Quanti tra voi che andranno a votare sì al referendum sulle riforme costituzionali hanno letto e conoscono la Costituzione? Dubito fortemente; questo è il popolo che non legge e non vota (dati Ocse), ma che è andato in massa alle urne per abrogare una cosa (all’epoca una legge dello stato) che si chiama fecondazione eterologa. State per mettere le mani in una Carta che dovremmo sentire nel sangue come qualcosa di sacro e inviolabile. Raccontano balle, da un ventennio almeno. L’ultima è che la Costituzione vada riformata; adesso ci prova un bambinone che altrove non sarebbe più di un maestro elementare. Nata dalla penna di Saragat, De Gasperi, Terracini, Benedetto Croce, Einaudi, Ruini, Dossetti, Foa, Iotti, La Malfa, La Pira, Nitti, Pertini, Togliatti, Aldo Moro, ci mettono ora le mani Renzi, Maria Elena Boschi, Verdini (con l’approvazione di Benigni, quello che andava in tv citandola a memoria). Ma in questo paese funziona così, la mediocrità fa da padrone e l’incuria (non da parte della curia, perché sa bene quello che fa) ha raggiunto livelli paradossali. Veniamo alla Costituzione; ci raccontano che sia da cambiare. Niente di più sbagliato, andrebbe piuttosto applicata. Il problema è che così com’è rende difficile la corruzione dello stato in profondità. Hanno cancellato l’articolo 18, il minimo salariale, i contratti nazionali, rubato (più sotto spiego come) risorse alle scuole pubbliche e alla pubblica sanità per riempire le tasche agli amici del privato. Il referendum porta ora a una deriva plebiscitaria. Le democrazie sono un bilanciamento di forze; i poteri nei paesi democratici sono bilanciati; soprattutto nel parlamento, dove una camera controlla e limita le funzioni dell’altra, non fa da ancella. E’ un problema di equilibri. Il fascismo non è un’ideologia, è la mancanza di un contrappeso all’interno delle istituzioni. Con la riforma avremo un senato succube eletto dalle regioni, da sempre ricettacolo di corrotti e mafiosi. Stanno consegnando il potere nelle mani di un uomo che non dovrà più rispondere al Presidente della Repubblica, potrà anzi ricattare veicolandolo il voto dei deputati sciogliendo le Camere. Non è una questione di persone; ora tocca a Renzi che si mantiene (proprio perché la Carta Costituente glielo impone) su un binario democratico o di contrappesi. L’incognita rimane sul successore. Il limite di un uomo di potere è il parlamento; le leggi vengono prima e non si può affidare il destino di un popolo al buon cuore o alla rettitudine dell’uomo al comando. Quello è il fascismo. Non mi dilungo però oltre e entro nello specifico della Carta Costituente.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

(Non mi pare che i cittadini italiani siano uguali davanti alla legge, eppure l’articolo 3 è chiaro; come lo conciliate col fatto che gay e lesbiche non abbiano pari diritti e dignità? L’Italia è uno stato laico o una teocrazia?)

Art. 10

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

(Quante ne dicono sui neri, i musulmani, adesso l’Isis; l’articolo 10 è in vigore e non viene rispettato)

TITOLO I
Rapporti civili

Art. 13

La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

(Avete sentito parlare di Pinelli o Cucchi? Storia vecchia di un esercizio anticostituzionale del potere esecutivo)

Art. 14

Il domicilio è inviolabile.

Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.

Art. 33

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

(La Costituzione è chiarissima su questo punto; vuoi dare un’educazione alternativa ai tuoi figli? Te la paghi di tasca tua. Gli istituti religiosi ringraziano il popolo italiano per il gentile dono anticostituzionale. Il risultato è che non c’è più l’ascensore sociale, il merito è sparito di fatto dall’ordinamento; le università sono a numero chiuso, a cui hanno accesso per corsia preferenziale gli studenti licenziati nei diplomifici privati; i ricchi che escono da quelle scuole col massimo dei voti)

Art. 36

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

(Niente più articolo 18, niente minimo salariale, niente mediazione dello stato nei rapporti tra lavoratore e datore di lavoro. Il risultato è che i vostri figli plurilaureati lavorano per 400 euro mensili, senza nessuna garanzia e cosa ancora più grave non hanno futuro; possono solo continuare a spendere i vostri risparmi)

Art. 59

E’ senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

(Con la riforma che andate a firmare i 100 senatori non saranno più eletti ma nominati; cinque cittadini che hanno brillato per meriti è accettabile che diventino senatori senza consultazione popolare, ma cento non vi sembrano un po’ troppi? Lo dico con le parole di Gianfranco Pasquino, che ne sa più di noi in materia costituzionale: “Non è credibile che con la cattiva trasformazione del Senato, il governo sarà più forte e funzionerà meglio non dovendo ricevere la fiducia dei Senatori e confrontarsi con loro. Il governo continuerà le sue propensioni alla decretazione per procurata urgenza. Impedirà con ripetute richieste di voti di fiducia persino ai suoi parlamentari di dissentire. Limitazioni dei decreti e delle richieste di fiducia dovevano, debbono costituire l’oggetto di riforme per un buongoverno. L’Italicum non selezionerà una classe politica migliore, ma consentirà ai capi dei partiti di premiare la fedeltà, che non fa quasi mai rima con capacità, e di punire i disobbedienti” fonte).

C’è un signore che spiega bene quello che sto dicendo, Gustavo Zagrebelsky. L’articolo è il seguente Gustavo Zagrebelsky e il referendum. Non so chi lo leggerà, la confusione è tanta e la tv è accesa. Quel che basta per indurre una massa impreparata a votare contro i propri interessi.

Lo dico a quelli che voteranno sì a una riforma voluta da un gruppo di nominati e non di eletti; la priorità era la legge elettorale. Andate pure a cambiare la Costituzione, io vado a vomitare e torno.

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5 pensieri su “LE RIFORME COSTITUZIONALI (vado a vomitare e torno)

  1. Io andrò a votare, come faccio da quando ne ho l’età, perché ritengo che votare sia un dovere, ma soprattutto un mio irrinunciabile diritto. Sono d’accordo su quanto tu dici, ma non condivido il tono così polemico. Non puoi dare per scontato che gli italiani siano tutti come dici tu. Un tono pacato, unito a un’esposizione lucida del tuo punto di vista forse porterebbero più frutti. Pensa al gli indecisi che avessero deciso di leggerti… credi davvero che dare del decerebrato a una persona la invogli ad ascoltarti?

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      1. Secondo me hai fatto benissimo! Alcuni articoli li ricordavo a memoria anche io, ma ignorantemente non avevo mai fatto una correlazione con il caso Cucchi per esempio, e la rabbia e’salita anche a me …

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