COMUNICATO UFFICIALE AMPAS SUL COVID-19

Questo il comunicato ufficiale dell’AMPAS sulla pandemia da Covid-19

Ognuno è liberissimo di informarsi sui social e con la tv criminale di Formigli, ma qualcuno dovrà andare in galera.

“l 23/2 come Ampas (la nostra associazione di medici di segnale che conta ad oggi 721 medici) avevamo diffuso un comunicato volto a contenere almeno in parte le scene di panico e di saccheggio dei supermercati a cui stavamo assistendo. Oggi, 7/3, la situazione è in evoluzione e ci sembra giusto aggiornare la nostra posizione per fornire il nostro contributo, ove richiesto.

Riportiamo i dati della protezione civile al 6/3:

I positivi al coronavirus censiti in Italia oggi sono 3916, con una crescita rispetto a 24 ore di fa di 620 casi. Dei positivi 1060 sono in isolamento, 2394 ricoverati con sintomi, 462 in terapia intensiva. Si registrano 109 nuovi guariti (in totale 523). Le vittime, ha aggiunto Borrelli, sono in totale 197: 49 in più rispetto a giovedì. Età delle vittime: da 62 anni a 95 anni, con diverse patologie pregresse. Età media 81 anni.

Riepilogando e arrotondando:

4000 persone positive ai tamponi

200 decessi

(Dato che sicuramente crescerà nelle prossime settimane).

Qualche riflessione, se possibile pacata e serena:

