COME TUTELARSI DALL’ILLEGITTIMITÀ DEI DPCM

Di Laura Carosi

L’autotutela è la facoltà delle amministrazioni di correggere o annullare degli atti emessi che a un riesame risultino in qualche modo non consoni (con vizi di forma o illegittimi). Qualunque cittadino ha il diritto di segnalare delle irregolarità e chiedere che vengano corrette e le istituzioni hanno il dovere di aprire un procedimento ufficiale di riesame entro 30 giorni. Se non lo fanno si comincia a parlare di omissione d’atti d’ufficio e noi puntiamo, fra l’altro anche su quello. Nel frattempo stiamo preparando ricorso al TAR ma quello che vogliamo davvero è un movimento di popolo, vogliamo che i cittadini si riapproprino della sovranità, che smettano di sentirsi vittime impotenti e si rendano conto dell’enorme forza che abbiamo, non solo tutti insieme ma uno per uno. Un cittadino consapevole può, da solo, battere questi sciocchi che si fanno scudo, nella loro ignoranza, solo della “istituzione”, mentre noi abbiamo come arma la legge, fatta per proteggere lo Stato, che siamo noi! Dobbiamo metterci solo lo sforzo di studiare un pochino e imparare a usare gli strumenti che la legge ci garantisce… finché non cambieranno la Costituzione vinceremo sempre noi.

Da compilare e inviare con le modalità seguenti

RICHIESTA DI RIESAME IN AUTOTUTELA

Alla c. a. del Presidente del Consiglio dei Ministri

Avv. Giuseppe Conte

Palazzo Chigi

P.zza Colonna 370

00187 Roma – Italia

e-mail: (PEC riceva anche da casella non certificata)

PEC: presidente@pec.governo.it

Al Sig. Procuratore Generale

presso la Corte dei Conti – Roma

Viale Giuseppe Mazzini, n. 105

00195 Roma – Italia

e-mail: urp@corteconti.it

PEC: procura.generale.segreteria@cortedeiconticert.it

Alla Corte dei Conti Lazio

Procuratore regionale

Indirizzo

email:

PEC: …

e, p. c.:

Al Presidente della Repubblica

On. Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale, piazza del Quirinale

00187 Roma – Italia

e-mail: dato non fornito

PEC: protocollo.centrale@pec.quirinale.it

Al Presidente del Senato della Repubblica

Avv. Maria Elisabetta Alberta Casellati

Piazza dei Caprettari n. 79

00186 Roma – Italia

e-mail: SegreteriaGabinettoPresidente@senato.it

PEC: amministrazione@pec.senato.it

PEC: elisabetta.casellati@pec.senato.it

Al Presidente della Camera dei Deputati

Dott. Roberto Fico

Palazzo Montecitorio – Piazza Montecitorio

00186 Roma – Italia

e-mail: dato non fornito

PEC: camera_protcentrale@certcamera.it

*****

Il/La sottoscritto/a …, nat- a … (…) il gg/mese/anno, residente a … in via … n. …, nell’esercizio del diritto riconosciuto a tutti i cittadini della Repubblica italiana formula la presente

ISTANZA IN AUTOTUTELA

ai sensi e per gli effetti della Legge n. 241/90 e succ. modifiche ed integrazioni

avente ad oggetto la richiesta di annullamento, in quanto atti illegittimi per carenza dei requisiti essenziali previsti dalla Legge, delle Delibere del Consiglio dei Ministri n° 26 del 31 gennaio 2020 e n. 248 del 7 ottobre 2020, mediante le quali è stato, rispettivamente, dichiarato e prorogato lo stato di emergenza ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. c), D. Lgs. n. 1/2018 intitolato “Codice della protezione civile”; ciò, per i seguenti motivi.

PREMESSO CHE:

  1. in data 31 gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri, con la delibera n. 26, ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo nazionale ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. c), del D. Lgs. 1/2018 (G.U. Serie Generale n. 26 del 01.02.2020);
  2. che il suddetto provvedimento è stato, successivamente, prorogato con la delibera n. 248 del 7 ottobre 2020 inserita nel D. L. n. 125/2020 recante pari data (G. U. Serie Generale n. 248 del 7 ottobre 2020).

