gianni5

Ho sempre cercato di dimenticare. Più di tutto mi ostinavo a non ricordare il mio nome, lo vivevo come un marchio d’infamia. La violenza comincia quando al nostro Io viene dato un nome. Col nome diventiamo una persona e nello specifico quella e non un’altra persona. Come individui ci rendono appunto individuabili. Ho provato a spiegarlo al funzionario che era venuto a censirmi, che sono e non sono, di incasellarmi come un essere in transizione, incerto, instabile se preferiva. Ma pare che lo stato non riconosca la categoria. L’impiegato ragionava col principio di identità. E io un’identità proprio non l’avevo. Anche ora non mi lascia la sensazione di vuoto, di inconsistenza. E così scrivo, studio e dipingo e mi sembra di esistere in qualche modo.
(Da Memorie di uno smemorato in Frammenti di un monologo amoroso)

Sito web   http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

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