PSICHIATRIA E FELLATIO

Raffaele_Morelli_1

Se rinasco voglio essere lui. Voglio indossare il dolcevita sotto la giacca, fare le pose come un divo degli anni ’50, andare da Costanzo a profondere sapienza. Solo a Raffaele Morelli è permesso di dichiarare che in ogni donna ci sia una prostituta senza subire il linciaggio dell’ideologia femminista (nevroticamente per il Jungdenoartri) intollerante a certe anapodittiche verità. La tesi dello pissichiatra non è nuova, Mussolini ne aveva una simile: in tutte le donne (tutte: anche mamma e sorella, i tambù sono cose da popolino zotico e ignorante) c’è una prostituta e l’uomo di potere è un dominatore fisiologicamente predisposto all’esercizio della potestà. Quest’uomo è credibile, sta in televisione, scrive cose nobili e profondissime (“Sono frequenti i casi in cui l’impotenza si risolve nell’attimo magico dell’incontro con una nuova partner; infatti è spesso un episodio trasgressivo, è il magnetismo a cui non ci si può sottrarre, che trascinano un uomo e una donna in un letto senza sapere perché e senza preoccuparsi del dopo”, minchia, roba da Uccelli di Rovo). Anche chiudendo un occhio (anzi due) e assumendo una bella dose di Malox su una storia millenaria del diritto che ha dato ai ruoli sociali prima che sessuali una connotazione più equilibrata, la parola prostituire è radicale e inadeguata se contestualizzata ad minchiam in uno scenario nel quale il numero dei dominatori (o maiali) cresce a detrimento dei diritti del lavoro e della dignità delle donne. Non c’è un concorso di colpa quando è presente una tale disparità di forza, per quanto inconscia o inconsapevole: si chiama abuso, di potere appunto. Almeno nel nostro Ordinamento, ma l’etimo non è cosa da pissichiatri rizosomatici. Nella realizzazione del Sé c’è insomma anche questo per Morelli. Risultato: Marì, si ‘na zoccol. E chi lo dice? Chiddu, u prufissuri. Dice che u pumpino mu po fari; tra trent’anni ti riconcili con il tuo Sé e diventi più forte, una donna realizzata. In sostanza: se suchi ti realizzi, tesi affascinante.

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Autore: Giancarlo Buonofiglio

Manipolatore di paradossi sito web http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

36 pensieri riguardo “PSICHIATRIA E FELLATIO”

  1. Ecco, di Morelli io ho sempre avuto un giudizio un po’ volgare, ma qui mi limito a dire che il suo metodo psichiatrico sta sullo stesso gradino di quelle televenditrici che usano la scusa della lettura dei tarocchi (o dell’oroscopo o di salcazzo) per insultare gli spettatori, pubblicamente.
    Insomma, un soggetto tossico e nocivo, che i suoi problemi di sociopatia dovrebbe risolverseli PRIMA di andare in tv o da qualsiasi altra parte.

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    1. Sottoscrivo. Manca di una reale cultura filosofica, è incapace di contestualizzare il diritto nell’antropologia, come psichiatra vabbè dai, è il mentore di Riza Psicosomatica (e ho detto tutto). Una velina scialba e senza tette di casa da Barbara d’Urso a profondere saggezza. Lo pagano pure…

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      1. Hahaha, descrizione perfetta!
        Io ero rimasto molto colpito dalla violenza intrinseca: è tremendo che un bullo possa essere di qualsiasi utilità a chicchessia.
        Molto meglio pensare a una velina scialba e senza tette 😀

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      1. A me piace che la logica sia sempre la solita: se cambiasse a muzzo come condurremmo una conversazione senza il principio di non contraddizione?
        E se la tua obbiezione riguarda la dicotomia apparire/essere, applicata a un personaggio pubblico, direi che è inconsistente.
        Se invece proprio ti piace la mostra della violenza e il clima, ehm, ‘disteso’ che ne consegue, posso solo dirti che è un gusto personale che si coniuga molto male con la vita in una società. E aggiungerei che è anche un po’ miope: spesso chi inneggia ai manganelli non vede almeno una delle due estremità.
        Magari mi sbaglio, ma dalle poche parole…

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      2. quoto ogni sillaba, Andrea. Il tuo commento è un piccolo saggio e c’è molto buon senso. La celebrità della persona non c’entra nulla. Galimberti è celebre e quando tocca temi di psicologia lo fa con criterio. Con Morelli siamo alle analisi da osteria, la psicoanalisi dell’ipermercato. Il fatto che piaccia è legittimo, a molti piace anche il calcio. La cultura è un’altra cosa

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      3. Giancarlo, la celebrità del personaggio è un’aggravante: a me piacerebbe una società civile, dove le aggressioni e la violenza siano relegate all’intrattenimento.
        Continuo ad applicare la solita logica per cui personaggi pubblici che pubblicamente sfumano questa linea tra vita civile e violenza dovrebbero essere relegati al puro intrattenimento.
        Come gladiatori in un Circo Massimo, per esempio.

