I POLIMERI DELLA SANTANCHE’

Lo abbiamo visto in questi giorni, le violenze sessuali si sono ripetute; una ha avuto come vittima un’ottantenne, un’altra ha visto coinvolti le divise, un’altra ancora a Rimini ad opera di quattro balordi. Questo è quello che sappiamo dai giornali, ma c’è un sottobosco del quale non siamo informati, silenzioso, nascosto nelle case e nei posti di lavoro, nei ministeri anche (ma quella è un’altra storia). L’orgasmo, sempre e solo quello, cercato in tutti i modi e al di là delle regole minime della civiltà. In politica non è troppo diverso, il Paese è stato lungamente governato da un satiro che ha legittimato comportamenti riprovevoli sul piano umano e inaccettabili su quello giuridico. A Milano c’era il quartiere delle Orgettine (con la R, che si capisce meglio), la Ministra e la fellatio, la minorenne, le transessuali mantenute dalla politica. Ma il potere è anarchico e fa ciò che vuole e lo sappiamo; alla lunga però anche il popolo più mansueto finisce per desiderare l’indesiderabile, convalidando le proprie azioni su quel che è autorizzato dalla diffusione mediatica e adegua i comportamenti facendo della propria vita una pantomima di quella del padrone. Il termine (padrone) non è desueto, chi comanda ha violentato la purezza della carne di un’intera classe sociale, contaminando l’innocenza della sessualità, violentando e deformando i corpi; è così che penetra e si mantiene il potere: rendendo osceno e pornografico l’amore. Qua forse più che altrove.

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C’è un profondo legame tra il godimento e la politica e il sesso e il potere. Il problema è la natura di quel legame; la parola rapporto mi pare compromettente e richiama a una familiarità impropria nel piacere, che è libero e svincolato dai tegumenti e mette in imbarazzo chi è al comando. E’ vero, la politica è l’arte del compromesso (così almeno dicono e tuttavia rimane un pessimo modo per amministrare la cosa pubblica) ma è difficile pensare che un ministro ambisca a compromettersi, la regola è quella di non dare scandalo. Il termine dialettica, pur vero, è aulico e anacronistico e il popolo non legge e non è istruito, inutile rispolverarlo dagli armadi hegeliani e marxisti. Relazione mi piace, rimanda al passaggio tra la causa e l’effetto, o meglio tra la causa e l’affetto. Perché il politico si innamora del potere al punto da stuprare le leggi per possederlo e conservarlo. E arrivo al punto: quel che il plutocrate fa tra le lenzuola non è che il passaggio verso le perversioni che andrà a compiere all’interno delle istituzioni. Ed è noto: ciò che il Re non fa alla moglie prima a poi lo fa al popolo. Ci sono ricerche autorevoli che confermano le particolarità sessuali degli uomini di governo; vale anche per un ominide asessuato come Andreotti, perché è difficile pensare che quel corpo intorpidito dal potere fosse portato a una naturale espressione delle pulsioni. Naturale vuol dire un godimento non compromesso dalla legge, ma che comunque non la infrange in quel che la rende autorevole, il diritto nella sua imprescindibile consistenza ontologica. Con Berlusconi, è oramai storia, il piacere nella sovrastruttura autoritaria è diventato sfacciatamente pubblico; è accaduto perché c’è stata una forte concentrazione al comando nelle sue mani, che si sono sentite libere di violentare il diritto naturale e le leggi che la comunità si è data. E lo ha fatto come il potere solo può, in maniera anarchica prima che dispotica. Di Renzi è inutile dire, ha un’oralità esasperata e il suo è un appagamento unilaterale; perché le parole non bastano e con quelle siamo tutti bravi, ma a letto bisogna saperci fare. C’è una cosa che non entra in testa al politico italiano, il godimento è una relazione con l’altro, altrimenti non va al di là dell’onanismo o dello stupro. Si chiama democrazia questa cosa, ma è più semplice masturbarsi che affrontare l’impegno di un rapporto sessuale. Infine c’è il sesso del disgraziato, vorrei dire del popolo, ma poi mi accusano di veteromarxismo e allora censuro la parola. Diciamo il disadattato, quello che sfoga il piacere tra le mura domestiche; sano una volta, pur in un patriarcato che ius vitae necisque feriva la donna nell’identità politica, ma praticato con il pudore di rispettare la carne, che in sostanza voleva dire non abusare del corpo femminile già sfiancato dal lavoro e dalle maternità. Nessuna nostalgia per una sessualità familiare che andava profondamente cambiata e inserita sine manu nel contesto delle leggi che tutelano il privato; e tuttavia si trattava di un godimento privo di esasperazione, contornato ma non finalizzato all’esercizio del potere. Perché c’è un piacere sublimato, confuso con il piacere del comando. Da qualche anno, complice la televisione e il rumore della stampa che ha reso legittimo quello che non lo è, la politica ha cominciato a compiacersi apertamente di certe pratiche avulse alle masse popolari (io posso e tu no, anzi: io so’ io e voi non siete un cazzo, come diceva il Marchese del Grillo), prima facendo maturare il voyeurismo nella classe lavoratrice (altro termine obsoleto) e poi il bisogno di assimilarsi al padrone nel suo lato peggiore, quello antistorico e antidialettico, dando il nome di anarchia a quello è nella sostanza un imbruttimento del piacere nella sua radicale espressione culturale.

