FILOSOFIA SOCIALE

Ho seguito quel che è accaduto sulla bacheca della donna di Settimo Torinese; non ho l’indole del guardone, i fatti sono quelli (una madre uccide il figlio) e non li giudico. Giudicare è un mestiere da logico e la logica istituisce relazioni. Ho l’idiosincrasia per le relazioni, ci vuole uno spirito sociale e il carattere da voyeur che non ho. I social seguono una logica matrimoniale e proprio come in certi matrimoni creano sodalizi inossidabili su un’idea piuttosto che nelle cose; le cose o i fatti sono assolutamente marginali, ciò che conta è la comune visione. A sua volta la visione comune necessita di luoghi abituali (appunto comuni) del ragionamento e della parola. In sostanza vuol dire: stesso dizionario, non troppo articolato e identità di pensiero. Ed è logico: se pensiamo diversamente dobbiamo anche essere diversi per antropologia (tertium non datur) e dunque il matrimonio non funziona. Di norma il soggetto asociale viene bannato e bannare significa divorziare, il luogo non è più in comune, la casa è mia e tu vai a rompere i coglioni da un’altra parte. L’identità prevale sulla diversità, funziona così nei social come nella vita e i parenti si mettono davanti alla porta di casa impedendo l’accesso all’escluso. Il terzo escluso appunto, l’incomodo che cerca la relazione con i fatti prima ancora che tra le idee.

Più o meno consapevolmente i membri dei gruppi sociali parlano di filosofia, o meglio sono portatori sani di un pensiero filosofico. Proprio dalla pagina della madre scellerata di Settimo ho estratto un ordine di ragionamento inappuntabile, come ogni pensiero strutturato attorno alla medesima idea: sei una zoccola e devi morire. Difficile confutare. Mi limito a riportare le massime e sentenze più significative, alcune davvero sottili e raffinate; quelle di tale Antonio S. Il mio filosofo preferito dopo Aristotele.

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SULLA DEPRESSIONE
Antonio S.: Ho sentito parlare di depressione, ma è assolutamente non credibile. Una persona depressa non fa sesso, e soprattutto nessuna malattia può giustificare. Io stesso ho sofferto tanto nella vita, e non ho mai fatto male ad una mosca.

– Risposta:

Carlo Z.: La depressione non esiste è una cazzata inventata dalle case farmaceutiche per vendere i farmaci.

– Risposta:

Antonio S. (notate la competenza logico-matematica): No, uno se conosce i propri limiti non si supera.
Io ad esempio ho le idee chiarissime sul fatto che non farò mai figli.
Conosco il preservativo e lo uso, semmai dovessi fare sesso, ma anche quello mi interessa poco.

– (In sostanza: Antonio S. è uno stoico e non scopa; ora dormiamo tranquilli.)

LA TESI

Dario R: Facebook rovina le donne che, anziché prendersi cura dei figli, cazzeggiano su Facebook!

Dario R.: REAL TIME HA FOTTUTO IL CERVELLO A TROPPE GIOVANI.

Federica A. F.: Zozza…quando hai preso il cazzo ti è piaciuto? Grande troia,devi morire…puttana!!!

– (In questo passaggio i filosofi sentenziano che alla madre di Settimo piaccia il sesso e che i social rovinino il cervello)

Maurice M.: DEVI MORIRE MA NON IN CARCERE ..NON PER MANO DI DIO …MA TI AUGURO UNA MALATTIA ..UNA MORTE LENTA E DOLOROSA ….TROIAAAAAAAAA

Francesca V. (introduce un argomento concreto nella discussione) Per mano nostra, datela a noi

Antonio S. interviene dopo lunga assenza: Eccomi (se ne sentiva la mancanza infatti e riporta un canto del poeta Francesco Renga)
Bicchiere tra le dita / E gente sconosciuta intorno a noi… (segue testo completo)

L’ANTITESI

Tale Simone G. irrompe a controbilanciare con buon senso: Che bello che è il nostro paese, il nostro popolo: combattenti dei poveri, delle cause già perse in partenza, quelli che ci mettono un sencondo a lasciare commenti senza cognizione di causa ma che allo stesso tempo subiscono leggi insensate che realmen… Altro…

– Ma il nostro filosofo non demorde:

Antonio S.: per cosa dovremmo combattere, genio?

Simone G.: Antonio S. Hai mai sentito Parlare della Legge fornero? hai mai sentito parlare di intere famiglie che perdono la casa e vengono sfrattate perchè non sono piu’ in grado di pagare l’affitto o alle quali per debiti di poche migliaia di euro con il fisco gli viene pignorato l’immobile anche se prima casa? Hai mai sentito parlare di reddito di inclusione? vivi nel tuo mondo genio e continua a divertirti a leggere o a fare commenti idioti su una tragedia familiare, non sociale.

Antonio S.: Nella mia famiglia queste cose non sono mai esistite e mai esisteranno. Fiero di essere cresciuto in una vera famiglia, nonostante lo schifo di città in cui vivo.

– Nel simposio giunge Luca F., l’antitesi appunto

Luca F: Quali sarebbero le differenze tra voi e i gli islamisti? Nessuna

– Il filosofo ha pronta la risposta:

Antonio S.: Gli islamisti fanno bene ad avere la pena di morte per chi uccide.

Luca F.: Sono estremisti come esattamente tutti voi, a Salem bruciavano le streghe, siamo tornati a quei tempi

Antonio S.: Mi sembra giusto.

