NONNA, MA CHE BOCCA GRANDE HAI

In questa fenomenologia il corpo racconta la sua alterità rispetto all’ordine delle cose e del discorso. È il corpo segnato da qualcos’altro (la fame, il desiderio, l’acquolina in bocca) a far implodere l’equilibrio su cui si sostiene. I limiti del corpo sono i limiti del lingua. L’ottusità del quadrupede fa perdere al corpo l’ordine e alla lingua la struttura. Fa perdere la testa a Cappuccetto, al punto da seguire nel bosco il lupo cattivo che sopraggiunge a portarla via.

Sorgente: NONNA, MA CHE BOCCA GRANDE HAI

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Autore: Giancarlo Buonofiglio

Manipolatore di paradossi sito web http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

3 thoughts on “NONNA, MA CHE BOCCA GRANDE HAI”

  1. Però! Analisi alternativa. Aggiungerei il ruolo della madre,ombelicalmente attaccata alla nonna,al punto da mandarle la figlia,sorvolando sui rischi che avrebbe corso. La domanda è: ma perché torta e vino non li ha portati lei? Che l’attaccamento alla madre fosse solo di facciata? O magari il cacciatore passo prima da lei prima di salvarle la prole? 🤔 😜

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