I corpi manipolati dal potere portano i segni dell’ideologia, sono idee prima che carne, estetica piuttosto che natura, cultura invece che lavoro, pornografia e non intimità. Volti artefatti come quelli della Santanchè, che sanno di plastica e materie sintetiche, che fanno sentire il denaro (e dunque il potere) delle costose manutenzioni di restauro, non sono che l’adeguamento del corpo e della sessualità a un’estetica dell’erotismo elitaria e impopolare. “Io so’ io e voi non siete un cazzo”, in cui il popolo che non legge ma ha erezioni per Balotelli ha finito placidamente per deformarsi: con casalinghe che acquistano il Botox in internet e disperati che si prendono l’orgasmo dove possono e senza il consenso della vittima. Perché è così che fa il padrone; e se lo fa lui perché io no?  

GRAZIE

Amazon oggi mi ha scritto che è ancora il più venduto.  Che Tolstòj mi perdoni. Grazie a chi l’ha acquistato.

Anteprima     https://goo.gl/cU4NuY

 

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QUIZZIAMOCI

Il nostro tempo verrà ricordato come quello dei quiz (o dei test, per dirla in un modo più professionale). Ce n’è di tutti i generi e per le diverse tipologie. Quelli per misurare il QI, la personalità, l’orientamento politico, il Rorschach; ne ho anche trovato uno che valuta la capacità di sopportazione al pecorino e ‘nduja mangiati a Ferragosto. I quiz sono semplici, danno risposte immediate e spesso compiacenti, forniscono qualche conferma e ognuno ha l’illusione di aver capito qualcosa di sé. I più gettonati sono ovviamente quelli di psicologia, sintetici, inconfutabili, veloci e l’oracolo si esprime in pochi minuti più che in anni di autoanalisi. Quelli che affondano nella sessualità sono parimenti ricercati: ti piace il sesso e quanto ti piace, come lo fai e dove lo fai, quante volte e perché. Con chi sembra irrilevante e sul perché il più delle volte tacciono. L’erotismo è indagato con questo insolito strumento che ha il carattere di soppesare la personalità in un contesto più ampio, diffuso, socialmente accettato. Qualcuno dopo i test si adegua alla sentenza, ma i più perseverano nelle abitudini; perché un test è solo un test e si fa più per curiosità che per una reale morbosità o interesse, mentre la vita è pur sempre un’altra cosa.

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Qualche tempo fa mi sono cimentato anche io coi quiz, scrivendone qualcuno. Uno in particolare (dal mio De rerum contronatura) lo riporto qua: sono domande per valutare il grado di omosessualità, latente o meno, nascosta o orgogliosamente palese. A margine ci sono anche le soluzioni.

DIVENTARE GAY IN DIECI LEZIONI - giancarlo buonofiglio

DOMANDE

1) Vi trovate in una camera d’albergo con una donna meravigliosa. E’ nuda, distesa sul letto, vi chiama. Cosa pensate?
a) Che cosa vuole da me?
b) Chissà se mi presta lo smalto
c) Certo che l’idraulico è proprio carino

2)Tornate prima dal lavoro. Vostra moglie è a cavalcioni sull’idraulico. Cosa fate?
a) Chiedete all’operaio il numero di telefono
b) Chiedete a vostra moglie chiarimenti sulle lezioni di ippica
c) Chiedete di partecipare

3) Cosa fate prima di un rapporto sessuale?
a) Leggete la biografia su Maria Goretti
b) Telefonate ad un amico e chiedete come comportarvi
c) Telefonate all’idraulico
d) Non avete mai avuto un rapporto sessuale

4) Che cosa fate dopo un rapporto sessuale?
a) Ricominciate
b) Abbracciate la vostra compagna
c) Abbracciate l’idraulico
d) Non avete mai avuto un rapporto sessuale

5) Cos’è l’orgasmo?
a) Un programma di studio universitario (tale Programma Orgasmus); come lo chiamano gli studenti
b) No…n..lo..sa…p……ete!!!
c) E’ quell’intensa sensazione di piacere che provate quando pensate all’idraulico

6) Dove si trova il punto “G”?
a) Di sicuro tra la “f” e la “h”
b) Nella regione periuretrale della parete vaginale anteriore
c) Sul glande
d) Sull’idraulico

7) Quali sono le dimensioni medie del clitoride?
a) 1 mm
b) 1 cm
c) 18 cm (?)

8) Quale parte del corpo vi eccita di più in una donna?
a) Le scarpe
b) Il seno
c) La sacca scrotale (?)

9) Che metodo contraccettivo usate?
a) Il profilattico
b) La pillola (?)
c) Il coito interrotto

10) Quale di questi animali ad ogni singola eiaculazione produce 1 litro di liquido seminale?
a) L’uomo
b) Il maiale (non per caso è chiamato “porco”)
c) L’idraulico (non per caso ci state assieme)

11) Quale delle seguenti disfunzioni è la più frequente nel sesso maschile?
a) Eiaculazione precoce
b) Difficoltà erettiva
c) Difficoltà a distogliere lo sguardo dal televisore
d) Eccessiva lubrificazione vaginale che provoca difficoltà a contenere il pene (?)