CONSIDERATO CHE:

✔        il suddetto D. Lgs.1/2018 all’art. 23, comma 1 dispone: “In occasione o in vista di eventi di cui all’articolo 7 che, per l’eccezionalità della situazione, possono manifestarsi con intensità tale da compromettere la vita, l’integrità fisica o beni di primaria importanza, il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto da adottarsi su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile, su richiesta del Presidente della Regione o Provincia autonoma interessata che attesti il pieno dispiegamento delle risorse territoriali disponibili, dispone la mobilitazione straordinaria del Servizio nazionale a supporto dei sistemi regionali interessati mediante il coinvolgimento coordinato delle colonne mobili delle altre Regioni e Province autonome e del volontariato organizzato di protezione civile di cui all’articolo 32, nonché delle strutture operative nazionali di cui all’articolo 13, comma 1. In ragione dell’evoluzione dell’evento e delle relative necessità, con ulteriore decreto viene disposta la cessazione dello stato di mobilitazione, ad esclusione dei casi in cui si proceda alla deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale ai sensi dell’articolo 24”;

✔         consultando il sito della Protezione Civile, non risulta alcuna ocdpc emessa prima del 21 gennaio 2020 in relazione “all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”, né risulta alcuna ocdpc in assoluto tra il 21 gennaio e il 3 febbraio c.a.;

✔        parimenti, non risulta emessa alcuna deliberazione del Dipartimento di Protezione civile successivamente all’anno 2015;

✔        consultando il sito web della Protezione Civile, il primo atto ufficiale in merito allo “Stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” risulta registrato in data 3 febbraio 2020, ovvero, in epoca successiva alla dichiarazione dell’emergenza di cui in epigrafe;

✔        consultando il sito web del Consiglio dei Ministri non risulta alcun decreto in cui si disponga la mobilitazione straordinaria del Servizio nazionale, né delle eventuali Regioni o Province autonome che attestino il pieno dispiegamento delle risorse territoriali disponibilità;

✔        da massiva consultazione delle sezioni Albo Pretorio online di svariati siti web comunali, nonché le analoghe pagine di province e regioni, non risulta alcun atto di dichiarazione dell’emergenza da parte delle amministrazioni locali o regionali in tutto il territorio nazionale;

✔        il medesimo D. Lgs. 1/2018, all’art. 24, comma 1, dispone che: “Al verificarsi degli eventi che, a seguito di una valutazione speditiva svolta dal Dipartimento della protezione civile sulla base dei dati e delle informazioni disponibili e in raccordo con le Regioni e Province autonome interessate, presentano i requisiti di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c), ovvero nella loro imminenza, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, formulata anche su richiesta del Presidente della Regione o Provincia autonoma interessata e comunque acquisitane l’intesa, delibera lo stato d’emergenza di rilievo nazionale, fissandone la durata e determinandone l’estensione territoriale con riferimento alla natura e alla qualità degli eventi e autorizza l’emanazione delle ordinanze di protezione civile di cui all’articolo 25. La delibera individua, secondo criteri omogenei definiti nella direttiva di cui al comma 7, le prime risorse finanziarie da destinare all’avvio delle attività di soccorso e assistenza alla popolazione e degli interventi più urgenti di cui all’articolo 25, comma 2, lettere a) e b), nelle more della ricognizione in ordine agli effettivi fabbisogni e autorizza la spesa nell’ambito del Fondo per le emergenze nazionali di cui all’articolo 44”.

RITENUTO CHE:

⮚        la Delibera in oggetto manca del requisito di legge relativo alla determinazione della estensione territoriale dell’emergenza dichiarata;

⮚        il provvedimento de quo sembrerebbe dichiarare una “emergenza nazionale”  – inesistente nel panorama giuridico nazionale, oltre che non prevista dal codice della Protezione Civile – omettendo, inspiegabilmente, di utilizzare la corretta dicitura “emergenza di rilievo nazionale”;

⮚        nella Delibera in oggetto si legge: “Vista la nota del 31 gennaio 2020, con cui il Ministro della salute ha rappresentato la necessità di procedere alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale di cui all’articolo 24 del decreto legislativo n. 1 del 2018”;

⮚        da approfondita consultazione sul sito web istituzionale del Ministero della Salute, la nota citata non risulta esistente, mentre si rinviene – come unico atto del 31 gennaio 2020 – la nota 0003021-31/01/2020-DGPRE-MDS-A indirizzata “ai responsabili delle strutture di coordinamento per le attività trasfusionali delle Regioni e Province autonome” e altre autorità competenti ai fini delle medesime attività;