I tamponi fatti non sono a tappeto sulla intera popolazione, ma solo su casi sospetti, entrati a contatto con sintomatici, ecc. Il che significa che, con tutta probabilità il numero di individui che hanno incontrato il virus in una delle sue varianti (ad ora tre identificate), è di gran lunga superiore. Avendo il virus dell’influenza stagionale una diffusione ad oggi stimata in 5.632.000 persone (settima settimana 2020, dati Epicentro/ISS), è pensabile che il Covid-19, che pare avere una contagiosità maggiore, abbia incontrato un numero di gran lunga superiore ai 4000 casi ad oggi riscontrati. Ciò rende la letalità di Covid-19, già bassa, ancora più bassa.
Chiamare chi è positivo al tampone “contagiato” ci pare gratuito allarmismo. Se ciascuno di noi, durante l’incontro quasi inevitabile con il virus influenzale stagionale, fosse marchiato come “contagiato” e contato ogni giorno in diretta TV come probabile condannato a morte, il terrore e il panico si impadronirebbero del paese, ancora più di adesso. Suggeriamo di usare: “entrato in contatto” con il virus. L’80% e più di coloro che “entrano in contatto” con il virus non hanno sintomi rilevanti.
Mortalità (decessi/popolazione) e letalità (decessi/infetti): l’influenza stagionale quanti decessi conta? Qui diverse fonti fanno stime diverse. L’Istat parla di 663 morti DIRETTE per influenza, ma anche di 13.516 da polmonite, e moltissime altre per comorbilità. Antonino Bella, del dipartimento malattie infettive dell’istituto, parla di 8000 casi circa, sommando però azione diretta (i 633) e azione indiretta (comorbilità con polmoniti, cardiopatie, cancri, immunodepressione). Salta agli occhi di chiunque che i 200 decessi ad oggi rilevati per Covid-19 siano praticamente tutti (se si escludono 2-3 casi dubbi) del tipo indiretto, cioè deceduti CON il virus e non PER il virus, con una media di 81 anni di età e spesso numerose comorbilità. Una vita è sempre una vita, e su questo non ci piove. Vogliamo solo rilevare la tremenda sproporzione tra gli 8000 decessi, per i quali nessuno si preoccupa, e i 200 portati senza rispetto in mondovisione. Questa la relazione tra virus influenzale ordinario 2019-2020 e Covid-19: 8000 a 200. Dunque chi contesta coloro che dicono che Covid-19 è solo una normale influenza ha ragione. È molto meno letale (ad oggi) di una normale influenza. Quel che sarà domani lo scopriremo, ma intanto rileviamo che per nessun’altra sindrome similinfluenzale sono mai state messe in campo procedure simili (blocco città, zone rosse, sospensione di ogni attività scolastica o sociale) anche a fronte di contagiosità o letalità molto maggiori.
Contagiosità: Covid-19 si situa su un livello di contagiosità superiore a quello della normale influenza (R0 circa 2,5 contro 1,3 dell’influenza ordinaria) ma su livelli molto più bassi rispetto per esempio al morbillo (R0=15). Un contagio rapido con bassa letalità, come da nozione diffusa in infettivologia, è indice di un basso rischio globale. In altre parole significa che nonostante la veloce diffusione l’organismo è in grado, nella stragrande maggioranza dei casi, di rispondere efficacemente.
Tropismo d’organo: questo e’ un aspetto che si e’ delineato con maggiore nitidezza in questo mese dal momento che la classe medica sta apprendendo sul campo le caratteristiche tipiche del virus stesso; ed occorre, a tal proposito, riconoscere che si tratta di un virus con tropismo d’organo (nella fattispecie polmonare) piu’ profondo rispetto alla consueta influenza. Questo ci mette nella condizione di affermare che l’evoluzione dei dati clinici dimostra che questa virosi, per alcuni soggetti, è più potente (anche se meno letale) di altre virosi precedenti, perché, in caso di complicanza polmonare, richiede posti in rianimazione liberi e non intasati. Questo e’ fondamentale. È un aspetto per il quale in modo pacato e sereno ognuno di noi può fare qualcosa. Non significa averne paura. Significa averne consapevolezza serena. Occorre avere prudenza nello “spalmare” nel tempo nel modo piu’ soft possibile il normalissimo contagio. Le persone da casa, con un comportamento pacato, sereno, e prudente possono fare la loro parte in modo che chi opera in prima linea non abbia problemi nel garantire prestazioni come la ventilazione invasiva e soprattutto permetta un più celere ripristino della fisiologica funzionalità respiratoria ai soggetti in miglioramento. E’ prioritario e utile moderare gli ingressi in ospedale in modo che i guariti aumentino e si riduca nel tempo il contagio di altre persone.
Ospedali: a sentire le singole drammatiche testimonianze sembra che tutti gli ospedali siano in grave crisi. La protezione civile però ieri ci dice, per il tramite del commissario, dott. Angelo Borrelli, che “Non ci sono criticità nei nostri ospedali, compresi quelli della Lombardia che sono oberati di lavoro. È già in atto il piano di potenziamento delle terapie intensive e sub intensive”. In Cina stanno addirittura smantellando gli “ospedali d’emergenza” che avevano messo in piedi in pochi giorni. Il grande affollamento delle terapie intensive, dunque (peraltro frequente anche negli anni scorsi in questo periodo), pare essere dovuto in gran parte ad un “eccesso di prudenza” degli operatori, sotto pressione, che spesso trattengono in ospedale, invece di rimandarli al proprio domicilio, i casi positivi e sintomatici, ma non a rischio. È importante che chi si è ammalato ma non si trovi realmente in gravi condizioni, non vada ad affollare i PS ma sia seguito a casa sotto l’assistenza del proprio medico. Sembra infatti che il fabbisogno di ossigeno per i pazienti che presentano polmonite interstiziale sia più lungo (2-3 settimane) rispetto a quello previsto per le complicanze della normale influenza (1 settimana). Anche questo contribuisce a sottrarre posti-letto. Che impediscono poi l’assistenza normale di tutti quei pazienti, anche gravi, che stanno soffrendo per cause diverse e rischiano di non trovare posto e assistenza. Un grazie di cuore comunque va ai nostri medici che, a rischio infezione e (causa stress e burn-out) spesso non immunutariamente superprotetti, svolgono il loro lavoro in condizioni di affollamento tutt’altro che ideali. Se si pensa a quanto noi medici si sia maltrattati in corsia da pazienti violenti, da cause legali e da turni massacranti, speriamo che questa emergenza possa ridare dignità al lavoro del medico, che non deve essere più visto come un semplice esecutore di linee guida. Ogni singola storia è sempre terribile e drammatica, e non saremo noi a sminuirne la portata. Ci stringiamo ai colleghi in prima linea e ai pazienti che lottano per la vita: siamo (siamo sempre stati) una sola cosa con la loro umana sofferenza.
Altre cause di morte: sempre dal database ISTAT aggiornato al 2017 rileviamo come vi siano OGNI GIORNO questi decessi:
638 per infarti/ictus (232.000/anno)

483 per tumori (di cui 93 solo per cancro polmonare)