12) La fantasia erotica più comune nei maschi è:
a) Andare in giro senza mutande
b) Guardare due femmine che fanno all’amore
c) Leonardo di Caprio

13) Quali sono le vostre zone erogene?
a) Il pene soprattutto
b) La vagina (?) soprattutto
c) In centro, vicino piazza S. Babila

14) I preliminari sono per voi:
a) Un modo sicuro per convincere la vostra compagna a stirarvi le camicie
b) Una scusa per arrivare tardi al lavoro (del tipo: “Mi scusi direttore se ho fatto tardi, ma mia moglie stamattina ha richiesto i preliminari”)
c) Quei 15 minuti a fine partita che precedono i tempi supplementari

15) La pratica più richiesta alle prostitute è:
a) Il sesso orale (da non confondere con il turpiloquio; nel senso che se la fanciulla si limita ad insultarlo il cliente è più che legittimato a non pagare)
b) Il sesso anale (scegliendo con oculatezza la meretrice; nel senso che se la fanciulla è dotata di un clitoride che supera i 18 cm il cliente è più che legittimato a non abbassarsi i pantaloni)
c) Il sesso vaginale (richiedendo alla passeggiatrice serietà e deontologia; nel senso che se la fanciulla vuole farlo accoppiare con una borsa da viaggio -è ad esempio straniera e confonde la parola vagina con valigia- il cliente è più che legittimato a mandarla a cagare)
d) Il sesso manuale (pretendendo una rigida ortodossia; nel senso che se la fanciulla vuole limitarsi ad infilargli le dita negli occhi o a pettinarlo il cliente è più che legittimato a iscriverla a un corso accelerato di sessuologia)
e) Il sesso strano (mettendo da subito un limite alla perversione; nel senso che se la fanciulla pretende non solo di frustarlo ma di cospargerlo di benzina e di dargli fuoco; il cliente è più che legittimato a rivolgersi all’ autorità)

16) Il seno per voi è:
a) Un discutibile ornamento
b) Un utile passatempo
c) Un incubo scolastico (seni e coseni)
d) Peccato che l’idraulico ne sia sprovvisto

17) Il termine bondage indica un tipo di piacere estremo ricercato per la pericolosità; qual è nel sesso la cosa che più vi attrae, ma che ad un tempo temete?
a) Irrompere in un confessionale mimando un rumoroso orgasmo come la protagonista del mitico Hanry, ti presento Sally
b) Vestirsi con una maglietta rosa con su scritto “baciami stupido” ed entrare in un circolo di neonazisti
c) Guidare a fari spenti nella notte, per vedere se è poi tanto difficile morire
d) Indossare l’ampallang, il tubetto di metallo che i nativi del Borneo inseriscono nel glande per migliorare il piacere del partner
e) Comprare le fragole all’uranio che il supermercato svende con l’offerta 3X2 per fare tutte le cose che avete visto in 9 Settimane e mezzo

18) Narra la leggenda di un tale che andato a cercarsi nel deserto si perse. Pregò che qualcuno lo cercasse. Nessuno lo cercò. Scoprì allora che cercarsi è bene, ma essere cercati è comunque meglio. Se voi foste quel tale, da chi vorreste essere cercato?
a) Da un gruppo Balint di signore in cura per ninfomania
b) Da Monica Bellucci
c) Da una guida turistica
d) Dal sottoscritto (parliamone)
e) Dall’idraulico

19) E’ meglio un uovo oggi… che:
a) Un ovulo domani
b) Il cugino Filippo (citazione purtroppo autobiografica) dopodomani

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RISPOSTE

DOMANDE 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10
Prevalenza di risposte A: a voi il sesso non interessa. Ma siete comunque ricambiati. Probabilmente da piccoli al chirurgo che vi praticava il taglio del prepuzio deve essere scappato di mano il bisturi, o l’ostetrica al momento della vostra nascita può avere tirato la parte sbagliata, che ora necroticamente conservate in un barattolo di formaldeide assieme al cordone ombelicare. Magari siete vittima di un errore cromosomico o di una natura matrigna, forse addirittura lo scherzo di un Dio col senso dell’umorismo. Sta di fatto che Heidi rispetto a voi sembra un’erotomane, e se non vi chiudete in convento siete comunque sulla strada per fondare un partito politico. Una curiosità: come avete risposto alla domanda numero 4?

Prevalenza di risposte B: non siete un uomo ma un complesso vivente di contraddizioni; la dimostrazione che non solo Dio c’è, ma che probabilmente ci odia. Oscillate infatti tra l’universo femminile e quello maschile nell’indecisione più completa. Ma non è un problema grave. Forse anzi è addirittura un vantaggio dal momento che il sabato sera avete il doppio delle possibilità di rimorchiare. La cosa che stupisce della vostra personalità è il fatto che non proviate imbarazzo nell’indossare con il gessato blu e la cravatta i tacchi a spillo o le calze a rete. Qualche distonia sarebbe bene correggerla, perché, lo capite anche voi, che uno scaricatore di porto villosiso, con la barba incolta e dei bicipiti che fanno invidia a Mastrolindo, non può parlare con la voce di una soprano, né tanto meno ancheggiare come la Fracci. Insomma, quando vi assentate dal lavoro dovete per forza giustificarvi dicendo che avete le vostre cose?

Prevalenza di risposte C-D: probabilmente non avrete avuto il tempo nemmeno di leggere i risultati del test impegnati come siete a correre dietro all’idraulico. Anche se vi chiamate Umberto, avete moglie e figli e le vostre gonadi continuano a produrre testosterone in quantità industriale. Bravi. Una sola raccomandazione: se alle domande numero 7 e 8 avete risposto C fareste bene ad iscrivervi ad un corso di anatomia.

