politica all’omosessualità è tutta moderna di questa società erotizzata istruita dai media, un po’ ecologica e un po’ colorata, che è un po’ tutto senza essere niente, con una cultura media gestita dai media, mediamente mediocre e mediata. Eterodiretta ammesso che si possa ancora usare la parola senza urtare la sensibilità omoideologica.

Questi colpetti di stato hanno in comune l’isterismo imbarazzante dei vari capetti di governo. Più che regimi o regimetti sono reggipetti: minacce, paternali, rimproveri, se non vi comportate bene vi graffiamo. Sembrano fatti da uomini con il menarca, piagnucoloni e nevrotici che si nascondono dietro la gonna dei potenti. Con il broncio e battendo i piedi. Rimpiango i bei tempi, quando i golpisti avevano gli attributi e non i tacchi a spillo. Perché era tutto più chiaro. Un golpe fatto da Cavallino e Scaldarrosto, progesteronico e con un fondo di mascara perché bisogna pur essere in ordine. In giacca e cravatta e sotto niente, neanche un perizoma di ideologia. Nulla a parte un isterismo di obbedienza agli ordini che arrivano dall’alto. Mi pare grottesco e ridicolo questo esasperato machismo nei confronti del popolo, tirando pugni sul tavolo con la prudenza però di non graffiarsi lo smalto. Virilità e fondotinta. Un golpe fatto da uomini con il mestruo e le unghie pittate. Tempo fa (fine anni ’80) in Paraguay un gruppo di militari gay ha fatto uno dei tanti colpi di stato. Le cronache raccontano che uno di loro girava tra le truppe con il fucile in spalla, la mimetica e i tacchi a spillo. Si faceva chiamare “la colonnella”. E chissà perché questa storia mi ha fatto pensare al nostro governicchio golpista. In doppiopetto, nel senso del sospensorio e con il ciuffo in ordine. Perché nel nuovo mondo anche i colpi di stato si fanno con il trucco, l’ombretto e un fondo d mascara che non guasta mai

SORVEGLIARE E PULIRE: IL SESSO DEL REGIME

«Tu sei il tuo partner sessuale più sicuro. La masturbazione non diffonderà il virus, specialmente se lavi le mani (e ogni sex toy) con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima e dopo il sesso».

Il quotidiano Il Mattino qualche mese fa così titolava (citando il sito della città di New York) invitando a masturbarsi. Non pensavo si potesse delirare più di quanto avessero fatto con le ordinanze sindaci e presidenti di regione psicopatici. Due considerazioni tecniche mi sono quindi venute spontanee.

1) “Tu sei il tuo partner sessuale più sicuro”, sentenzia l’articolo. Non è vero, non sempre, il più delle volte siamo promiscui anche con noi stessi. E poi per certe cose ci vuole del feeling, atmosfera, complicità. Non mi ci vedo a lume di candela mentre cerco di sedurre la parte di me meno romantica. Anche per le sveltine. Di non secondaria importanza è l’artitre, ed è un ostacolo non da poco, il rischio concreto è di trasformare la presa virile in una tagliola violenta. E io sono contro la violenza, figurarsi sulla mia carne.

2) “Specialmente se ti lavi le mani prima e dopo”. L’obiezione è scontata: mi hai preso per uno zozzone? Non ce n’è molti di feticisti del liquido seminale che si cospargono con i propri fluidi. Almeno credo. Sui 20 secondi per il lavaggio non so, dipende dalla consistenza del seme. Se è di bassa qualità forse bastano.

3) Sex toy. Ne ho viste di cose ai limiti dell’umano. O meglio quando studiavo psichiatria nella letteratura medica si raccontava di uomini che infilavano il membro nella bottiglia o che adoperavano l’ano per curiose e imbarazzanti sperimentazioni. Però porcamiseria devi essere malato per pensare che una congrua fetta della popolazione (maschile nel nostro caso) apra la dispensa in cerca di mestoli, frullatori o rotoli scottex con i quali esperire insolite eccitazioni. Il giornalista saprà come si fanno le seghe voglio sperare. Il ritaglio di giornale purtroppo non si ferma qua. «Tre (o più persone) sono assolutamente un assembramento». Io qualche porno l’ho visto, conosco il genere orge, gang bang, animal, meccanici contro infermiere al limite, ma l’assembramento mi mancava. Farò una ricerca approfondita.