96 per Alzheimer e demenze (35.000/anno)

70 per traumatismi o avvelenamenti

64 per malattie dell’apparato digerente

62 per diabete

37 per polmonite

22 per influenza (indiretti+diretti)

11 per suicidio

10 per incidenti stradali (di cui 2 pedoni innocenti investiti)

6 per epatite

0,55 per Covid-19

Come scrive Riccardo Luna su Repubblica: “I dati sono implacabili, ma gli avverbi sono più insidiosi: se dico “già 100 casi di coronavirus” sto dicendo che il virus è più veloce del previsto; se dico “solo 100 casi” sto dicendo il contrario. L’ansia non nasce dai numeri ma dagli avverbi.”

Forse, per rispetto a tutti quei morti dimenticati (sono 1.343 al giorno) per infarto, cancro, diabete, demenza (tutte patologie EVITABILI con un adeguato stile di vita) potremmo evitare di fermare un intero paese, quando per aiutare costoro non abbiamo fatto nulla di nulla: nemmeno una tassa decente sullo zucchero, una riduzione dei fumi inquinanti o dei pesticidi, un divieto più rigido verso chi fuma. Tutte azioni che avrebbero portato migliaia e migliaia di morti in meno, con costi sociali di gran lunga inferiori.

8. Prevenzione: i medici di segnale, pur facendo uso di farmaci quando necessari, lavorano per aiutare le persone a conquistare ogni giorno la propria salute in modo naturale e senza soppressioni farmacologiche. Qualche suggerimento molto semplice per aiutare ed aiutarsi si può trovare al link https://www.dietagift.it/?p=7522 mentre sembra che governo e ministero della salute si concentrino solo sui, pur utilissimi, lavaggi delle mani e sulle “distanze sociali”. Vitamine, minerali e fitoterapici riportati nell’articolo riportano link documentali sulla loro efficacia antivirale. A ciascuno, con il proprio medico, studiare la linea d’approccio più consona.

Detto questo, sperando di avere esposto il nostro pensiero in modo pacato e scevro da polemiche inutili, in un momento in cui serve restare uniti e solidali, ci chiediamo se queste restrizioni sempre maggiori alle libertà individuali, nella illusoria speranza di fermare la diffusione di un virus abbastanza contagioso, ma per fortuna poco letale, non possano provocare al paese più danno di quanto non abbia già prodotto una gestione approssimativa delle prime pubbliche comunicazioni. Tale gestione, invece di dimensionare il problema (che c’è ed esiste, nessuno lo nega) all’interno dei suoi confini, ha trasformato il nostro paese (il primo a fare sistematicamente un alto numero di tamponi, anche ad individui asintomatici) nell’untore mondiale, con enormi disagi per aziende, persone, istituzioni.

Raccomandiamo a chi sta gestendo questa crisi, da medici, una estrema prudenza nell’imporre limiti alla vita e alla circolazione delle persone, con provvedimenti sproporzionati che possono fare ulteriormente crescere panico e timori sia in Italia che all’estero, generando oltre che povertà e recessione, anche, inevitabilmente, malattia.

Noi medici di segnale saremo in questo periodo costantemente in prima linea sia con i tanti nostri operatori oggi impegnati in corsia, sia attraverso una costante attenzione alla prevenzione e agli stili di vita che – a costo zero – potrebbero evitare tanti decessi e tanti lutti con un minimo di partecipazione ai nostri sforzi da parte di chi disponga del potere di legiferare in merito.

Tutti noi, uniti, mandiamo un grande abbraccio a chi sta soffrendo, a chi soffrirà, e a tutti coloro (dalle mamme costrette in casa dalla chiusura delle scuole, alle aziende – turistiche e non – che dovranno presto chiudere e licenziare) che da questa emergenza sono stati danneggiati.

Dovesse mai emergere la responsabilità di qualcuno che ha soffiato sul fuoco al momento giusto per scatenare questa situazione, al fine di ritrarne interessi specifici, saremo in prima linea per restituire giustizia a tutti coloro che oggi devono subire questa situazione senza alcuna colpa.

Restiamo a disposizione del ministero della salute, delle autorità, delle amministrazioni locali, per qualunque tipo di possibile collaborazione.