⮚        sempre sul sito web del Ministero della Salute, risulta, inoltre, presente -fra gli atti riportati come emessi il 31 gennaio- una nota (in realtà datata 30 gennaio) con identificativo 0003022-31/01/2020-DGPRE-MDS-A, rivolta agli assessorati alla Sanità, ai Centri regionali di riferimento per i trapianti e al Centro regionale NITP in cui “si raccomanda di estendere le misure indicate nella nota del 27 gennaio 2020 prot. 192/CNT 2020 a tutto il territorio della Repubblica Popolare Cinese”;

⮚        la suddetta nota del 27 gennaio, con identificativo 192/CNT 2020 non appare pubblicata sul sito del Ministero della Sanità, mentre risultano agli atti due circolari. Identificate con i rispettivi numeri di protocollo 0002302-27/01/2020-DGPRE-DGPRE-P e 2.31.152/165. Quest’ultima, indirizzata all’ENAC, “dispone urgentemente a tutela della salute pubblica il divieto di atterraggio di tutti i voli provenienti dalla Cina negli aeroporti di Ciampino, Roma Urbe, Perugia, Ancona e Pescara” (NdR: tutti aeroporti minori in cui solitamente atterrano solo piccoli velivoli provenienti da destinazioni locali o comunitarie) e dispone che tali voli “dovranno essere dirottati nell’aeroporto L. Da Vinci di Fiumicino”;

⮚        l’art. 21 septies della Legge n. 241/1990, disciplina la nullità del provvedimento amministrativo che “manca degli elementi essenziali”, mentre il successivo art. 21 octies ne prevede l’annullabilità qualora lo stesso provvedimento amministrativo risulti “adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza”;

⮚        dal combinato disposto delle norme contenute nei D. Lgs 112/98 (artt. 107 e 108), 267/2000 (artt. 50 e 54) e 1/2018 (artt. 7, 23 e 24), emerge chiaramente come la dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale possa essere emanata, a livello di Governo centrale, solo ed esclusivamente dopo minuziosa raccolta dei dati provenienti dagli organi preposti (in primo luogo i comuni), e comunque sulla base della delibera dell’emergenza emessa dalle regioni o province autonome interessate, come esplicitamente richiesto dall’art. 24 del codice della Protezione Civile. In buona sostanza, nel caso di specie, il Consiglio dei Ministri ha illegittimamente effettuato una inversione procedurale rispetto a quanto previsto dai citati decreti, applicando su tutto il territorio nazionale una autoproclamata dichiarazione d’emergenza, piuttosto che attendere le richieste di aiuto dai comuni alle regioni, e da queste ultime allo Stato, di fornitura di risorse per far fronte alla situazione emergenziale;

⮚        anche a voler prescindere dai profili penali astrattamente ipotizzabili in conseguenza delle Delibere in questione, che sembrerebbero aver fortemente compresso, rectius, violato i diritti costituzionalmente garantiti del cittadino senza il supporto di adeguata previsione legislativa, nella forma e nelle motivazioni dei suddetti provvedimenti potrebbero, altresì, configurarsi ipotesi di delitti contro la pubblica amministrazione e la pubblica fede;

⮚        l’art. 331 c.p.p. statuisce come: “Salvo quanto stabilito dall’articolo 347, i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell’esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di un reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito” (comma 1), e come: “Se, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, emerge un fatto nel quale si può configurare un reato perseguibile d’ufficio, l’autorità che procede redige e trasmette senza ritardo la denuncia al pubblico ministero” (comma 4);

⮚        eventuali contenziosi contro l’amministrazione in virtù di sanzioni comminate sulla base di un provvedimento illegittimo rischierebbero di dare luogo a ricorsi da parte dei cittadini, i quali potrebbero determinare obbligo di risarcimento, con la possibilità di un danno erariale;

⮚        le stesse forze dell’ordine rischierebbero di trovarsi, a spese dei contribuenti, a comminare sanzioni sulla base di eventuali ordinanze sindacali, con tutte le possibili conseguenze del caso; ciò in quanto i dpcm emanati dalla Presidenza del Consiglio a seguito della autoproclamata dichiarazione dell’emergenza, altro non sono che meri regolamenti, attuabili sul territorio solo mediante ordinanze contingibili e urgenti dei Sindaci, nella loro veste di ufficiali di governo;

⮚        appare utile richiamare, altresì, il D. Lgs. n. 174 del 26 agosto 2016, che disciplina le attività del Pubblico Ministero contabile, sottolineando che l’azione di responsabilità amministrativa o contabile è promossa dal Procuratore regionale obbligatoriamente e d’ufficio, sulla base di una “notitia damni” che sia specifica e concreta, veicolata da denuncia dell’amministrazione pubblica danneggiata, da segnalazioni di persone fisiche (singoli cittadini), di persone giuridiche o di organi istituzionali che adempiano a propri obblighi previsti per legge, nonché tratta da fonti pubblicate dagli organi di stampa o comunque acquisita presso siti web istituzionali di pubbliche amministrazioni.