E ancora: «I contatti stretti con più persone dovrebbero essere evitati. Limitare le dimensioni della vostra lista degli ospiti, frequentare un partner sessuale regolare e scegliere luoghi aperti e ventilati».

1) Mi sembra di capire che le ammucchiate siano sconsigliate. Ciò che mi lascia perplesso è il richiamo a “limitare le dimensioni della lista degli ospiti”. Ma seriamente, voi invitate amici e parenti a cena e poi mentre tagliate le lasagne vi sbottonate i pantaloni per assaltare gli sventurati seduti al tavolo? Ma che roba è.

2) “Scegliere luoghi aperti e ventilati”. Ma perché? Voi mentre fate l’amore puzzate come sterco di cammello avariato? Non mi pare. Non posso crederci. Mi fa male pensarlo.

In ultimo la regina delle raccomandazioni non poteva mancare: “fate sesso con la mascherina per evitare lo scambio di fluidi”. Eccerto non sia mai che un liquido passi da un corpo all’altro. Potremmo imbustarci, avvolgerci nel cellofan, oppure al momento dell’eiaculazione il partner dovrebbe essere in grado di fare un salto olimpionico all’indietro. Ma bisognerebbe fidanzarsi con Mutaz Essa Barshim. E mi sembra eccessivo.

Io non so chi abbia scritto l’articolo ma temo di sapere chi l’ha ispirato. E comunque un’ultima cosa voglio dirla all’improvvisato psicogiornalista: provaci tu a fare una fellatio con la mascherina e poi ne riparliamo. Non chiediamo ulteriori sacrifici, specie al povero sesso debole, che lo sa solo Dio la fatica che fa per godere di una diafana erezione

All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne

Ogni tanto lo esumano e espongono come il sangue di San Gennaro. Pierro Langela, una cariatide che a 92 anni si riempie di botox sfidando le leggi naturali. Ero bambino e ricordo questo uomo già anziano, flemmatico e incredibilmente lento nell’eloquio. Lo ritrovo nell’età della geriatrica incontinenza a fare le superquakcazzole o paternali sulla necessità di deputare all’esercito il compito di imporre con la forza trattamenti che nulla hanno di scientifico. Lo spot della dittatura è ora affidato a corpi secolari e corrotti che puzzano di piscio e escrementi. Una volta con l’età si acquisiva saggezza temperata da eleganza, con Pierro Langela siamo arrivati al collaborazionismo della prostata. La natura fino a qualche anno fa aveva compassione, portava via gli uomini a quarant’anni e un senso c’era; prendeva i corpi prima che degenerassero nella carne e nella mente. La vita si è allungata ed è un bene ma con quel che ne consegue sul piano dell’entropia neuronale. Le salme decomposte come Pierro Langela invece di chiudersi nei sepolcri contando i giorni si prestano oggi come laide dispensatrici del piacere d’altri tempi agli interessi di un governo criminale. E così mi pare dalla democrazia siamo passati all’oligarchia e ora alla gerontocrazia con un corpo malato e il catetere, i pannoloni madidi di urina e le esalazioni maleolenti di una pelle che trasuda muffa e odio per la vita.

Ripigliatevi, lo dico ai secolari avariati come Pierro Langela. Anzi lo dico proprio a Pierro Langela che s’illude di perpetuare in eterno un corpo tumefatto tra minzioni non trattenute e i prolassi di una carne putrefatta. Se non ce la fate trapassate in pace. Il mondo non è comunque più il vostro. Muratevi nell’urna. E che la terra vi sia lieve, anzi no.Neanche quella

COME TUTELARSI DALL’ILLEGITTIMITÀ DEI DPCM

Di Laura Carosi

L’autotutela è la facoltà delle amministrazioni di correggere o annullare degli atti emessi che a un riesame risultino in qualche modo non consoni (con vizi di forma o illegittimi). Qualunque cittadino ha il diritto di segnalare delle irregolarità e chiedere che vengano corrette e le istituzioni hanno il dovere di aprire un procedimento ufficiale di riesame entro 30 giorni. Se non lo fanno si comincia a parlare di omissione d’atti d’ufficio e noi puntiamo, fra l’altro anche su quello. Nel frattempo stiamo preparando ricorso al TAR ma quello che vogliamo davvero è un movimento di popolo, vogliamo che i cittadini si riapproprino della sovranità, che smettano di sentirsi vittime impotenti e si rendano conto dell’enorme forza che abbiamo, non solo tutti insieme ma uno per uno. Un cittadino consapevole può, da solo, battere questi sciocchi che si fanno scudo, nella loro ignoranza, solo della “istituzione”, mentre noi abbiamo come arma la legge, fatta per proteggere lo Stato, che siamo noi! Dobbiamo metterci solo lo sforzo di studiare un pochino e imparare a usare gli strumenti che la legge ci garantisce… finché non cambieranno la Costituzione vinceremo sempre noi.