Antonio S. Io sono un “estremista della vita”, per me la vita è quanto di più sacro ci possa essere (e infatti la vuole togliere alla madre scellerata, la logica ancora una volta ricompare)

Luca F.: Bene, anche per me, ma essendo una persona COERENTE come potrei augurare la morte di questa donna?

Antonio S.: Io sono talmente coerente che la morte la auguro a tutti quelli che non si meritano un dono così sacro come la Vita.

LA SINTESI

Luca F.: Vabbè, non sono abituato a disquisire con persone simili. Ti lascio coi trogloditi, vi trovate meglio.

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Il gruppo a quel punto si ricompone sull’idea comune, e la logica e la filosofia sociale trionfano con gli anapodittici: zoccola, troia, devi morire.

Autore: Giancarlo Buonofiglio

Manipolatore di paradossi sito web http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

20 pensieri riguardo “FILOSOFIA SOCIALE”

  1. Hai evidenziato l’ormai tipico comportamento che si manifesta in tragedie come queste, brividi su brividi.
    Ti faccio un esempio più banale. Stavo giocando a Burraco online, sbaglio a scartare, la mia socia (che non conosco perché il gioco abbina chi è in linea) inizia a dirmi che “devo darmi fuoco” per poi passare a “zingara” e ad altri dolci epiteti. Non mi ha dato della troia e un po’ ci sono rimasta male 😜
    Tutto questo in un gioco, non oso immaginare cosa siano nella vita reale, ma un’idea me la sono fatta, persone apparentemente stabili perchè non hanno un monitor dietro al quale possono essere ciò che realmente sono.
    Leggerti è sempre bello ❤️

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    1. ahah ecco. Comunque: i luoghi comuni sono i luoghi della perversione; andare a letto con la propria moglie è un atto di estrema perversione; perversi sono quelli che parlano e pensano secondo un ordine che contestualizza e dà un’identità; la lingua è un luogo comune che assorbe e vanifica le alterità; il pregiudizio, l’ignoranza, la famiglia, la misoginia e l’omofobia sono perversioni e appunto luoghi comuni. Prova a entrare in un municipio, che è appunto in comune, e vedrai che hai a che fare con autentici e insindacabili perversi. In sostanza: t’avesse dato della troia ne sarebbe uscita meglio, la carampana on line. Come direbbe “felpini” bacioni. Ma i miei sono sinceri ❤

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    2. Ah cara Cuore, voglio strapparti un sorriso di contro a questa miserevole “professionista” del Burraco. Al torneo di scopone durato per tutto il mitico viaggio in Messico, con una mia improvvida quanto illogica giocata, causai uno sguardo del mio amico e compagno di squadra Francesco al limite del raptus omicida (per futili motivi, un classico) e, chiusosi in un pericolosissimo mutismo, si lanciò nella piscina sul cui bordo avevamo schierato il tavolo da gioco. Quanto ho riso! La sua reazione fu uno “zero comico” perfetto. Francesco ancora se lo ricorda -sono trascorsi 20 anni – e, anche se alla fine trionfammo, ancora me lo rimprovera. Mi guarda, scuote la testa e gli appare un gran fumetto sulla testa che posso vedere solo io: “sei una immane pippa!” 😂 Un abbraccio.
      —-
      PS:
      OnGianca’ scuserà il mio O.T. ma sono certo che concorderà che un sorriso a Cuore andava regalato!

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  2. Caro OnGianca’, su FB convergiamo all’unisono che non sia un luogo salubre e qui ci taccerebbero di blogger dimmerda autoreferenziali da questi onanisti – non del pensiero logico o critico – del semplice buon senso comune.
    Le definirei “perle” di pirla (per dirla con una lingua a me distante), ma quando la citazione di Aristotele diventa vera e trova applicazione a una platea così numerosa, non si può più sottovalutarla. Il senso di identità o – come lo chiamo io – di appartenenza di questi utOnti (anche dal punto di vista informatico) prevale ed è una formidabile forza (l’unione delle masse è qualcosa che la Sinistra ha dimenticato da tempo). Lo è protettivamente nell’imporre certe “credenze” e passivamente come difesa dall’esterno. Cercare una comunicazione (lo scambio è utopico) è del tutto vano (per esperienza personale). Come dicono i Borg in Star Trek: la resistenza è inutile. Verrete assimilati.
    Inizio a capire gli ultimi pensieri di David Crockett a Fort Alamo: “We are fucked!” 😂. Un abbraccio.

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    1. Felpini (che non per niente ha milioni di followers sul social dei minorati) ha dichiarato che sessanta milioni di italiani sono figli suoi. La mamma dei cretini è sempre incinta, e ora sappiamo di chi. Ci sentiamo presto, Clà, e continuiamo con orgoglio ad avere la puzza sotto al naso

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      1. E sia per la puzza sotto al naso, non per spocchia ma per oggettiva situazione di essere nel bel mezzo della marea maleodorante che sale. E a questo giro si rischia anche di essere tacciati di “élite”. Anche se la mia sensazione non è di appartenenza a una classe con privilegi, ma di confinamento in una riserva indiana tanto cara agli yankee 😂

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      2. Ahahah io non porto orologio dal ‘98 e il Rolex ha su di me lo stesso potere attrattivo di una pentola in Inox. Comunque tra ontologico, antropologico, radical, chic e Rolex parli troppo “difficile” OnGianca’! Ti sei salvato in zona Cesarini grazie al “taroccato”.

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      3. tranquillo, qua siamo per un’elite postideologica contraria alla massificazione delle parole, con una componente di disincanto stoico che si risolve in una placida dimensione dello spirito, così sintetizzabile: ma facciano un po’ il cazzo che vogliono

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