NINNA NANNA NINNA OH…

Giornalisti e intellettuali inorridiscono per un congiuntivo e aprono i quotidiani con articoli riottosi in difesa della lingua italiana. A parte il lessico improbabile e rudimentale dei vassalli dell’informazione, sotto elezioni i nostri editorialisti manifestano qualche ritrosia a ricordare la degenerazione della classe politica degli ultimi anni; quando si tratta degli amici degli Editori soffrono proprio di fonastenia. Infermità endemica nel giornalismo vile e cortigiano di questo Paese.

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Ci abituano alla paura. La passiamo ai bambini con un istinto conservativo, il bosco, il lupo, l’orco. Dandole un’immagine in qualche modo la controlliamo; ma rimane perché quelle sono forme sfumate, mai del tutto comprensibili. Una connotazione ben definita non fa paura. Il buio, l’assenza, la fame evocano la mancanza e anche quella fa paura. Da adulti le paure prendono altri nomi, lavoro, malattia, sessualità, extracomunitario. L’oggetto della paura deve essere informe e non deve avere un nome; i governi lo sanno bene e creano sempre nuovi nomi che richiamino a quell’assenza. Lo fanno perché un uomo impaurito si tiene stretto quello che ha, non ha la mente lucida e le emozioni prevalgono sul raziocinio. NH1, il virus che avrebbe sterminato il mondo ha invece riempito le tasche delle case farmaceutiche, lo Spread, l’Isis che rimanda ancora una volta all’uomo nero che ti tiene un anno intero. La razza, che spoglia l’individuo di una consistenza umana prima ancora che politica. Ogni tanto fanno esplodere qualche bomba, perché davanti a una tragedia diventiamo patriottici, orgogliosamente governativi e governabili. L’angoscia è qualcosa di diverso, è un sentirsi nell’assenza; come quando si soffoca senza conoscerne la ragione. La paura invece si presenta con un linguaggio elementare, da favola. La politica in Italia (ma non solo), mai come in queste elezioni sta fomentando l’odio razziale con una ferocia che rimanda alla storia peggiore di questo Paese. Ai partiti che non hanno nulla da proporre non rimane che alimentare la paura per il Lupo Cattivo.

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Autore: Giancarlo Buonofiglio

Manipolatore di paradossi sito web http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

26 pensieri riguardo “NINNA NANNA NINNA OH…”

  1. …l’’angoscia è qualcosa di diverso, è un sentirsi nell’assenza… gia’ 😒 Siamo tutti pronti a sbandierare i nostri vessilli, a gridarci ed a piangerci addosso, a dare la caccia alle streghe, a guardarci sospettosi l’un con l’altro e poi abbiamo perso il senso della solidarieta’, della distinzione, il rispetto della proprieta’ comune. Abbiamo perso la nostra stessa identita’ e personalita’ e giriamo come banderuole al vento aspettando una notizia succulenta per poter dire la nostra, che nostra non e’.

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      1. Molto, molto interessante. Gli assoluti o universali sono metafisica (razza, Dio, Stato) ma anche un principio di Ragione (kantianamente parlando). Tuttavia al razionalismo di Kant si può obiettare che non ci sia bisogno di ipotizzare un Dio per dare un ordine alle cose. Dove è presente la società non solo non è più ordinata, onesta, pulita, ma violenta e feroce. Dal popolino fino agli scranni del potere

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      2. Infatti, io sono per il superamento di entrambi gli schemi. Anzi, sono persuaso che questo superamento sia già in atto poiché, se è vero che il razionalismo ha fallito, è altrettanto vero che indietro non si torna.

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      3. Una marcia indietro l’hanno fatta tutti in questo Paese, gli intellettuali prima degli altri (Cacciari ad esempio). Tanto che dopo secoli di storia e di cultura del diritto, ora ci raccontano della necessità di un Dio, che la democrazia è più matura se il popolo vota per una sola Camera, tornano a parlare di razza, da divorziati e puttanieri fanno i paladini della famiglia tradizionale, massacrano i diritti dei lavoratori e assolvono i delinquenti nella politica

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  2. Biancaneve che pippa è da antologia, l’ho salvata subito 😀 😀 😀

    io credo tu abbia ragione su tutta la linea, a esser sincero penso che avresti potuto calcare ulteriormente la mano.
    L’ignoranza è una questione di prospettiva, sinceramente tutto questo essere diventati futuristici ed evoluti in uno stormir di fronda mi lascia perplesso, fino a ieri fare gruppo, chiudersi tra mura amiche, respingere l’invasore era la regola numero uno per garantirsi la sopravvivenza. Oggi è considerato ignorante chi quella paura la mantiene, non solo ignorante, è considerato ben peggio. I problemi della società moderna nascono da un fattore disarmante, elementare, negli ultimi 50anni il mondo si è evoluto più di quanto non abbia fatto nei precedenti 5.000, è poi così difficile razionalizzare il fatto che una parte della popolazione proceda più lentamente???

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      1. dici bene esimio,
        il male peggiore non è l’ignoranza, è l’ipocrisia, come dicono a Genova: “è bello fare il buliccio col culo degli altri”. Come dire… avere un figlio gay è bello, è un valore aggiunto, l’importante è che il gay sia figlio di un altro, avere una figlia che ti porta a casa un fidanzato del Ghana è cosa bella, civile, moderna, l’importante è che sia figlia di un altro. Sono Torinese, conosco professionisti Torinesi dichiaratamente di sinistra che in pubblicano ragionano come la Boldrini, in privato si incazzano se la figlia va a mangiare la pizza con un meridionale, altro che africano.

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  3. Mi fai venire in mente un vecchio cartone animato: lì una volpe indispettita dalla saldezza del pollaio ben sorvegliato, ingaggia un pulcino ambizioso per instillare paura negli abitanti. Questi ci riesce così bene che, quando finalmente la volpe fa sembrare arrivata la fine del mondo, tutti seguono il pucino ambizioso fino al riparo nella tana della volpe.
    Ecco, così ci stanno riducendo: alla fine ci ritroveremo spolpati dei diritti, ma felici di avere respinto il nemico impalpabile paura….

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    1. Bello, hai reso benissimo l’idea. Qualcuno ha detto tempo fa: se non state attenti vi faranno odiare gli oppressi e amare gli oppressori. Gli italiani attribuiscono il loro malessere a una manciata di disperati di colore, piuttosto che alle politiche sociali di Marchionne, Tronchetti, Agnelli, Renzi, Berlusconi… Mi pare che la profezia si stia avverando

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      1. Felicissimo di trovarti sulla stessa lunghezza d’onda: questo pollaio dimostra sempre più di essersi bevuto il cervello, non per nulla molti di questi cittadini hanno l’aria dei polli di Renzo(non di Renzi): infatti non lo voteranno, per fortuna, però andranno in bocca al lupo e pure rabbiosi…

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  4. Ignoranza e paura (dell’altro da sè) camminano di pari passo e di fatto oggi proprio la Politica ne abusa non accorgendosi (o forse s’) di esserne a turno la vittima designata.
    sherasemprechehocapitobene

    ps.serena Pasquetta 😉

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