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      4. non è la prima volta che mi contestano quando tocco questi argomenti. L’obiezione si riduce a “gne gne sei geloso perché lui sì e tu no”. Se il livello di critica è questo è davvero inutile parlare. Nel mio mondo democratico anche il postino ha diritto a un pensiero filosofico; e no, Morelli non è il Verbo, si può tranquillamente contestare. Le sfumature dell’intervista le ho colte, ma le parole sono importanti e il soggetto non le padroneggia. Ed è vero: una cosa è la scienza, un’altra l’intrattenimento televisivo

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      1. Ce n’è una sfilza che non m’azzardo nemmeno a cominciarne i nomi: sono sempre in televisione. Ecco, ci vorrebbe un’uscita particolare dedicata ad essi: aprono la porta e gli si mette in mano la vanga e via per i campi…

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  2. Ho ascoltato tutto il suo farneticare in TV…sono stato tentato di cambiare canale per alemno un paio di volte. Poi ho deciso che dovevo ascoltare tutto prima di avere un giudizio. Raccapricciante. Un insulto non alle donne, ma all’essere umano, senza distinzioni di sesso od orientamento sessuale. Ammanta tutto con la sua posizione (mediatica), ma può dire quanto gli pare che “nocciola”, è solo “merda”. Perdona il turpiloquio ma se a sparare queste idiozie fosse un mio amico mentre siamo seduti al bar, nemmeno gliela farei passare liscia. Spero che con queste ultime affermazioni si sia rovinato la clientela.
    Una cosa è certa: sulle TV pubbliche, con i miei soldi, a questo-qui non ce lo voglio vedere.

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    1. Hanno credibilità e spacciano il niente per tutto. Questa cosa l’ho pubblicata altrove, mi hanno fatto a pezzi. L’argomento forte è: quarant’anni di professione. Io avevo un amico pizzaiolo, ha fatto pizze per 40 anni e dalla prima all’ultima hanno fatto schifo. Il problema è che questi (Morelli, Crepet, Recalcati e qualcuno ancora) parlano di verità quando invece dicono…

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  3. Ciao Ginacarlo, il tuo post lo trovo sensazionale e coraggioso insieme, sensazionale perchè mostra una simpatia che mi piace, niente è lasciato al caso nelle tue parole e la tua chiusura del tuo articolo è ilaricamente superlativa, coraggioso perchè – affrontare – il signore in questione e le sue multi-vitaminiche perle di saggezza, non è da tutti, non tanto per la sua -presenza o onni-presenza – scenico-mediatica, quanto per le sue modalità, che come evidenzi tu stesso, riescono a -a dichiarare ogni giudizio-, più o meno velato che sia… spacciandolo per assoluta certezza… 🙂

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    1. Ciao Ben, è per questo che leggo i blog e diserto Mondadori, qua sopra c’è ragione da vendere. In realtà il discorso di Morelli qualche sfumatura l’aveva, ma a sciocchezze si risponde con banalità. Inutile girarla sul tecnico, ho fatto dell’ironia sul Morelli televisivo. E per me è una pessima immagine, gretta intellettualmente e a tratti volgare. Concepire lo scambio affettivo di una bimba come una mercificazione è un pochino riduttivo anche sul piano teorico. A suo tempo ho scritto il Manuale della prostituta, ma la parola era contestualizzata all’interno di un discorso puramente letterario. I Morelli parlano di scenza e di verità, e allora no, devi articolare e collocare le parole con misura. Dalle mie parti dicono: pisciare fuori dal vaso, a qualcuno piace e va bene. Ognuno vede quel che può…

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  4. Weinstein: dammela e ti faccio fare carriera.
    Morelli: dammela e ti realizzerai secondo natura.
    A sto punto, zoccola per zoccola, la do a Weinstein che mi rende di più. Che oltretuto da un punto di vista estetico non è che sia esattamente una persona gradevole ma questo, da buona veneta, el gà tanto na facia da mona che metà bastarìa.

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  5. E’ molto singolare il fatto che le affermazioni di questo luminare non abbiano suscistato lo sdegno della categoria tirata in ballo o una qualsiasi rappresaglia da parte delle varie organizzazioni che tutelano i diritti delle donne. Tutto ciò che i media ci propinano è sempre vagliato, filtrato e divulgato. Il dottor Morelli non è certo uno stolto e se ha azzardato un passo simile, sapeva sicuramente che qualsiasi focolaio di protesta ai suoi danni sarebbe stato spento sul nascere… O almeno spero per lui -_-

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