DOMANDE 11-12-13-14-15-16-17-18-19-20
Prevalenza di risposte A-B: va bene che a voi dell’universo femminile non può fregarne di meno, ma uno sforzo per non passare da deficienti potreste farlo. Ricordatevi che in genere i maschi non hanno problemi di lubrificazione vaginale (risposta D alla domanda numero 11). Sciocchini.

Prevalenza di risposte C-D-E-F: siete rimasto uno spermatozoo, per quanto un po’ cresciuto e alle soglie del quarto decennio. Ma uno spermatozoo molto particolare, l’unico che quando veniva lanciato nel corpo della femmina (ricordate?) invece di dirigersi verso l’ovulo cercava di fecondare gli altri spermatozoi. Tanto tempo è passato da allora, vissuto ai margini di una comunità virile e guerriera che vi ha tenuti a distanza; eppure nonostante tutto parte di quell’istinto primitivo dovete averla conservata. E’ solo cambiato l’oggetto del vostro desiderio; e se una volta correvate dietro ad amorfi animaletti che assomigliano a Claudio Bisio, oggi più pragmaticamente rincorrete quelli che lo ricordano per fenotipo e morfologia.

Risposta G: caro Filippo, è inutile che fai il test sotto falso nome, ti ho riconosciuto. Non hai motivo di vergognarti, tanto più che sono a conoscenza dei tuoi gusti sessuali. Fin da piccolo, ricordi? Quando giocavamo a nascondino e tu candidamente dicevi: “Se mi trovi mi puoi violentare; se non mi trovi sono nell’armadio”.

 

(Ed. Cartacea alla pagina)

LE OMBRE DELLA PERVERSIONE

La parola perversione viene dal latino perversum e richiama a uno stravolgimento non tanto delle regole ma del senso comune o del comune sentire. La società si dà delle norme, anche nel campo sessuale e l’individuo si adegua. L’adeguamento è immediato prima ancora che mediato dalla legge che pure vigila coi suoi apparati medici piuttosto che con quelli giuridici. E tuttavia come si dice fatta la legge trovato l’inganno, perché il piacere è anarchico e dove ci sono le regole il desiderio esplode o implode a seconda dell’educazione che il singolo ha avuto. Quando implode abbiamo tecnicamente una perversione; se il fenomeno diventa sociale il rischio concreto è la rivoluzione. L’apparato medico dello Stato si mette all’opera e diagnostica una perversione di massa. Come ha fatto Massimo Recalcati rinvenendo una nevrosi tra coloro che hanno votato no a una consultazione popolare (19 milioni di degenerati). La politica perversa diagnostica la perversione nel dissenso e tutto finisce a tarallucci e vino. Le cose però cambiano, i costumi pure, l’omosessualità non è più una deviazione neanche per il DSM e quelli che erano atti fuorvianti dalle regole vengono assorbiti dalle regole stesse. Tra le stranezze attuali nel campo sessuale appunto le seguenti, con la speranza e il timore che prima o poi vengano percepite come qualcosa di normale. Anzi di naturale, che suona meglio. L’industria del sesso non da oggi ha dato una risposta a tali bisogni e l’intimo, quella che una volta era l’intimità ha finito per riempire gli scaffali dei supermercati. E non solo. Come si può vedere nel The Sex Machines Museum nella città vecchia di Praga. (E che ho raccolto in dettaglio in Consigli, amenità e facezie sopra l’esercizio del meretricio e dei lupanari.)

Insomma sfogliando l’elenco che segue e la serie di oggetti e libri acquistabili in internet si tratta di normali stranezze o di vere e proprie perversioni?

Formicofilia: il desiderio di essere ricoperto di insetti nelle parti intime. Mysofilia: l’attrazione sessuale verso persone o oggetti sporchi. Infantilismo: il desiderio sessuale nato dal bisogno di indossare pannolini e di essere trattato come un neonato. Acrofilia: eccitazione sessuale in situazioni in cui ci si trova a grandi altezze. Acusticofilia: eccitazione sessuale che deriva dall’ascolto di determinati suoni come mugolii,sospiri, canzoni, frasi o ancora una certa lingua. Agalmatofilia: attrazione sessuale per statue, bambole, manichini e altri oggetti simili. Agorafilia: attrazione per l’atto sessuale consumato in spazi aperti. Altocalcifilia: il feticismo di chi trae piacere dall’osservare o indossare scarpe dai tacchi alti. Coprolalia: devianza che porta un soggetto ad utilizzare continuamente, in modo compulsivo un linguaggio osceno e volgare. Dendrofilia: attrazione sessuale per gli alberi tale da volersi congiungere con essi. Dorafilia: feticismo a causa del quale si prova attrazione e piacere sessuale nel contatto con indumenti in pelle animale e pellicce. Macrofilia: è il desiderio di fare sesso con un gigante. Sitofilia: è il desiderio sessuale che nasce dall’unione del cibo e il sesso. Spectrofilia: è il desiderio sessuale di fare sesso con un fantasma. Parliamo di Botulinonia quando salami, salsicce e wurstel vengono usati come surrogati sessuali. Tripsolagnia: piacere che deriva da un semplice massaggio alla testa. Agonofilia: eccitazione sessuale che deriva dalla lotta o dall’osservazione di persone che combattono come nel wrestling. Amartofilia: eccitazione sessuale derivata dalla convinzione che le azioni che si stanno compiendo siano fonte di peccato e di perdizione. Anisonogamia: attrazione sessuale verso partner con grande differenza d’età, molto più anziani o molto più giovani. In ambito femminile viene definita gerontofilia l’attrazione per partner maschili significativamente più datati. Chelidolagnia: provare piacere sessuale disprezzando il partner. Aggiungerei all’elenco anche l’attrazione per Barbara D’Urso. quella davvero mi sembra una perversione. Ma tant’è…

