DERIVA SOCIAL-ISTA

Se il Paese si è impoverito (il consumo pro capite è appena sopra la Bulgaria e la Romania), se lavoratori, donne, anziani si sono visti strappare i diritti dalle mani, se nella classifica sulla felicità l’italia si colloca al cinquantesimo posto (dietro al Nicaragua e l’Uzbekistan)

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ciaone

Dunque: su alcuni gruppi nei Social (anche dai nomi impegnativi e che richiamano all’etica, la politica, la filosofia) bisogna pubblicare gattini e cagnolini, i cuoricini sono graditi, le frasi degli adolescenti sull’amore sono fortemente promosse, il ciaone ha un altissimo indice di gradimento. Poi gli stessi gruppi specificano con gravità notarile: è severamente vietato parlare di politica (e tradotto vuol dire esprimere un’idea), includere link pubblicitari a margine (ergo i libri non ci interessano), di Dio e la morale non si può scrivere, i post che raccontano qualcosa della vita vengono motteggiati o schifati (a seconda dell’educazione di chi commenta) e gli autori bannati. Quanto ci piace bannare. Ma si sa non c’è il tasto “non mi piace” e allora davanti a un pensiero che non si capisce, che va al di là, che disturba i morti di sonno (e di figa perché quella va alla grande) i membri (si chiamano proprio così tra loro ed è una cosa che stupisce: a me l’idea d’essere considerato un membro con una testa, o una testa di membro non fa impazzire) ripiegano su neologismi raffinati come nonciromperelaminchia. E sono i migliori, i censori acculturati (o meglio i membri con la laurea) che si cimentano armati di una dotta oratoria allo scopo di prevalere nella disputa risultano francamente noiosi oltre la narcolessia. Alla fine la dialettica è: sono piùi intelligente io gne gne e tu sei una testa di cazzo. Nei gruppi c’è anche una misteriosa figura antropologica, l’amministratore (altrove si chiama admin e anche quel termine non è bello, vuol dire ad minchiam) che ricopre il ruolo di leader maximo e pare compiacersi nelle palingenesi approvando o censurando, iscrivendo o bannando. Se non puoi essere Dio in questo Paese un posto da amministratore comunque lo trovi.

Intanto:

i Paesi che leggono di più al mondo sono l’India (10 ore e 42 minuti settimanali) e la Cina. Per una strana coincidenza sono anche le economie che corrono (7,5% crescita del pil indiano nel 2015 e 7,3% quello cinese). Sembra ci sia un rapporto tra la latitanza italiana in termini di lettura e l’economia che annaspa, Neghiamo però l’evidenza e diciamo che non c’è una relazione nei fatti. Se il Paese si è impoverito (il consumo pro capite è appena sopra la Bulgaria e la Romania), se lavoratori, donne, anziani si sono visti strappare i diritti dalle mani, se nella classifica sulla felicità l’italia si colloca al cinquantesimo posto (dietro al Nicaragua e l’Uzbekistan) la colpa è ovviamente della politica; solo quella. Noi non siamo responsabili, da sempre andiamo a letto con la coscienza pulita. Dopo naturalmente aver condiviso un ciaone e cercando tra le foto dell’amatriciana almeno un po’ di figa (che non guasta mai).

Autore: Giancarlo Buonofiglio

Manipolatore di paradossi sito web http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

25 thoughts on “DERIVA SOCIAL-ISTA”

  1. Quando stavo in quel puttanaio di sfigati (Facebook), sono stato bannato da molte pagine (per lo più reazionarie-mafiose).
    Quello che ho augurato ai “capi” (mi viene da ridere) di quelle pagine, è che prima o poi un mitra verrà puntato sulle loro teste. Fare il “capo” su un social network come Facebook (quando magari nella realtà sei un servo dei servi) è una moda. 😀

    PS: il bello è che ho avuto il porto d’armi XD

    PPS: per quanto riguarda il resto, sono problemi risaputi (almeno io che conosco e che ho scelto di non essere un pezzente e quindi, mi documento da fonti giuste e non le cagate della Rete) e mondiali. Nessuno si salva oggi, finchè non ci sarà un cambiamento migliore per tutti. Ogni Stato è schiacciato dalla finanza, chi più e chi meno.
    Tanti non hanno capito la causa di questi problemi e si ostinano a dare colpe a capri espiatori, facendo il gioco dei potenti.

    Personalmente vivo bene (lavoro, meritocrazia e piaceri di vario tipo) ma sono fisso a combattere. Indole partigiana… retaggi di famiglia.

    Buon weekend!

    Ade

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      1. Quali proletari… si offendono le vere lotte del passato 🙂
        Questi sono tutti signorotti borghesi marci fino all’anima.

        Ok per il rosso… che sia fuoco di Rivoluzione però 😀

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  2. “sono piùi intelligente io gne gne e tu sei una testa di cazzo”. Ci stavo pensando da un po’, abbozzato qualcosa….E’ l’evoluzione dell’haterZ und TrollZ, facente parte di movimento cOlturale più ampio, che va oltre la Rete: lo StrunZ Und SdranG. C’è quello che parte con il “non sono…” tipo “non sono razzista…” e poi prenderebbe a calibro 88mm i barconi nel canale di Sicilia. Poi c’è quello che chiamo il (mente)catto-conSumista: “ho comprato tutti i dischi di XYZ, perciò posso spargere letame su XYZ e non essere criticato di essere un hater, figurati se accettare una critica da te gne gne”. Non ci sono maleparole, perché mantengono uno stile distaccato e superiore, quindi la parolaccia è sinonimo di scarsa cOltura. La regola base vale ancora: DFTT.
    PS:
    Per il refuso che hai messo apposta per stanare uno dei membro-professorini di cui alla prima parte della frase, preciso che io ho solo “copiato&cucito” quindi rientro tra le seconde teste…

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      1. ma se li tengano quei cessi di posti. La verità è che ci piace bannare, censurare, limitare l’altro. Un admin stamattina mi scrive: dovevi chiedere il permesso di pubblicare ‘sta cosa. Il permesso… ma chi cazzo sei? Admin appunto, ad minchiam. Benvenuto in Italia, questi sono gli italiani

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