Il consiglio direttivo AMPAS”

Qualcuno dovrà andare in galera per procurato allarme, per aver distrutto l’economia del Paese, per sequestro di persona di milioni di italiani. Perché ci ha privato dei diritti costituzionali e della dignità.

 

VIDEO GUARDA VIDEO UFFICIALE

Apprendo che oggi 21 marzo, il video dell’AMPAS è stato oscurato su Youtube.

Terrorizzare – Fatto

Passo 1 rinchiudere – Fatto

passo 2: punire – Fatto

passo 3: censurare – Fatto

passo 4: jus primae noctis – in elaborazione

 

#iodenuncioilmiosindacopersequestrodipersona

Oltre al decreto Conte che vi ha messo ai domiciliari, presidenti di regione, sindaci e autorità pubbliche interpretano il decreto del governo alla cazzo di cane: c’è chi impone il coprifuoco nel proprio comune (non si può uscire dopo le 18) e ragazzetti in divisa che impediscono di andare in edicola o passeggiare in solitaria malinconia a tremilamila metri lontano dagli altri.

E non si può fare.

E poi ci siete voi, piccoli questurini col fez, nostalgici dell’ordine e la disciplina, che spiate dai balconi pronti a segnalare all’autorità gli assembramenti di anarchici idealisti (papà e figlia, pericolosi eversivi e untori) che sfidano le regole portando il cane a pisciare.

Questi sono gli eroi veri, i nostri partigiani, la nostra resistenza.

Denunciate i sindaci per sequestro di persona. Se vi è rimasta un poco di dignità.

#iodenuncioilmiosindacopersequestrodipersona

 

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Articoli 13-16 COSTITUZIONE ITALIANA

Quando questa follia sarà finita, e farete il conto delle aziende che hanno chiuso, del lavoro che avrete perso, dei risparmi che non basteranno, Burioni lo andrete a prendere con i forconi. Ora avete paura e va bene, tv e social per minorati vi hanno appanicato. Fate attenzione però: la paura indebolisce il sistema democratico prima ancora di quello immunitario.

Quando questa follia sarà finita, pensateci: avete indossato la mascherina chirurgica (utilissima proprio) per camminare da soli in strada, vi siete fatti recludere per un mese o due o tre, avete fatto i balletti sui balconi e chiesto il permesso al carabiniere per fare due passi. Firmato la giustificazione per portare il cane a pisciare. Avete firmato una giustificazione.

Fateveli due conti, che i morti li contate benissimo. Se vi restano i soldi però e la dignità, perché l’avete persa.

E quando avranno esteso il coprifuoco e sarete in lilbertà vigilata perenne (perché questo faranno) pensateci e fateveli due conti.

Vi hanno imprigionato, privato dei diritti e del decoro, devastato la vostra attività e voi fate i flashmob sui balconi, cantando l’inno i Mameli, tutti in coro celebrando il vostro fallimento. E il fallimento della Patria che tanto amate. Fateveli due conti, se vi restano la dignità e i soldi.

I vostri nonni hanno perso la vita, giovanissimi e realmente eroi, per una cosa che si chiama libertà e a voi è bastata una puntata della tv criminale di Formigli per buttarla nel cesso. Fateveli due conti, se vi restano la dignità e i soldi.

Davvero pensate che In Italia gli infetti siano solo trentamila? Moltiplicate per cento o per mille. Dal punto di vista medico e giuridico sapete cosa vuol dire? Fateveli due conti, se vi restano i soldi e la dignità.

Qualcuno dovrà andare in galera. Per procurato allarme, per sequestro di persona, per aver distrutto l’economia di un Paese intero. La stampa prima dei virologi con io ipetrofico. Ma anche loro, soprattutto loro.

Pasolini diceva: sei così stupido che quando morirai andrai all’Inferno, ma sarai convinto di essere in Paradiso. Se non ve ne siete accorti (e no che non ve ne siete accorti) ve l’hanno messo per bene nel culetto e senza sputazza.

Fateveli due conti, se vi restano i soldi e la dignità

#articolo2costituzione

#articolo13costituzione

#articolo16costituzione

#decretoconte #quarantena #zonarossa #coronavirus #panemia #italia

Cagasotto figli di mammà

Ieri il governo annuncia misure restrittive con l’ampliamento della zona rossa e gli italiani (alcuni, ma per la situazione troppi) fuggono in massa verso le stazioni, con la coda tra le gambe a nascondersi sotto la gonna di mammà. Qualcuno diretto alla seconda casa, molti (studenti universitari) al paesello in meridione, che giusto di una pandemia locale ha bisogno.

