LO SFASCISTA

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Adoro quest’uomo, come tutti quelli che si trovano nel posto giusto a dire la cosa sbagliata. Mi piace il suo qualunquismo, la demagogia, persino la sua inconsapevolezza ha qualcosa di poetico. Tre idee in testa, sgrammaticate, sostenute però con la caparbietà di chi non padroneggia i contenuti del pensiero e della lingua. Con la pertinacia di difendere l’indifendibile e tuttavia col candore di chi davvero non capisce. Sguardo spento, non tradisce alcuna articolazione, come coloro che si portano dentro un dolore profondo e non traspare che quello. Un’idea fissa, la rigidità di un pensiero che latita; è come prigioniero della propria identità. Vorrei dire della sua storia, ne avrà pure una al di là quella passata nei palazzi del potere. Limitato il tanto che basta per far carriera, riluttante, violento nel modo corretto per fomentare il rancore nell’elettorato. Razzista, ma pare essere una virtù. Mi piace perché ha l’impudenza di presentarsi come il nuovo; mi piace quel continuo monito alla legalità urlato dai banchi di un partito che qualche problema con la giustizia pure l’ha avuto; mi piace per il tono aggressivo che hanno quelli del popolo e mi piace quella rabbia mai sommersa in un uomo che vive delle istituzioni, con quel che ne consegue sul piano dei privilegi. C’è una strana incoerenza in quest’uomo e mi piace. Mi piace il suo linguaggio elementare, minimo, disartrico per inadeguatezza a una lingua più complessa; quello delle case popolari, della provincia, delle borgate. E dei manicomi.
Mi piace così tanto che copio e incollo alcune delle sue strategiche invenzioni linguistiche:

– Ho scritto al presidente di Atm perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l’invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari. E andando avanti così le cose saremo davvero costretti a chiedere dei posti da assegnare ai milanesi: sono davvero una minoranza e come tale va tutelata.

– Il matrimonio è fra un uomo e una donna e i figli nascono da un uomo e da una donna. Senza la famiglia fondata su una mamma e su un papà la società finisce…

– Sapete che la Russia ha scelto di sospendere le adozioni con tutti i paesi stranieri tranne che con l’Italia, perché qui non ci sono coppie gay che possono adottare un bambino. Se è così, viva la Russia.

– Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani. Napoli lebbra, Napoli colera sei la vergogna dell’Italia intera (video https://www.youtube.com/watch?v=5fOaT5PsE4Q)

Autore: Giancarlo Buonofiglio

Manipolatore di paradossi sito web http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

43 pensieri riguardo “LO SFASCISTA”

  1. Grande ritorno di OnGianca’!!! Non ti azzardare a mollare la blogosfera che ti vengo a prendere a casa (cit. l’avrà detto sicuramente il protagonista di questo panINGIRicO). Tanto lo so che sparisci e neanche so dove abiti.
    E veniamo al panINGIRicO: non scriverò mai che “mi piace” anche se l’ironia non mi manca, ma – per una volta – darò alla forma la sostanza delle idee. Non sono così magnanimo come te, ma avendo dedicato alla sEGA un capitolo della mia tesi, ho studiato e ho conosciuto il grande papocchio che vi si cela dietro o, meglio, il Nulla.
    Aggiungi a granella che sono napoletano e mi ascrivono i talenti folkloristici di canto, fantasia e simpatia, ma del primo non ne ho traccia, del secondo “q.b.” e del terzo, ammettendone di averne, in questo caso ne faccio a meno e passo alla modalità opposta.
    Ne hai definito sublimemente al contrario le sue doti e quelle dei suoi bovini seguaci. Il “bovino” non è un insulto, ma si riferisce al copricapo dei guerrieri celti da cui millantano di discendere. Al massimo, possono discendere, in parte, dai Galli Boi. Quindi non è offesa, per quanto siano inclini a insultare etnie e origini differenti. Le “razze” o la “razza” non esistono scientificamente e antropologicamente. Al massimo, si chiama un bellissimo pesce con questo nome.
    Un po’ creduloni questi sì…se uno crede alla Padania, sicuramente confina con la Terra di Mezzo, per la precisione a est di Mordor.
    Infine mi lascio andare a un bieco campanilismo sull’ultimo sfottò di retaggio calcistico. “Giulietta è ‘na zoccola” allo stadio San Paolo annichilisce ogni tentativo di opposizione e costringe a usare della sana ironia, che a loro però il Dio Po non ha donato.
    OnGianca’ ti voglio bene assaje!
    Salvateci da Salv…vabbè si è capito.

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    1. Bello sentirti. Il mio blog sta per chiudere; un rigurgito di coscienza tuttavia è sopravvissuto. Qualcuno ha detto: “Se non vigilate i media vi faranno odiare gli oppressi e amare gli oppressori”, ed è quello che sta capitando

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      1. No, IL Romeo non lo conosco, ma non ci tengo nemmeno se frequenta un certo popolo del Nord che insulta pubblicamente e continuamente gli abitanti del Meridione seppure sia l’unica popolazione nordica che è migrata a Sud in una palude infestata da zanzare anofele nota anche agli antichi Romani. Si generalizza e so che non è corretto, ma la mia affermazione rafforzativa della natura zoccolatrice delLA Giulietta è tipica espressione napoletana quando vuole rimarcare, enfatizzare un aspetto poco edificante e di cui non dovresti andarne fiero (e sopratutto non sventolarlo davanti a un pubblico di minimo 80.000 persone).
        No, no, c’hai ragione o’frà! GiuliEtta (“e” aperta) non è ‘na zoccola, pe’ccarità, ncoppa ‘obbbene ‘e mammà, non volevo dicere che è ‘na zoccola….m’adda murì o’ cane mo’mmò! GiuliEtta non è ‘na zoccola, MA ‘GRANDA GRANDISSIMA ZOCCOLA!
        (posso continuare ad libitum)