Da compilare e inviare con le modalità seguenti

RICHIESTA DI RIESAME IN AUTOTUTELA

Alla c. a. del Presidente del Consiglio dei Ministri

Avv. Giuseppe Conte

Palazzo Chigi

P.zza Colonna 370

00187 Roma – Italia

e-mail: (PEC riceva anche da casella non certificata)

PEC: presidente@pec.governo.it

Al Sig. Procuratore Generale

presso la Corte dei Conti – Roma

Viale Giuseppe Mazzini, n. 105

00195 Roma – Italia

e-mail: urp@corteconti.it

PEC: procura.generale.segreteria@cortedeiconticert.it

Alla Corte dei Conti Lazio

Procuratore regionale

Indirizzo

email:

PEC: …

e, p. c.:

Al Presidente della Repubblica

On. Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale, piazza del Quirinale

00187 Roma – Italia

e-mail: dato non fornito

PEC: protocollo.centrale@pec.quirinale.it

Al Presidente del Senato della Repubblica

Avv. Maria Elisabetta Alberta Casellati

Piazza dei Caprettari n. 79

00186 Roma – Italia

e-mail: SegreteriaGabinettoPresidente@senato.it

PEC: amministrazione@pec.senato.it

PEC: elisabetta.casellati@pec.senato.it

Al Presidente della Camera dei Deputati

Dott. Roberto Fico

Palazzo Montecitorio – Piazza Montecitorio

00186 Roma – Italia

e-mail: dato non fornito

PEC: camera_protcentrale@certcamera.it

*****

Il/La sottoscritto/a …, nat- a … (…) il gg/mese/anno, residente a … in via … n. …, nell’esercizio del diritto riconosciuto a tutti i cittadini della Repubblica italiana formula la presente

ISTANZA IN AUTOTUTELA

ai sensi e per gli effetti della Legge n. 241/90 e succ. modifiche ed integrazioni

avente ad oggetto la richiesta di annullamento, in quanto atti illegittimi per carenza dei requisiti essenziali previsti dalla Legge, delle Delibere del Consiglio dei Ministri n° 26 del 31 gennaio 2020 e n. 248 del 7 ottobre 2020, mediante le quali è stato, rispettivamente, dichiarato e prorogato lo stato di emergenza ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. c), D. Lgs. n. 1/2018 intitolato “Codice della protezione civile”; ciò, per i seguenti motivi.

PREMESSO CHE:

  1. in data 31 gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri, con la delibera n. 26, ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo nazionale ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. c), del D. Lgs. 1/2018 (G.U. Serie Generale n. 26 del 01.02.2020);
  2. che il suddetto provvedimento è stato, successivamente, prorogato con la delibera n. 248 del 7 ottobre 2020 inserita nel D. L. n. 125/2020 recante pari data (G. U. Serie Generale n. 248 del 7 ottobre 2020).

CONSIDERATO CHE:

✔        il suddetto D. Lgs.1/2018 all’art. 23, comma 1 dispone: “In occasione o in vista di eventi di cui all’articolo 7 che, per l’eccezionalità della situazione, possono manifestarsi con intensità tale da compromettere la vita, l’integrità fisica o beni di primaria importanza, il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto da adottarsi su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile, su richiesta del Presidente della Regione o Provincia autonoma interessata che attesti il pieno dispiegamento delle risorse territoriali disponibili, dispone la mobilitazione straordinaria del Servizio nazionale a supporto dei sistemi regionali interessati mediante il coinvolgimento coordinato delle colonne mobili delle altre Regioni e Province autonome e del volontariato organizzato di protezione civile di cui all’articolo 32, nonché delle strutture operative nazionali di cui all’articolo 13, comma 1. In ragione dell’evoluzione dell’evento e delle relative necessità, con ulteriore decreto viene disposta la cessazione dello stato di mobilitazione, ad esclusione dei casi in cui si proceda alla deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale ai sensi dell’articolo 24”;