Questi uomini e donne sono il prodotto del peggior capitalismo, cresciuto con le televisioni dell’erotomane e devastato dai social, viziato e individualista, senza coscienza. Quello che conto solo io e in culo al prossimo. Scappano e da che cosa? Da una temporanea, igienica e dovuta restrizione degli spostamenti. Solo questo. Intanto ai confini con la Grecia la gente, bambini compresi, viene massacrata. Ma scappa da una guerra. Uno solo dei ragazzi che affronta il mare su un gommone vale dieci di questi italiani cagasotto e senza spina dorsale. I vostri nonni difendevano la patria sul Piave, voi siete il disonore del Paese: il Sud non ha le risorse e la sanità per affrontare un’emergenza come quella lombarda. La Calabria (per dire) ha in tutto 107 posti letto in terapia intensiva e in strutture ospedialiere nelle quali è meglio non entrare neanche per una frattura, dove cazzo li portate i vostri cari (o voi stessi, così capite meglio) se si ammalano?

 

VENTI BUONI MOTIVI PER STARE A CASA QUALCHE GIORNO, MICA DOVETE FARCI LA MUFFA:

1) non dovete scambiare sorrisi e parole con chi vi sta sulle scatole
2) avete la scusa per non portare a calcio il pargolo, a picchiare i genitori dei bimbi dell’altra squadra penserete in un’altra occasione
3) i trans anche tra due settimane saranno comunque in tangenziale, tranquilli. E magari vi faranno lo sconto
4) in alternativa potete scopare vostra moglie, è difficile e immorale lo so, ma ogni tanto vi tocca. Esaurita la dose contrattata per l’anno in corso nei mesi che seguono non ci penserete più
5) l’astinenza da centro commerciale passa dopo due giorni, la lontananza disintossica
6) gli aerei cadono e i treni deragliano. Il culo delle hostess non peggiorerà in pochi giorni
7) Salvini anche tra due settimane i comizi in piazza li farà comunque, nel frattempo è in diretta video, non scompare
8) due apertivi al giorno in una città turistica vi costano 40 euro, al termine della quarantena avrete un gruzzolo da investire con il punto 3
9) avete a disposizione tutta la teconologia possibile per tenervi informati e crescere culturalmente: Facebook, Twitter, Instagram
10) la figa in surrogato la trovate anche su Youporn ed è di prima scelta, tanto quanto quella della segretaria che vi costringe a lunghe assenze solitarie al bagno durante l’orario di lavoro
11) niente code in macchina, tutte in prima e con le mutande che vi fustigano i maroni
12) drogarsi a casa propria non è reato, A meno che non la vendiate
13) lo scambio di opinioni sul Grande Fratello potete farlo anche con WhatsApp
14) c’è la Maratona Mentana
15) la lontananza accresce il desiderio, tra due settimane la vostra amante sarà predisposta ad effusioni che non immaginate
16) avete l’occasione per nevrotizzare i figli, rompere i coglioni alla prole è profilattico per le malattie nervose e mantiene stabile la famiglia
17) nel frattempo magari vostra suocera muore e non la rivedrete neanche per l’ultimo saluto
18) parenti e affini lontani
19) non dovrete impazzire per il parcheggio, la macchina resterà dove l’avrete lasciata, a meno che non ve la freghino
20) avete passato di tutto a vostra moglie, dalla gonorrea all’herpes, evitatele almeno il virus della Conad, il Conadvirus, insomma quello là. Perché se si ammala poi i bimbi e la casa dovete gestirli voi

Continuerei, ma che mi dilungo a fare.

 

NON BASTA? VE LO DO IO UN BUON MOTIVO PER STARE A CASA

Occhio che se vi muoiono i vecchi poi come campate? Bello fare l’apericena con la pensione di nonna, no? Tra quindici giorni potrete tornare a fare i coglioni in piazza. Non vedo l’ora di ascoltare le news sul Grande Fratello Vip mentre bevete quella merda a 20 euro sui Navigli che chiamate aperitivo.

Per quanto mi riguarda procrastinerò la mia quarantena, che dura dagli anni ’80 e non mi mancate.