 

 

LIBRI CURIOSI (che ho comprato in Rete)

1) Extreme Ironing – Stiratura estrema
di Phil Shaw

2) Pets with Tourette’s – Animali domestici con la sindrome di Tourette

di Mark Leigh

3) Learning to Play With a Lion’s Testicles – Imparare a giocare con i testicoli di un leone
di Melissa Haynes

4) 5 Very Good Reasons to Punch a Dolphin in the Mouth – 5 ottime ragioni per dare un pugno in bocca a un delfino
di Matthew Inman

5) How to Raise Your I.Q. by Eating Gifted Children – Come aumentare il tuo Q.I. mangiando bambini intelligenti
di Lewis B. Frumkes

6) Chi me l’ha fatta in testa?
Edito da Salani

7) Chi ha mangiato la mia fetta di pizza? Giuro su Dio che se le hai mangiate tutte sparo alla tua stupida faccia
di J. Hunter

8)  La posizione del missionario: Madre Teresa in teoria e pratica

9)Giochi che puoi fare con la tua …. L’autore forse però intendeva “pussy” nel senso di gatto

10) Tutto quel che so sulle donne l’ho imparato dal mio trattore

11) Immagini con cui non dovresti masturbarti

12) Fai in casa i tuoi sex toys

13) Il libro tascabile delle erezioni

14) Guida per principianti al sesso nella vita dopo la morte

15) Bare decorate da costruire da soli

16) Castrazione: vantaggi e svantaggi

17) Mangiare le persone è sbagliato

18) Come avere successo negli affari senza un pene

19) Cazzi e canguri (pochissimi i canguri). Aldo Busi

Mi permetto di aggiungere all’elenco due miei testi

20) Diventare gay in dieci lezioni (de rerum contronatura)

21) Non desiderare la donna d’altri. E chi dovrei desiderare, la mia? Ma l’hai vista bene?

 

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STRANEZZE VARIE acquistabili in internet

– Kit completo per uccidere i vampiri; 4500 dollari. La confezione contiene: una boccia di acqua santa, un paletto di avorio, il Nuovo Testamento e altro ancora

– Un fan di Britney ha visto la diva gettare a terra una gomma masticata e non ha perso tempo: l’ha raccolta, e l’ha messa all’asta su eBay. La reliquia gli ha fruttato 263 dollari

– Anima in vendita su Ebay. Prezzo 2000 dollari

– Il 22 Novembre 1963 a Dallas, Lee Harvey Oswald sparava da una finestra al Presidente degli Stati Uniti John Kennedy. La finestra da cui partì il colpo è stata smontata dall’edificio e rivenduta a 3 milioni di dollari

– Toast alla Francese lasciato da Justin Timberlake
La popstar si trovava in un hotel di New York e prima di un’intervista avanzò dalla colazione un po’ di toast alla Francese. Le due fette erano mezze mordicchiate, qualcuno le ha raccolte e rivendute a 36mila dollari

– NIENTE: un prodotto per chi ha già tutto

– Carne di unicorno

– Corno per trasformare il vostro gatto in un unicorno

– Cucce di lusso per cani: costano 200.000 euro

– Borsetta autobloccante, per impedirvi di spendere troppo

– “Kissenger”, accessorio per smartphone per baciare a distanza

– Lattine di aria inquinata, per i Cinesi che sentono la mancanza di Pechino

– Col “profumo di culo” due imprenditori si sono arricchiti

– Occhiali che simulano le allucinazioni da LSD, senza assumere tuttavia la droga

– Slip con finto pene contro i tentativi di violenze sessuali

– Preservativi per cani e gatti

– Finte mutande sporche per nascondere i soldi in viaggio

– Abito da sposa fatto con i documenti del divorzio

– Armature per criceti in vendita su eBay

 

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L’AMORE E’ UNA GRAVE MALATTIA MENTALE (Platone)

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Nei suoi percorsi l’amore finisce per diventare il sentimento degli oppressi e diventa oppressione nei soggetti più deboli. Svincolate dal contesto le pulsioni vengono convogliate nell’altro e questo altro finisce per assorbire emozioni, desideri, fantasie che non sono collocabili altrove. Si tratta in sostanza di una concentrazione di bisogni primari che hanno altra natura oltre a quella banalmente fisiologica della riproduzione e del piacere; qualche volta si mantengono su binari adeguati, altre diventano ossessioni. Le ossessioni ancora una volta sono concentrazioni, raggruppamenti emotivi che rendono il campo affettivo instabile e conducono all’implosione. La causa è storica e sociale, ma fare i conti con qualcosa di così esteso non è semplice e la psicoanalisi non viene in aiuto, si dimostra a volte di ostacolo accentrando l’attenzione sul soggetto piuttosto che sulle dinamiche che lo temprano. Platone scriveva che l’amore è una grave malattia mentale; là dove dovrebbe rompere le catene e rendere quel che chiama anima leggera, diventa un carico che appesantisce l’oggetto, invade soffocandolo il soggetto, stravolge la relazione irrompendo con un sovraccarico emotivo che non le appartiene. Perché l’amore non può essere un peso e deve passare fluidamente da un corpo all’altro; la regola kantiana rimane fondamentale, trattare l’altro come un fine e mai come un mezzo. Non può esserci nulla di intenzionale, l’amore non ha nessuna finalità e non può essere una compensazione. Se è un bisogno rimane inappagato, quando è una domanda non trova risposta. Riporre in un altro individuo la conferma a attese mortificate, porta alla deflagrazione del rapporto, non risolve i bisogni del soggetto, provoca nell’oggetto repulsione e fuga. A quel punto chiamiamo amore quella che è in realtà una ritorsione, rivelandosi per quello che è: concentrazione e violenza sull’altro. L’ultima perversione concessa da uno stato che fa detonare tra le mura domestiche impulsi che hanno spesso un carattere economico, storico e sociale.