✔         consultando il sito della Protezione Civile, non risulta alcuna ocdpc emessa prima del 21 gennaio 2020 in relazione “all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”, né risulta alcuna ocdpc in assoluto tra il 21 gennaio e il 3 febbraio c.a.;

✔        parimenti, non risulta emessa alcuna deliberazione del Dipartimento di Protezione civile successivamente all’anno 2015;

✔        consultando il sito web della Protezione Civile, il primo atto ufficiale in merito allo “Stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” risulta registrato in data 3 febbraio 2020, ovvero, in epoca successiva alla dichiarazione dell’emergenza di cui in epigrafe;

✔        consultando il sito web del Consiglio dei Ministri non risulta alcun decreto in cui si disponga la mobilitazione straordinaria del Servizio nazionale, né delle eventuali Regioni o Province autonome che attestino il pieno dispiegamento delle risorse territoriali disponibilità;

✔        da massiva consultazione delle sezioni Albo Pretorio online di svariati siti web comunali, nonché le analoghe pagine di province e regioni, non risulta alcun atto di dichiarazione dell’emergenza da parte delle amministrazioni locali o regionali in tutto il territorio nazionale;

✔        il medesimo D. Lgs. 1/2018, all’art. 24, comma 1, dispone che: “Al verificarsi degli eventi che, a seguito di una valutazione speditiva svolta dal Dipartimento della protezione civile sulla base dei dati e delle informazioni disponibili e in raccordo con le Regioni e Province autonome interessate, presentano i requisiti di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c), ovvero nella loro imminenza, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, formulata anche su richiesta del Presidente della Regione o Provincia autonoma interessata e comunque acquisitane l’intesa, delibera lo stato d’emergenza di rilievo nazionale, fissandone la durata e determinandone l’estensione territoriale con riferimento alla natura e alla qualità degli eventi e autorizza l’emanazione delle ordinanze di protezione civile di cui all’articolo 25. La delibera individua, secondo criteri omogenei definiti nella direttiva di cui al comma 7, le prime risorse finanziarie da destinare all’avvio delle attività di soccorso e assistenza alla popolazione e degli interventi più urgenti di cui all’articolo 25, comma 2, lettere a) e b), nelle more della ricognizione in ordine agli effettivi fabbisogni e autorizza la spesa nell’ambito del Fondo per le emergenze nazionali di cui all’articolo 44”.

RITENUTO CHE:

⮚        la Delibera in oggetto manca del requisito di legge relativo alla determinazione della estensione territoriale dell’emergenza dichiarata;

⮚        il provvedimento de quo sembrerebbe dichiarare una “emergenza nazionale”  – inesistente nel panorama giuridico nazionale, oltre che non prevista dal codice della Protezione Civile – omettendo, inspiegabilmente, di utilizzare la corretta dicitura “emergenza di rilievo nazionale”;

⮚        nella Delibera in oggetto si legge: “Vista la nota del 31 gennaio 2020, con cui il Ministro della salute ha rappresentato la necessità di procedere alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale di cui all’articolo 24 del decreto legislativo n. 1 del 2018”;

⮚        da approfondita consultazione sul sito web istituzionale del Ministero della Salute, la nota citata non risulta esistente, mentre si rinviene – come unico atto del 31 gennaio 2020 – la nota 0003021-31/01/2020-DGPRE-MDS-A indirizzata “ai responsabili delle strutture di coordinamento per le attività trasfusionali delle Regioni e Province autonome” e altre autorità competenti ai fini delle medesime attività;

⮚        sempre sul sito web del Ministero della Salute, risulta, inoltre, presente -fra gli atti riportati come emessi il 31 gennaio- una nota (in realtà datata 30 gennaio) con identificativo 0003022-31/01/2020-DGPRE-MDS-A, rivolta agli assessorati alla Sanità, ai Centri regionali di riferimento per i trapianti e al Centro regionale NITP in cui “si raccomanda di estendere le misure indicate nella nota del 27 gennaio 2020 prot. 192/CNT 2020 a tutto il territorio della Repubblica Popolare Cinese”;