Alla luce di quanto testé dedotto:

– ritenuto altresì che i provvedimenti in questione risulterebbero nulli per mancanza dei requisiti strutturali previsti dalla legge;

– ritenuto che la gravissima situazione economica in cui versa l’intera nazione, le irrisolte problematiche sanitarie, le agitazioni sociali già più volte verificatesi negli ultimi mesi, con serio turbamento dell’ordine pubblico, la necessità di riportare il Paese in uno stato di legalità senza compromettere ulteriormente la già precaria condizione politica attuale, costituiscono situazioni che coinvolgono, individualmente e collettivamente, la generalità dei cittadini italiani;

la sottoscritta, come sopra generalizzato,

RIVOLGE ISTANZA

affinché l’ill.ma Presidenza del Consiglio – previo riesame del proprio operato – disponga l’annullamento delle sopra menzionate delibere n. 26 del 31 gennaio 2020 e n. 248 del 07/10/2020, con le quali è stato proclamato prima e, prorogato poi, uno stato di emergenza in evidente assenza dei presupposti voluti dalla Legge.

In considerazione dell’assoluta peculiarità ed urgenza della questione posta alla Sua attenzione, si invita la S. V. ad esitare la presente istanza entro giorni cinque dalla sua ricezione.

Luogo, data                                                              Con osservanza

                                                                                                      Nome e cognome

N. B.:

Questo modello di istanza di riesame in autotutela va completato con i dati personali da inserire al posto dei puntini di sospensione e aggiungendo l’indirizzo della sede regionale della Corte dei Conti, reperibile al seguente link:

Uffici centrali e regionali (corteconti.it).

È importante inviare il testo nel corpo del messaggio e non come documento a parte, in quanto l’eventuale allegato potrebbe “non risultare leggibile” ai riceventi. Consigliamo dunque di usare la funzione copia e incolla dopo aver terminato di redigere la propria versione dell’istanza.

Le possibili modalità per l’invio sono 3:

1)        via PEC, con firma digitale o, in alternativa, allegando copia del documento di identità in versione PDF;

2)        via posta elettronica non certificata, aggiungendo, in questo caso, sia la copia del documento di identità in versione PDF, sia, prima della firma, la seguente frase:

Il/La sottoscritto/a chiede riscontro attestante numero di protocollo di avvio procedimento;

3)        via raccomandata con ricevuta di ritorno presso il più vicino ufficio postale.

Laura Carosi

L’ETEROGENESI DEI FINI

L’eterogenesi dei fini è un incidente all’interno di una serie ordinata di eventi. Ad esempio l’ape impollina il fiore, arriva una sferzata di vento e trascina via i gametofiti, oppure passa una mucca e ci lascia sopra le deiezioni. Quello che doveva essere il ciclo riproduttivo dell’angiosperma viene bruscamente interrotto da un fenomeno imprevisto e casuale.Un altro esempio è l’effetto farfalla: uno starnuto in Indonesia provoca la chiusura di un bar a Casalpusterlengo. Sembra strano ma accade. O ancora: mentre sbianchetti le pagine dei documenti secretati del comitato scientifico finisce l’inchiostro, o anche dimentichi di cancellare le informazioni criptate del file pdf che passi ai giornali. Puoi avere il controllo dei funzionari ma può sempre spuntare fuori un hacker o un giudice onesto (non in italia) che ti fa un culo così. La casualità predispone alla diversità ed è una caratterista inalienabile della vita biologica e culturale. Questo per dire che la vita fa sempre e comunque il suo corso. L’ape sa cosa deve fare e assolve ai suoi compiti ma non può controllare il clima o l’intestino del bovino.C’è una cosa che non capisce un dittatore improvvisato: non è un dio anche se pensa di esserlo. L’ordine che può dare a una società è fragile rispetto a quello naturale perché è artificioso. Deve rendere tutti uguali e vigilirare su ogni cosa per scongiurare l’imprevisto. Il potere è sempre paranoico e chi lo esercita anche. L’eterogenesi dei fini insegna che per quanto tu voglia mettere la museruola a una comunità di mosche per renderle identiche come in un solo corpo, ci sarà sempre quella bianca che non riuscirai a dominare. La metafora ci sta tutta. È vero che le mosche mangiano la merda e si adattano agli ambienti ostili, però sono tra gli insetti che più rompono i coglioni.Ecco e per l’appunto la rottura di coglioni fa parte dell’eterogenesi dei fini.Devi metterla in conto. Anzi in Conte, che è pure meglio