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LA MANTIDE IN AMORE

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La Mantide in amore stacca con un morso la testa del compagno e la divora dopo l’accoppiamento. La decapitazione non compromette la copula, anzi la favorisce, in quanto nella testa del maschio si trova il centro inibitore dell’accoppiamento. Parimenti le matrone romane dopo essersi accoppiate coi servi spesso li uccidevano. Sul piano affettivo il cannibalismo del partner alla fine di una relazione sembra essere la regola. Quanto più è prominente la pulsione di morte, tanto più sarà necessaria la scomparsa e la fuga dall’immaginario. La morte dell’altro. Dopo l’amore illecito, pur vissuto in un’altra scena, il soggetto si dissocia a voler cancellare una zona d’ombra dall’Io cosciente. L’altro da oggetto del desiderio diventa coscienza, e portato sul piano della realtà, cattiva coscienza. Averlo presente significa ritrovarsi l’odore di zolfo sulla pelle. Spesso si sente dire con improbabili rimpianti “non voglio prenderti altro tempo”, “impossibile rimanere amici”, edulcorando il cannibalismo con un “sono a disagio con te”. Dopo il bagno nel desiderio e l’eccitazione vissuta nell’immaginario si torna insomma alla vita. A questi soggetti è necessaria la rimozione, l’abbandono, la fuga come a svegliarsi da un sogno. Vittime del narcisismo primario nella relazione, non pensano a quanto essi stessi abbiano riempito con la loro presenza l’immaginario dell’altro. Ciò che conta è la fuga, negarsi, svincolare per ricostruirsi una verginità morale. Nulla è stato reale, l’Io mantiene una certa stabilità, il contesto sociale è salvo e la colpa è cancellata con un atto di cannibalismo.
FRAMMENTI DI
Da Frammenti di un monologo amoroso (l’amore tra l’immaginario e il reale)

L’ORGASMO DI PAPERINO

DAI FRAMMENTI DI UN MONOLOGO AMOROSO: L’AMORE TRA L’IMMAGINARIO E IL REALE

Questo video ha la colpa grave di contenere nel titolo la parola “orgasmo” e sembra che non si possa usare. E’ stato biasimato e una mandria inferocita non ha mancato di riempirmi la mail di insulti. Come è accaduto con la mia Biancaneve, il sospetto che fossero libri e discorsi per adulti (non perché pornografici, tutt’altro, ma in quanto necessitano di una comprensione matura) non ha sfiorato i detrattori più ostinati e cafoni. Avessero almeno letto Freud e quella cosa sul perverso polimorfismo. Lo stesso vale per le favole, quelle originarie sono violente e hanno una dichiarata connotazione sessuale. Ma la lettura impegna la mente, lo sappiamo e le storie devono essere così come le ha raccontate Disney, o meglio come si vedono nelle animazioni. C’è una freddura di Checco Zalone sul Codice da Vinci: “Hai letto il libro? No, ho visto il film, così faccio prima”. Ecco, così si fa prima.

CHIEDO LA MANO DI SUA FIGLIA (E NO, O TE LA PRENDI TUTTA O NIENTE)

 