⮚        la suddetta nota del 27 gennaio, con identificativo 192/CNT 2020 non appare pubblicata sul sito del Ministero della Sanità, mentre risultano agli atti due circolari. Identificate con i rispettivi numeri di protocollo 0002302-27/01/2020-DGPRE-DGPRE-P e 2.31.152/165. Quest’ultima, indirizzata all’ENAC, “dispone urgentemente a tutela della salute pubblica il divieto di atterraggio di tutti i voli provenienti dalla Cina negli aeroporti di Ciampino, Roma Urbe, Perugia, Ancona e Pescara” (NdR: tutti aeroporti minori in cui solitamente atterrano solo piccoli velivoli provenienti da destinazioni locali o comunitarie) e dispone che tali voli “dovranno essere dirottati nell’aeroporto L. Da Vinci di Fiumicino”;

⮚        l’art. 21 septies della Legge n. 241/1990, disciplina la nullità del provvedimento amministrativo che “manca degli elementi essenziali”, mentre il successivo art. 21 octies ne prevede l’annullabilità qualora lo stesso provvedimento amministrativo risulti “adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza”;

⮚        dal combinato disposto delle norme contenute nei D. Lgs 112/98 (artt. 107 e 108), 267/2000 (artt. 50 e 54) e 1/2018 (artt. 7, 23 e 24), emerge chiaramente come la dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale possa essere emanata, a livello di Governo centrale, solo ed esclusivamente dopo minuziosa raccolta dei dati provenienti dagli organi preposti (in primo luogo i comuni), e comunque sulla base della delibera dell’emergenza emessa dalle regioni o province autonome interessate, come esplicitamente richiesto dall’art. 24 del codice della Protezione Civile. In buona sostanza, nel caso di specie, il Consiglio dei Ministri ha illegittimamente effettuato una inversione procedurale rispetto a quanto previsto dai citati decreti, applicando su tutto il territorio nazionale una autoproclamata dichiarazione d’emergenza, piuttosto che attendere le richieste di aiuto dai comuni alle regioni, e da queste ultime allo Stato, di fornitura di risorse per far fronte alla situazione emergenziale;

⮚        anche a voler prescindere dai profili penali astrattamente ipotizzabili in conseguenza delle Delibere in questione, che sembrerebbero aver fortemente compresso, rectius, violato i diritti costituzionalmente garantiti del cittadino senza il supporto di adeguata previsione legislativa, nella forma e nelle motivazioni dei suddetti provvedimenti potrebbero, altresì, configurarsi ipotesi di delitti contro la pubblica amministrazione e la pubblica fede;

⮚        l’art. 331 c.p.p. statuisce come: “Salvo quanto stabilito dall’articolo 347, i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell’esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di un reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito” (comma 1), e come: “Se, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, emerge un fatto nel quale si può configurare un reato perseguibile d’ufficio, l’autorità che procede redige e trasmette senza ritardo la denuncia al pubblico ministero” (comma 4);

⮚        eventuali contenziosi contro l’amministrazione in virtù di sanzioni comminate sulla base di un provvedimento illegittimo rischierebbero di dare luogo a ricorsi da parte dei cittadini, i quali potrebbero determinare obbligo di risarcimento, con la possibilità di un danno erariale;

⮚        le stesse forze dell’ordine rischierebbero di trovarsi, a spese dei contribuenti, a comminare sanzioni sulla base di eventuali ordinanze sindacali, con tutte le possibili conseguenze del caso; ciò in quanto i dpcm emanati dalla Presidenza del Consiglio a seguito della autoproclamata dichiarazione dell’emergenza, altro non sono che meri regolamenti, attuabili sul territorio solo mediante ordinanze contingibili e urgenti dei Sindaci, nella loro veste di ufficiali di governo;

⮚        appare utile richiamare, altresì, il D. Lgs. n. 174 del 26 agosto 2016, che disciplina le attività del Pubblico Ministero contabile, sottolineando che l’azione di responsabilità amministrativa o contabile è promossa dal Procuratore regionale obbligatoriamente e d’ufficio, sulla base di una “notitia damni” che sia specifica e concreta, veicolata da denuncia dell’amministrazione pubblica danneggiata, da segnalazioni di persone fisiche (singoli cittadini), di persone giuridiche o di organi istituzionali che adempiano a propri obblighi previsti per legge, nonché tratta da fonti pubblicate dagli organi di stampa o comunque acquisita presso siti web istituzionali di pubbliche amministrazioni.