Nun ve reggae più

Fontana Gallera

Boldrini che sclera

Conte Giggino

E Casalino

Grillo e Di Maio

Renzi che guaio

Il colpo di stato

Taverna Rosato

Salvini il vaccino

Speranza Caino

Lopalco Burioni

Berlusca Meloni

Il papa affiliato

L’illuminato

Giornali schierati

Son tutti pagati

Boccia il Pd

E DiMartedì

De Luca in Campania

Nello a Catania

Sergio l’assente

La piazza la gente

La Capua e Colao

Il focolaio

La scuola che fa?

Ci imbavaglierà

L’amico il congiunto

L’infetto defunto

Nonviconsento

L’assembramento

La Clorochina

La mascherina

Distanze a gogò

Arriva il kapò

Il Pil la censura

La dittatura

E poi c’è il tampone

Governo massone

La nuova realtà

Eccola qua.

Sono noiose

Le vostre nevrosi:

Lo dico adirato

Ci avete cacato

Intendo il palazzo

E parlo del cazzo

IL GOVERNO DEI MARZIANI

Per me sotto la finta pelle umana questi hanno le squame verdi e le antenne. Siamo stati invasi dai marziani oppure i rettiliani esistono per davvero e si sono impossessati dei loro corpi polimaterici. Solo a esseri arrivati da un altro mondo può venire in mente di:

– censurare Via col vento per razzismo

– togliere dal mercato i dolci moretti per istigazione razziale. Io avrei arrestato il produttore per il retrogusto allo sterco di cammello avariato, non certo per allusione all’uomo di colore

– Calimero è stato nuovamente bandito, sempre perché è piccolo e nero. Doppia beffa per il pulcino degli animati. Ma temo sia solo l’inizio e tante altre ne vedremo. Scalparotto infatti sta preparando la legge (oramai approvata) che fa un crimine dell’omofobia. E andrebbe pure bene ma dovranno mettere in galera preti, suore e catechisti. Registi, attori e letterati che hanno scritto pagine goliardiche sul pederasta grottesco. Il Satyricon di Petronio o quello di Fellini li metteranno al bando e sopravviverà solo la versione sicula/androgina di Ciccio e Franco? A scuola non si studierà più Marziale e sarà proibita la lettura del canto XV dell’Inferno sui sodomiti? A Pompei daranno una tinta di vernice sopra agli affreschi che stigmatizzano i rapporti omoerotici con virile sarcasmo?

Ho una notizia per Scalparotto (l’alieno che è giunto a noi da un altro sistema solare, il piddì): buona parte della nostra storia letteraria, artistica, musicale e anche scientifica ha un carattere omofobo e misogino. Che facciamo, con un colpo di spugna o di stato appunto, decapitiamo i simboli indigesti al nuovo ordine rettiliano? Ci sono cose spregevoli e una di queste è l’omofobia. Ma io non lo voglio un mondo che per legge mi proibisce di pensare male, in maniera deviata se mi pare. È un problema culturale e il nomos non sempre è legittimato a prevaricare sulla natura, in nessun modo sui bisogni individuali. In uno stato di diritto vanno tutelate anche le teste di rapa, non piegate con la forza al ministero extraterrestre della verità. I diritti sono un’altra cosa. Sulle scelte etiche o personali si fa un’opera culturale di seduzione; le idee si formano con l’educazione, non si impongono per legge. Quello è il nazimaoismo, l’ordine statuale degli ominidi con la pelle verde e le antenne in testa. Pensavo fosse uno scherzo ma poi ho sentito nuovamente parlare di genitore uno e genitore due. In piena crisi democratica e economica la rettiliana dei diritti civili alla fine ha sibilato: nella task force non ci sono quote rosa, ha sssbottato la Boltrina. Giusto quello è il vulnus nel pieno di una dittatura megagalattica. Il politicamente corretto diventa follia in mano ai marziani, che tali sono perché nulla condividono con le altre “forme di vita”. Lo diceva Wittgenstein, grande filosofo e grande omosessuale (si può ancora dire?)

