Un impensabile scrittore: Vincenzo Rabito

Da Annamaria Tocchetto, la sua bella recensione al libro di Rabito. Analfabeta siciliano che scriveva come pochi sanno fare. Edito da Einaudi.

AIRAMANNA

“Se all’uomo in questa vita non ci incontro aventure, non ave niente darracontare”

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E allora raccontiamo, raccontiamolo questo scrittore italiano. Scrittore a sua insaputa, il modo migliore per esserlo davvero, senza voler scrivere o essere scrittori, ma voler per quel bisogno che spinge e che serve a reggere: una vita, una storia.

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Aveva ragione lo scrittore e giornalista romagnolo Raffaello Baldini quando disse:  “Certe cose succedono solo in dialetto”. Con Vincenzo Rabito non poteva che essere così.

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Avete letto bene, ciò che non vi torna non sono dei refusi, sono le parole che Vincenzo Rabito ha inciso sulla carta bianca con una vecchia macchina da scrivere modello Olivetti. Quando lessi “Terra Matta” per la prima volta, il termine che mi venne in soccorso per qualificare quella “febbre” che prese Vincenzo Rabito all’ età di 69 anni non era “Scrittura” bensì “Incisione”, ed è questa la parola che utilizzerò…

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Autore: Giancarlo Buonofiglio

Manipolatore di paradossi sito web http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

4 pensieri riguardo “Un impensabile scrittore: Vincenzo Rabito”

  1. Incredibilmente interessante.
    Devo dire che qui, in queste righe ci trovo la “vera” scrittura: scevra da sovrastrutture.
    La parola come “mattone legato con la malta”, col sudore e con l’animo aperto.
    Lavoro d’artigiano, necessario.
    Raboni è stato medico psicologo di se stesso.

    grazie Giancarlo per questa condivisione.
    .marta

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