Alla luce di quanto testé dedotto:

– ritenuto altresì che i provvedimenti in questione risulterebbero nulli per mancanza dei requisiti strutturali previsti dalla legge;

– ritenuto che la gravissima situazione economica in cui versa l’intera nazione, le irrisolte problematiche sanitarie, le agitazioni sociali già più volte verificatesi negli ultimi mesi, con serio turbamento dell’ordine pubblico, la necessità di riportare il Paese in uno stato di legalità senza compromettere ulteriormente la già precaria condizione politica attuale, costituiscono situazioni che coinvolgono, individualmente e collettivamente, la generalità dei cittadini italiani;

la sottoscritta, come sopra generalizzato,

RIVOLGE ISTANZA

affinché l’ill.ma Presidenza del Consiglio – previo riesame del proprio operato – disponga l’annullamento delle sopra menzionate delibere n. 26 del 31 gennaio 2020 e n. 248 del 07/10/2020, con le quali è stato proclamato prima e, prorogato poi, uno stato di emergenza in evidente assenza dei presupposti voluti dalla Legge.

In considerazione dell’assoluta peculiarità ed urgenza della questione posta alla Sua attenzione, si invita la S. V. ad esitare la presente istanza entro giorni cinque dalla sua ricezione.

Luogo, data                                                              Con osservanza

                                                                                                      Nome e cognome

N. B.:

Questo modello di istanza di riesame in autotutela va completato con i dati personali da inserire al posto dei puntini di sospensione e aggiungendo l’indirizzo della sede regionale della Corte dei Conti, reperibile al seguente link:

Uffici centrali e regionali (corteconti.it).

È importante inviare il testo nel corpo del messaggio e non come documento a parte, in quanto l’eventuale allegato potrebbe “non risultare leggibile” ai riceventi. Consigliamo dunque di usare la funzione copia e incolla dopo aver terminato di redigere la propria versione dell’istanza.

Le possibili modalità per l’invio sono 3:

1)        via PEC, con firma digitale o, in alternativa, allegando copia del documento di identità in versione PDF;

2)        via posta elettronica non certificata, aggiungendo, in questo caso, sia la copia del documento di identità in versione PDF, sia, prima della firma, la seguente frase:

Il/La sottoscritto/a chiede riscontro attestante numero di protocollo di avvio procedimento;

3)        via raccomandata con ricevuta di ritorno presso il più vicino ufficio postale.

Laura Carosi

RICORDATI DI SANIFICARE LE FESTE

La politica va sull’altare e dice messa. Anche Gesù è stato tirato per la giacchetta e nel nome non del Padre ma dello stato quest’anno nasce un po’ in anticipo, perché così ha sentenziato Erode. La sede santa tace e accossente e così deve essere se a guidarla è un falso profeta. Mi manca quel mondo di buoni e cattivi, rossi o neri, destra o sinistra, credenti e blasfemi. C’erano gli altri e poi i comunisti. Don Camillo celebra ora l’eucaristia del farmaco e Peppone saluta con il pugno ma dentro ai guanti in lattice. Sulla croce non c’è più il Cristo ma uno specializzando in medicina. L’acqua è benedetta con l’ipoclorito di sodio e ognuno è in grazia di Dio finché indossa la mordacchia. La nuova liturgia: dalla remissione alla disinfezione dei peccati. Siamo passati dalla banale ideologia allo schieramento in due fazioni ben distinte: i sani di mente e dall’altra psicolabili che si scambiano il segno di pace con il gomito. Non più nel nome del Padre ma dell’isopropilico, ricordando di sanificare le feste. Così almeno mi pare

TEX PIRLER

Sono commoventi gli sceriffi dei centri commerciali che all’ingresso puntano la pistola giocattolo sulla fronte per prendere la temperatura. Forse si aspettano che qualcuno alzi le braccia dicendo: mi arrendo! Oppure che estragga l’arma dalla fondina per cimentarsi in un duello alla Clint Eastwood. Manca solo la musica di Morricone, spaghetti western all’italiana, mentre si battono con le manette al silicone e il revolver ad acqua. Sono simpatici. Deficienti ma simpatici. Al principio appena si avvicinavano con l’indice puntato e il pollice in alto facevo bang, sono pur sempre il fuorigregge più veloce del West. Poi ho imparato: mai confrontarsi con un uomo che ha la pistola ad acqua, gente. Ho sempre tifato per i siux e capisco il perché. La vita è troppo breve per discutere con un cowboy della Conad che si veste come Tex Pirler