NINNA NANNA NINNA OH…

Giornalisti e intellettuali inorridiscono per un congiuntivo e aprono i quotidiani con articoli riottosi in difesa della lingua italiana. A parte il lessico improbabile e rudimentale dei vassalli dell’informazione, sotto elezioni i nostri editorialisti manifestano qualche ritrosia a ricordare la degenerazione della classe politica degli ultimi anni; quando si tratta degli amici degli Editori soffrono proprio di fonastenia. Infermità endemica nel giornalismo vile e cortigiano di questo Paese.

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Ci abituano alla paura. La passiamo ai bambini con un istinto conservativo, il bosco, il lupo, l’orco. Dandole un’immagine in qualche modo la controlliamo; ma rimane perché quelle sono forme sfumate, mai del tutto comprensibili. Una connotazione ben definita non fa paura. Il buio, l’assenza, la fame evocano la mancanza e anche quella fa paura. Da adulti le paure prendono altri nomi, lavoro, malattia, sessualità, extracomunitario. L’oggetto della paura deve essere informe e non deve avere un nome; i governi lo sanno bene e creano sempre nuovi nomi che richiamino a quell’assenza. Lo fanno perché un uomo impaurito si tiene stretto quello che ha, non ha la mente lucida e le emozioni prevalgono sul raziocinio. NH1, il virus che avrebbe sterminato il mondo ha invece riempito le tasche delle case farmaceutiche, lo Spread, l’Isis che rimanda ancora una volta all’uomo nero che ti tiene un anno intero. La razza, che spoglia l’individuo di una consistenza umana prima ancora che politica. Ogni tanto fanno esplodere qualche bomba, perché davanti a una tragedia diventiamo patriottici, orgogliosamente governativi e governabili. L’angoscia è qualcosa di diverso, è un sentirsi nell’assenza; come quando si soffoca senza conoscerne la ragione. La paura invece si presenta con un linguaggio elementare, da favola. La politica in Italia (ma non solo), mai come in queste elezioni sta fomentando l’odio razziale con una ferocia che rimanda alla storia peggiore di questo Paese. Ai partiti che non hanno nulla da proporre non rimane che alimentare la paura per il Lupo Cattivo.

bianca

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