REGIMETTO ALL’ITALIANA

L’orientamento sessuale diventa un partito, ambientalista, ecologista, liberale. C’è qualcosa di pruriginoso nello statuare ambiente ecologia e libertà in un contesto omoerotico. In particolare la parola libertà: il sesso alternato o alternativo ha a che fare con i diritti, non con la libertà l’ambiente l’ecologia. Ma il messaggio è chiaro e poi si sa, gli etero non fanno la differenziata, mangiano carne e comprano plastica, hanno pulsioni autoritarie e se ne sbattono degli altri. Gli elleni avevano rispetto per l’amore omoerotico ma l’orientamento sessuale non era una virtù politica, l’etica non richiedeva questa particolare funzione del corpo o dell’affettività, qualche volta era un capriccio filosofico. La volgarità di accostare la politica all’omosessualità è tutta moderna di questa società erotizzata istruita dai media, un po’ ecologica e un po’ colorata, che è un po’ tutto senza essere niente, con una cultura media gestita dai media, mediamente mediocre e mediata. Eterodiretta ammesso che si possa ancora usare la parola senza urtare la sensibilità omoideologica.

Questi colpetti di stato hanno in comune l’isterismo imbarazzante dei vari capetti di governo. Più che regimi o regimetti sono reggipetti: minacce, paternali, rimproveri, se non vi comportate bene vi graffiamo. Sembrano fatti da uomini con il menarca, piagnucoloni e nevrotici che si nascondono dietro la gonna dei potenti. Con il broncio e battendo i piedi. Rimpiango i bei tempi, quando i golpisti avevano gli attributi e non i tacchi a spillo. Perché era tutto più chiaro. Un golpe fatto da Cavallino e Scaldarrosto, progesteronico e con un fondo di mascara perché bisogna pur essere in ordine. In giacca e cravatta e sotto niente, neanche un perizoma di ideologia. Nulla a parte un isterismo di obbedienza agli ordini che arrivano dall’alto. Mi pare grottesco e ridicolo questo esasperato machismo nei confronti del popolo, tirando pugni sul tavolo con la prudenza però di non graffiarsi lo smalto. Virilità e fondotinta. Un golpe fatto da uomini con il mestruo e le unghie pittate. Tempo fa (fine anni ’80) in Paraguay un gruppo di militari gay ha fatto uno dei tanti colpi di stato. Le cronache raccontano che uno di loro girava tra le truppe con il fucile in spalla, la mimetica e i tacchi a spillo. Si faceva chiamare “la colonnella”. E chissà perché questa storia mi ha fatto pensare al nostro governicchio golpista. In doppiopetto, nel senso del sospensorio e con il ciuffo in ordine. Perché nel nuovo mondo anche i colpi di stato si fanno con il trucco, l’ombretto e un fondo d mascara che non guasta mai

TEX PIRLER

Sono commoventi gli sceriffi dei centri commerciali che all’ingresso puntano la pistola giocattolo sulla fronte per prendere la temperatura. Forse si aspettano che qualcuno alzi le braccia dicendo: mi arrendo! Oppure che estragga l’arma dalla fondina per cimentarsi in un duello alla Clint Eastwood. Manca solo la musica di Morricone, spaghetti western all’italiana, mentre si battono con le manette al silicone e il revolver ad acqua. Sono simpatici. Deficienti ma simpatici. Al principio appena si avvicinavano con l’indice puntato e il pollice in alto facevo bang, sono pur sempre il fuorigregge più veloce del West. Poi ho imparato: mai confrontarsi con un uomo che ha la pistola ad acqua, gente. Ho sempre tifato per i siux e capisco il perché. La vita è troppo breve per discutere con un cowboy della Conad che si veste come Tex Pirler

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