CORRADOVIRUS

Cercavate i Pokémon per le strade e qualcuno li vedeva davvero. In quarantena meditate su come mettere in equilibrio le scope e quando accade vi stupite pure, depredate i supermercati di viveri e assorbenti (ma che ciclo avete?), lasciate però sullo scaffale le penne lisce, perché vabbè la pandemia ma amenonmipiacciono, non bevete la birra Corona perché ha un’assonanza con il virus e credete che i cinesi mangino topi vivi. Siete diventati razzisti con i veneti e i lombardi e sui tram (ora) vi sedete vicino all’uomo nero, che avete scoperto più robusto e resistente di un padano qualunque. Con le mascherine sembrate chirurghi e un po’ virologi studiando su Twitter lo siete diventati veramente. Ah, eravate anche convinti che Ruby fosse la nipote di Mubarak, come ora che il trucido leghista vi salverà dal Corradovirus (qualcuno lo chiama così). Per precauzione però vi scorticate le mani con l’Amuchina, pagandola come il Dom Pérignon. Non so se finalmente ve le sciacquiate dopo aver fatto la pipì, ma a me sinceramente (mi) fate paura più del Covid-19.

***

Ora il governo ha alzato il livello di allerta, chiudendo le scuole. Bar, musei e risoranti offrono invece servizi e prodotti gratis.

I regimi impongono le condotte, gli stati democratici informano e si affidano alla capacità di giudizio dei cittadini. Qualcosa è andato storto. Gli italiani sono i soliti cazzoni di sempre e la politica non può fare di più. Alla selezione pensa quella carogna che è la natura. Perché la natura è spietata e se ne fotte del singolo, le scienze (tutte quante, non solo quelle giuridiche) nascono per proteggere le persone fragili dai suoi interventi. Sopravvivono coloro che hanno una capacità di adattamento e normalmente sono gli stupidi. Mai conosciuto una persona intelligente che si adattasse a qualcosa. Gli anticorpi li sviluppa chi impara da Barbara D’Urso a lavarsi le mani, questa è la specie più robusta. Nei grandi numeri si chiama immunità di gregge. Inconsapevoli e impauriti come bambini, tutti insieme in piazza per esorcizzare in un unico corpo il male. Contro i migranti o un virus è lo stesso. Perché primagliitaliani e l’aperitivo porcamignotta è gratis. Con l’individualismo endemico di questo popolo di opportunisti cagasotto, che nel numero trova il coraggio e l’impudenza per perpetuarsi nel tempo e nello spazio. Fregandosene degli altri, i deboli che la civiltà invece tutela. La civiltà appunto e solo quella.

Intanto.

Svuotate i supermercati pronti a chiudervi in un bunker e riempite piazza San Marco perché l’aperitivo è gratis. Mi spiegate l’ordine dei vostri processi cognitivi? Come elaborate il rapporto con la realtà? Avrete tante buone ragioni e tutte quante legittime, ma a guardarvi da fuori sembrate un armento di deficienti

 

FASCISMI A CINQUE STELLE

Cari neoliberalfascisti Cinquestelle: eravate partiti con la Gabanelli, Rodotà, Zagrebelsky; avete fatto le barricate per il reddito di cittadinanza; eravate per le rinnovabili, per l’ecosostenibilità; con Gino Strada e per la tecnologia al servizio della democrazia; avete riempito le piazze al grido “onestà”; giuravate guerra all’Ilva e al Tav; vi battevate per i diritti civili e per quelli sociali. Ora ci ritroviamo la Rai militarizzata da una destra incivile, la terra da zappare per le coppie fertili, un reddito di sudditanza che fa disonore alla povertà, le spese morali (e poi chi cazzo è Di Maio per dirmi come devo spendere i soldi?), Lino Banfi, la Cuccarini, Rita Pavone, la democrazia diretta (studiate bestie, quella non è più democrazia, ma fascismo), la democrazia al servizio della tecnologia (dell’azienda del vostro capo), la guerra alla Francia, all’Europa, ai rom, agli omosessuali, alle famiglie alternative e troppe ancora ce n’è. Volevate cambiare il mondo e ci avete consegnato un’Italia incarognita, razzista, povera, con più debito, che ha paura e si difende con le pistole, inquinata e corrotta come una puttana di Caracas. Dopo un esercizio trentennale della professione. Questo comunque si sapeva. Ma che ora giochiate al poliziotto buono con Salvini non va bene, cari neoliberalfascisti, non siete credibili. Alle europee risparmiateci la campagna sui diritti civili, quelle sono cose serie. Siate onesti davvero, per una volta, e presentatevi col vostro alleato; che non è diverso da voi, che è come voi, che con voi e come voi sta trascinando il Paese nella merda.