sposi

Nell’innamoramento la parte indica il tutto o il tutto la parte; si dice della donna che è tutta un sorriso più che ha un sorriso, le braccia diventano un abbraccio e il cuore non è un organo, ma l’immagine dell’altro ricomposto per metonimia. Sei tutta un profumo, per sinestesia implica il coinvolgimento totale del soggetto attivo nella percezione. Funziona così, le parole ordinano e non scompongono, il corpo perde la sua frammentazione e si ricompone per sineddoche nella lingua, ma non solo. L’amore chiede unità, la parola diventa qualcosa di organico che riordina e ricostruisce. L’uso della metafora è più raro, l’immagine della rosa rinvia per figurazione all’organo femminile ma sposta i contenuti altrove, come un’immagine dell’immagine. E’ la negazione del principio di identità, rimanda continuamente a qualcos’altro, a un terzo escluso. La metafora esclude e appunto non include. Il dialogo amoroso circoscrive nel qua ora e non sposta, non richiede immagini. L’altro è l’altro, chi-ama e chia-mando identifica l’altro nell’identità e nel nome, e non in qualcosa di simile o verosimile. E’ un neutro, ma solo in quanto non è imparziale, non annulla la differenza e costituisce dalla continuità il proprio particolare. Barthes parla della possibilità di bloccare la prevaricazione della significazione solo ponendosi al di fuori del linguaggio, in un incidente nella lingua, nel trauma piuttosto che nella trama del discorso. L’oggetto in sé, l’amato, non si può rinvenire nell’ordine dell’enunciazione ma nella sua frattura semantica, nel feticismo per la parola. La denotazione pura (se esiste) non può essere trovata nell’insignificazione, nel neutro, nell’oggettivo. “Il trauma sospende il linguaggio e blocca la significazione” (Barthes). Il grado zero dell’immagine prodotto da questa parola inopportuna si trova nell’assenza di intenzionalità, come nelle fotografie scioccanti, dove l’evidenza irrompe al di là della costruzione estetica e dell’ordine dei significati. Nell’ottuso che fa irruzione, incurante della connotazione ideologica della società di massa, come ciò che è al di là del collettivo immaginario. E tuttavia questo neutro nella lingua che produce immagini perturbanti “non rinvia a impressioni di grigiore, di neutralità, di indifferenza … Può rinviare a stati intensi, forti, inauditi. Eludere il paradigma è un’attività ardente, che brucia” (Barthes). La metafora è un richiamo, una chiamata nella chiamata, un continuo rimandare a qualcos’altro. È un terzo che invade la scena, mette in secondo piano il corpo e trascende la sessualità, anche quando inventa una nuova forma di linguaggio. Nella metafora si sostituisce un significante con un altro, dando luogo allo stesso significato; la metonimia comporta invece la sostituzione del senso per contiguità. E’ un’abitudine ad associare due termini significandoli. Questa immagine per quanto neutra è fortemente significativa, ha i caratteri della cosa e non della rappresentazione. La forma più diffusa della metonimia è la sineddoche, in cui il tutto sta per la parte e viceversa. Mentre la metafora agisce a livello paradigmatico (frammenta e interrompe il flusso del discorso), in assenza di un temine che non compare, la metonimia si muove a livello sintagmatico (agisce per continuità tra i termini, non crea fratture), e ciò comporta un minor sforzo per la decodificazione. E’ più diretta, non pone nessuna immagine a mediare tra la parola e la cosa, tra l’Io e l’altro. La metonimia è diffusa nei meccanismi della pubblicità perché, desiderando l’oggetto associato al prodotto, siamo portati a desiderare il prodotto stesso (da cui l’abuso del corpo femminile). Questo linguaggio ha la funzione di fornire un immaginario, un luogo comune attraverso il quale, per riflesso, l’oggetto sopporta e esercita la propria intenzionalità erotica. E’ una forma di comunicazione diretta, non mediata. Il corpo dell’altro subisce la sineddoche e le rappresentazioni; per Barthes queste sono il segno dell’erotismo, e tuttavia non l’erotismo in sé, non vanno oltre i confini dell’eufemia, che fornisce una rappresentazione edulcorata dell’altro. L’erotismo si ritrova nel corpo parziale, frammentato, di cui soltanto alcune parti sono significanti. Il corpo erotico non è mai quello tutto intero; le tracce dell’erotismo vanno piuttosto ricercate nel feticismo per il particolare. E tuttavia il frammento del corpo cuore significa la totalità dell’amore, la bocca rimanda all’intero linguaggio (anche del corpo) e chiedendo la mano intendiamo sposarla tutta la fanciulla, non solo la parte. Sineddoche e metafora si muovono nell’immaginario e nel simbolico, ma nella prima sembra prevalere in quanto assenza del simbolo. Il tutto non è l’insieme delle parti, ma una ricostruzione mentale che anticipa ricomponendo il corpo e il discorso. Qualcosa di universale che non c’è se non nel particolare, il symballein (da “symballo”) mette insieme e ordina da fuori (il contrario è diabállein, che significa disunire, porre in discordia, disorganizzare), come il fondo che media tra la parola e la cosa rendendo visibile questo qualcosa. Il reale è sempre soggettivato e simbolizzato; la sineddoche lo dimostra nella sua disposizione ad astrarre la totalità dalla parte, il tutto, l’assoluto dal frammento. L’oggetto è un reale filtrato dal simbolico, se non c’è il simbolo non c’è oggetto (Lacan). E dunque, se hai intenzione di chiedere la mano della fanciulla, rammenta che il padre per sineddoche intende dartela tutta.

(Dai Frammenti di un monologo amoroso: l’amore tra l’immaginario e il reale)
libreria psicologia/filosofia

IL GIUDIZIO UNIVERSALE

Quando il corpo viene privato del piacere non rimane che la ritorsione; la pulsione diventa repulsione e implode come può. Il Super-Io (passatemi la parola) gode dei suoi onanismi mentre il confine col delirio di onnipotenza si assottiglia fino a scomparire. Chi giudica è un Dio senza coscienza, ma anche senza attributi. Perché è facile sentenziare dal pulpito della verità. L’uomo sano nel dubbio si astiene; nei deliri il giudizio si deforma invece nell’astinenza e la continenza non ha a che fare con la morale. Perché la vita si fa e quel che rimane è al di là del bene e del male; come i sogni che sono una didascalia erotica. Il desiderio parla e l’Io giudica e censura per lo più nell’altro, perché è più semplice spostare altrove il piacere piuttosto che riconoscerlo in casa propria. In Italia in particolare puliamo le scale del condominio, ma viviamo con l’immondizia nell’appartamento.

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L’universale femminile è un’idea e un’ideologia; io conosco questa o quella donna, con un nome e una vita unica, irripetibile e particolare. Il resto sono solo parole. Ma i problemi cominciano nel linguaggio; l’universale è flatus vocis, spoglia le cose dell’identità e a quel punto è facile prevaricare sul diritto, che è ciò che fa di una cosa (o una persona) quello che è. Non meravigliamoci quando si ripetono i delitti di violenza sessuale o domestica e ci scappa il morto; chi violenta o uccide riversa odio nel femminile e in quel che rappresenta in una cultura forgiata nel delirio di onnipotenza. Il sesso, l’assoluto sessuale che per metonimia rappresenta la femmina (come quando diciamo che le donne sono tutte puttane) è la manifestazione della degenerazione di un linguaggio paranoico incapace di relazionarsi con le articolazioni della vita, di dialogare col desiderio. Le quali tutte sono specifiche e individuali. Aggettivare è oggettivare; il giudizio è il tribunale che assolve la coscienza, la svuota rendendola libera di consumare anche una/la donna come un oggetto.

