NUN C’HO VOGLIA
Un me vojo arzà, un me va de lavorà. Me va de sta ‘n panciolle, a girar pe casa grattandomi la trippa, guardando l’altri che stanno a rosicà. Er padrone mio è pure bono, mi dà er pane, m’accarezza se sto male, me punisce quanno deve, mi dà na casa e mi permette de sognà. Come cor cane, che t’accontenti d’avello ai piedi basta che non ce provì a mozzicà.

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