RAZZISMO E FRENASTENIA

Hanno sdoganato tutto in Italia, legittimando il peggio. Ora è il turno della frenastenia e del razzismo. Ma anche della grammatica e della sintassi imbarazzante; perché #Salvini e i fan è così che si esprimono, o meglio ruttano tra una gutturale e l’altra. Nei social come altrove.

Il termine ricorrente è invasione, negro (con la g), rom; segue extracomunitario, meridionale storpiato in merdanale, in leggera flessione Roma ladrona. Una ragione c’è, non si sputa nel piatto nel quale si mangia. Ricorrono i neologismi: sinistrato, cattocomunista (il più delle volte con la k), sinistronzo, sinistrotto, piddino, renzino. L’uso del neologismo ha una funzione particolare, tende a circoscrivere l’individuo in un gruppo e il gruppo in un luogo comune con una lingua incomprensibile fuori dal recinto. Lo stesso accade con le degenerazioni neuronali o psicotiche. Perché di quello si tratta, le mandrie si uniscono attorno al capobranco che promette ordine e qualche benevolenza. La parola ordine ha una natura apotropaica e curativa quando l’Io perde le sue funzioni. Le parolacce la fanno da padrone: caxxo (con la x), rottinculo, checca, negrodimerda, terrone qualche volta. La grammatica latita, ma si tratta di gente laboriosa, non di intellettuali che hanno tempo da perdere con i dettagli. I concetti sono ridotti al minimo: gravitano attorno a poche idee, confuse neanche tanto; la prima attorno alla quale ruotano le altre è la paura per l’uomo nero che ti tiene un anno intero (come nella filastrocca). La medicina che gli accoliti propongono è il rimpatrio, la galera, la frusta a volte per gli indesiderati. La dinamica della discussione è pressoché la stessa: il mentore scalda gli animi con una domanda retorica e l’esercito infuriato parte in battaglia. Non c’è posto per la discussione, la regola è che a casa nostra facciamo come ci pare e se non vi sta bene fora di ball. Il Capitano commenta poco e quando compare sembra un bulletto di periferia che si mette alla guida fomentando la massa inferocita. Non stempera le animosità, istiga piuttosto con un’ironia che a lui sembra sottile, ma che non va al di là della volgarità di certi film anni ’70; la mandria fa muro e tutti insieme si riuniscono a mangiare polenta e osei. I luoghi comuni la fanno da padrone; un luogo comune è un pensiero che fa riferimento a un’abitudine culturale maturata nel sentire popolare. La realtà è un’altra cosa, ma quando c’è un limite cognitivo la comprensione viene filtrata da un’idea tanto diffusa da sembrare verosimile. La verosimiglianza è però lontana dalla verità, come la demagogia e la retorica dalla politica. Non si tratta solo di una disfunzione semantica indotta dalla mancata padronanza del vocabolario, ma di una profonda degenerazione neuroantropologica. Si sente nell’assenza del senso delle parole e appunto nel prevalere dei luoghi comuni. E vengo al punto: la demenza neurolinguistica è caratterizzata dalla perdita del significato e dal deterioramento cognitivo; è una manifestazione clinica della degradazione lobare frontotemporale, associata all’atrofia del giro temporale inferiore e medio.

Le persone affette presentano problemi nella denominazione e nella comprensione di parole, nel riconoscimento dei volti, delle cose, delle situazioni, della realtà; la predominanza del verbale o non verbale (e nel nostro caso delle gutturali che dominano sulle articolazioni mature della lingua) riflette l’accentuazione dell’atrofia cerebrale. Alla distruzione del linguaggio si accompagna quella della personalità e a seguire la dimensione sociale dell’individuo. L’aggressività, la violenza, l’odio sociale verso un fantasma immaginario e minaccioso è uno dei morfemi dello stato paranoico di un poveretto che ha smesso di desiderare in maniera sana e consapevole e ha cominciato a odiare.

#estinguetevi