L’Italia che vuole ricordare

Alchimie

Il Paese senza memoria commemora i suoi morti. E commemorano proprio tutti: gli ordini professionali che impediscono l’accesso alle professioni, coloro che sono per il libero mercato, ma se provi a dare una licenza in più bloccano le autostrade, quelli che la concorrenza è bella, ma poi si accordano sui prezzi, quelli che tengono famiglia, quelli tu no che sei ricchione, quelli che si comprano le aziende di stato per quattro soldi, le fanno fallire e le rivendono guadagnandoci pure, quelli che prima gli italiani, quelli che io so’ io e tu non sei un cazzo, quelli che chiudono le fabbriche, ma vivono all’estero, giusto qualche chilometro dal confine tanto da non pagarci le tasse. Quelli che l’alta velocità costa 9,3 milioni in Spagna, 10,2 in Francia, ma 61 milioni a chilometro in Italia. C’è una mafia silente in questo Paese, normalizzata e assorbita nei comportamenti quotidiani, perché è la…

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Autore: Giancarlo Buonofiglio

Manipolatore di paradossi sito web http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

7 thoughts on “L’Italia che vuole ricordare”

  1. Risulterà pleonastico ma egualmente, e giusto per notificarle l’accordo su quanto ha scritto, mi azzardo a precisare che il metodo infallibile per costruire il potere e dunque qualche forma di regime o dittatura è sempre il terrore. E funziona. Ecco perché, nel profondo e anche in superficie, il nostro è un paese sottoposto a un regime furtivo ma molto attivo da non meno di 30 anni. La trasformazione completa essendosi realizzata a partire dal congresso socialista del 1980 a Palermo, se non ricordo male la data – ma non è il caso perché inutile andarla a verificare adesso, lei tollererà. L’anticipo contanti fu , come tutti sappiamo, certificato dalla bomba del ’67 a Piazza Fontana. La tattica è stata lenta ma ribadita ed efficace. Ora pensi lei che cosa hanno in mente per l’Europa intera i dinamitardi arabi la cui ossessiva immmaginazione ha tempi che coincidono con i millenni, stante il fatto che laggiù tra i loro si litiga ancora per diatribe scoccate mille quattrocento anni fa. Il prepotente non si stanca mai. Cordialmente D’Ascola

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    1. Non ho molto da aggiungere, DAscola, quello che ha scritto è inappuntabile. Aggiungo solo che è vero: il prepotente non si stanca mai. Come il bambino quando gioca: il gioco non finisce mai, almeno finché la madre non lo prende con forza e lo porta a tavola. Gli italiani mancano di quella forza e sono orfani. Una bella giornata

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      1. …finché la madre non lo prende con forza e lo porta a tavola. Gli italiani mancano di quella forza e sono orfani…

        Impeccabile. Chapeau. D’Ascola

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  2. Mi tolga una curiosità se vuole; lei scrive di nevrosi ossessive ma in generale dal tono e dai suoi discorsi lei sembra rivelare una preparazione analitica. Cordialmente D’Ascola

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    1. vengo da psicologia e filosofia. Ho mischiato il tutto con tanto alcol. Ce ne vuole una bella dose per convincersi della credibilità della prima e con un tasso alcolico straordinario nel sangue si sopporta qualche verità di troppo fornita dalla filosofia. Smaltita la sbornia non rimane molto., la vita forse per quello che è

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