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Porno casalingo, l’uomo pubblica il video in rete e la ragazza si uccide. Qualche idiota derubrica la responsabilità dell’accaduto alla leggerezza della fanciulla, seguono commenti indignati tutti quanti condivisibili e nulla si può aggiungere. Resta un fatto: il giudizio ha un tono assoluto quando si parla di una donna, generalizza a partire da un universale. Il concetto di donna, l’idea della donna, il ruolo femminile prevalica sul nome e sulla specificità delle cose che sono sempre e comunque individuali. L’uomo ha una connotazione politica esclusiva, particolare, rimane una presenza ontologicamente riconoscibile nel diritto e nella morale. Non viene praticamente mai privato del nome anche quando è oggetto di insulti o infamia; nessuno dice: gli uomini sono tutti (l’aggettivo è poi accidentale), come accade per le donne. E’ un problema di natura semantica prima ancora che storica e culturale; si comincia ad uccidere con le parole, che non sono innocenti come una pistola scarica. Ogni volta che pronunciamo “le donne” la carichiamo; capita che i proiettili manchino dell’esplosivo, altre però come è avvenuto per Tiziana Cantone spara e ammazza. In rete rimangono i giudizi, giustamente di riprovazione, il nome continua però a non contare. Quella giovane vita se n’è andata così, vittima delle parole; come una cosa tra le cose, una tra le tante che consumiamo ogni giorno.

Da Gli italiani il sesso lo fanno poco e male

BIANCANEVE E LA MELA DI CHOMSKY

La scena è questa: Biancaneve sente bussare alla porta, compare una vecchia megera con una mela bellissima ma avvelenata, la fanciulla la mangia e muore. Poiché la ragazza è tutt’altro che sprovveduta, viene da chiedersi come abbia potuto fidarsi di una sconosciuta. La questione è importante; in primo luogo perché mi ha tolto il sonno da piccolo (e non mi pare una cosa secondaria) e poi perché ci raccontano favole abituandoci a ricevere informazioni, che per quanto improponibili vengono così assorbite senza problemi. Chomsky ha spiegato i meccanismi linguistici su cui costruiscono le favole, ma sembra averne dimenticato uno fondamentale, la sorpresa e il sogno. I punti 5 (rivolgersi alla gente come bambini) e 6 (concentrarsi sull’aspetto emozionale) delle dieci regole per il controllo sociale non spiegano un elemento importante, l’assenso e la complicità della vittima. I pubblicitari in questo sono molto avanti. Quando vuoi vendere un prodotto lo devi presentare come un sogno e non deve mancare il fattore sorpresa. Chomsky dimentica che veniamo abituati alle favole; viviamo nell’attesa del principe azzurro, dell’albero che produce monete d’oro, del paraclito o di qualcuno che si porti via nostra moglie. Attendiamo, sogniamo, e siamo disposti a pagare per una sorpresa. Siamo complici prima che vittime. Avrò letto il libro dei fratelli Grimm decine di volte e il cartone animato l’avrò visto altrettante, e sempre la mia coscienza di bambino mi faceva battere i pugni dalla rabbia. Qualche volta credo di avere anche gridato nel mezzo della proiezione, ma quant’è cretina. Oggi ne vado orgoglioso, avevo una coscienza e non lo sapevo. Andiamo con ordine: arriva una strega brutta come la fame, roba che pure il cane si nasconde sotto al tavolo e Biancaneve la fa entrare. Ecco un altro meccanismo che nasce dalla favola e viene sfruttato nella vita quotidiana, il travestimento. La vecchia è la matrigna cattiva (quella di “Specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?”) travestita da mendicante. Il cattivo delle favole si traveste sempre; l’integrità e la coerenza sono cose da buoni. Si traveste perché la cattiveria è intenzionale, finalizzata e il resto davvero non conta. Altro elemento di distrazione è il linguaggio; la matrigna porge la mela alla fanciulla dicendo: “Roba bella, roba bella, voglio regalartene una”. Non dimentichiamolo, le favole nascono dalla lingua e si consumano nella stessa. Abbiamo la ripetizione roba bella/roba bella (come fa quell’altro cacciaballe che da vent’anni ci dice che la promozione è solo per oggi e tutte le volte gli crediamo) e la parola regalo. Ripetendo abituiamo il possibile acquirente al prodotto, lo portiamo nella favola; il regalo macina nelle emozioni scavalcando i processi adulti della riflessione. Le emozioni toccano il desiderio e non c’è ragione che riesca a fronteggiarlo. Il regalo distrae (primo elemento della distrazione sociale in Chomsky), distoglie da altro, serve a: “Sviare l’attenzione dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali”. La parola regalo viene da rex: re, regio, regale, e attraverso lo spagnolo regalo = dono al re, regalare = rendere omaggio al re. Ci sentiamo principi questo è il problema e vogliamo sorprese. Dal latino superprehendere; prendere da sopra, alle spalle. Poi non lamentiamoci se ce lo mettono nel culo.

bianca

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