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      2. Abbi pietà. Abbi pietà. Quasi quasi mi compro tutto lo spread, però a occhio e croce riesco sì e no a farmi qualche decina di spritz. Forse è la soluzione “tecnica” giusta.
        Vediamo se Mattarella si dimostra nomen omen…

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      3. Di ormone c’è rimasto solo quello omofobo, verso il diversamente-comunitario e, tra un po’, anche verso quello comunitario. È un futuro lastricato di pippe. Diventeremo ciechi, anzi siamo un pezzo avanti.

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    1. C’è un’interessante inchiesta de L’Espresso proprio sulla Lega (e i conti) dello Sfascista. Qualcuno c’è cascato, ingenuamente (la convenienza francamente non la vedo). Un contratto con Gambadilegno non lo firmerei, bene che vada ti frega l’argenteria

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      1. Paroloni, ma concordo che il Partito che una volta proteggeva gli interessi del proletariato prima e della classe medio-borghese poi, non ci ha capito un cazzo dei cambiamenti in atto e si è schierato esattamente dalla parte opposta. È il bello è che ci crede fermamente nel suo gioco “il pallone è mio e ci gioco io”, mentre gli altri in cortile giocano per la Coppa del Condominio.
        La sinistra – che non esiste più, ma per affetto ancora non rinuncio alla vecchia dicitura – non ha interpretato i tempi che cambiano. E così ha favorito la polarizzazione agli estremi, che in politica – quella seriamente condotta – e nella vita non sono mai una cosa buona.
        Comunque vada, sarà un disastro 😂

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      2. Da molti anni escono fuori regolarmente magagne della Lega e mai che nei talk show qualche intervistatore od ospite che si lasci sfuggire una parola. Giustamente non sta bene, chiamare le cose con il proprio nome 😛

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  2. Mi mancava questa pungente ironia anche se date le premesse capisco il silenzio un mondo in cui troppi parlano. È il trionfo della mediocrità che accomuna tutti gli attori attualmente in campo, dal satiro di Arcore al vanesio di Firenze passando per la fratella d’Italia e i novelli promessi sposi tutti sono miseramente mediocri, ottusi e si nutrono dei voti di un popolo ancora più mediocre che in loro si riconosce.
    Ps leggo di un blog in chiusura e spero in un ripensamento, magari in un blog part time, una tantum o a cazzum…

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    1. Poi dice che uno vende l’anima a … Ce ne fossero di demoni come te. Siamo qua, per dovere civile, e rompiamo i coglioni (un atto dovuto, poetico prima che etico con questa gente). Questo possiamo fare, daje e daje magari qualcuno capisce…

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      1. Dubito nel breve periodo ma gettare questi semi per il futuro spero possa servire quindi daje daje si, per quanto possibile nel mio piccolo pur con le mie idee diverse ci provo quanto meno a far riflettere. Non ottengo grossi risultati ma almeno un domani potrò dire : ve l’avevo detto! 😦

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      2. “ atto dovuto, poetico prima che etico” sperando che non sia profetico. Qui Cassandra sarebbe salutata come il vecchio ottimista (per mercimonio) che imperversava nella pubblicità di una nota grande catena dell’elettronica di consumo (va’ che definizioni! Si vede che lavoro nel markeTTing!)
        —-
        PS: non hai risposto al buon diavolo di Demonio. Allora ‘stu cazz’ebblogghe non lo chiudiamo vero? Sono pronto alla petizione, siamo Demonio e io a sottoscriverla con il tuo sangue. Abbasta per autorevole rappresentanza? D’altronde oggi si premiano le coalizioni anche ad cazzum (ovvero tirate su con la cazzuola).

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      3. qualche tempo fa ho “fondato” un partito con un solo iscritto (me medesimo meco), figurati se non vado in un brodo di giuggiole per due amabili sostenitori dell’insostenibile. Magari non andiamo al governo, ma almeno apriamo alle ostilità

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      4. Chiedo venia, dovevo scrivere SHIRAZ. Evidentemente il pensiero è già abbastanza annebbiato senza necessità di etilici ausili. SHIRAZ di Casale del Giglio, azienda agricola sula via Pontina. Il suo vino di punta è il Mater Matuta (davvero ottimo, ma carestoso), che è un Sirah (ora è giusto) miscelato a una piccola parte di Petit Verdot (pregevole anche questo dal prezzo ancora possibile).
        Ecco spiegato il motivo del lapsus: volevo bere vino da fighi e ricchi, mentre invece ho una bottiglia di SHIRAZ (intorno agli 8 euro).😂😂😂
        —-
        PS: il defollow è pari all’evento impossibile. Nun ce prova’!

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      5. Sapevo che ti avrebbe interessato…secondo me devono averla scoperta pure Stanlio e Onlio visto che pare stia per nascere sta cosa che vogliono chiamare governo…😬😪

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