Temo che non sia finita qua, la neurodistopia mischiata all’idiozia pedoscientista non ha limiti. L’amaro Negroni non lo troveremo più al bar, Cicciobello nero sarà ricordato come il Mein Kampf e le polluzioni col genere porno black and white saranno fuorilegge. A scacchi non giocherà più prima il bianco e lo slogan del detersivo inviterà ad annerire i tessuti, non a sbiancarli. Non solo. I rettiliani come Scalparotto hanno dichiarato guerra al Dio cristiano che è amore. E ha il difetto di lasciare all’uomo la libertà, anche di odiarlo se vuole. L’imposizione per legge è dei rettili che strisciano sulla bava del potere, non degli uomini emancipati e con una coscienza, sani nei limiti della natura. In virtù di un astrale principio del bene inciso nelle sacre tavole della empioscienza, presto non potremo bere neanche l’Amaro del Frate perché richiama alla devozione religiosa. La bottiglia con il cilicio, che sarà una merda, ma è sempre meglio dell’intruglio che il vostro guro spirituale vuole iniettare nel sangue. Roba verde da ipertecnologia marziana che farà squamare anche la nostra pelle

“ASSEMBRAMENTO”

Un’altra parola è stata sdoganata: ASSEMBRAMENTO. Non si sentiva dall’epoca del Ventennio e ha sostituito termini come relazioni, affetti, famiglia (il blasonato al governo l’ha sovrapposta anche agli ambienti intimi e domestici). Con una connotazione assolutamente negativa rispetto alla socialità promossa e tutelata dalla Costituzione. Assembramenti sono anche le associazioni, le organizzazioni politiche e le libere espressioni di protesta, anch’esse censurate con l’alibi neanche troppo originale di un virus influenzale.

La stampa igienica e la Tv spazzatura la usano con metodo e anche voi con troppa disinvoltura. Attraverso le parole manipolano il vostro pensare, vi fanno assorbire contenuti che non hanno, veicolando una forma di società autoritaria e priva dei caratteri della solidarietà.

A parte la matrice fascista (o nazimaoista) non sottovalutate il lato semantico. Due o più persone non sono un assembramento, mi sembra una sintesi impropria e riduttiva di una realtà più articolata. L’amicizia, il dialogo, la socialità sono un fatto affettivo. Le aggregazioni politiche il bisogno a riunirsi per dare luogo a un corpo sociale. Le orge, pure loro, non le puoi chiamare assembramenti. Hanno qualcosa di poetico, dipende ovviamente da chi hai dietro. La messa e la scuola anche. Non ho mai sentito dire a nessuno: questa sera vieni a casa mia, facciamo un assembramento. La gente normale cena, si incontra, parla. Ci vuole una mente malata per concepire un gruppo di persone come un assembramento.

Fa tanto mandria o gregge, corpo nelle sole funzioni biologiche. Neanche Marx era arrivato a tanto, da quel che so non ha scritto: proletari di tutto il mondo assembratevi. Eppure questa è la neolingua di un dittatoruncolo spuntato chissà come dall’Istituto Luce. Con mille difetti e un solo pregio, quello di non averne nessuno.

Un giorno si dirà del blasonato: quando c’era lui gli assembramenti arrivavano in orario. Anzi no, credere obbedire distanziare. O meglio: È l’aratro che traccia il solco ma è Casalino che lo difende. Ma forse sui libri di storia verrà ricordato con una sola frase lapidaria: visse un giorno da leone e cento li passò a pecora. Perché può anche capitare che quando vai per fottere vieni fottuto

IMPACCHETTAMENTO DEL CORPO DI CRISTO

Gli scienziati hanno risolto il problema dell’eucaristia. L’impacchettamento del corpo di Cristo. “Per consentire ai cattolici italiani di tornare a farla, ma evitando contaminazioni, si sta pensando a una comunione fai da te con ostie take away precedentemente consacrate dal sacerdote, che verrebbero chiuse singolarmente in sacchetti di plastica poggiati in chiesa su dei ripiani”.

E no, non è una bufala. Burioni qualche tempo fa ha bacchettato il Papa: “Dio vuole che si preghi a casa”. E così ha risolto l’antinomia tra scienza e fede. Il laureato in biologia presto potrà dire messa.
La messa è comunione, unione, vita spirituale. Ed è questo che i tecnocrati in delirio divino non possono accettare, perché nel nuovo ordine c’è posto solo per il corpo biologico, asettico, nelle funzioni vitali da purificare con un farmaco. Di un materialismo etico che uniforma i cittadini e li priva dei beni superflui eppure necessari. Dio compreso, sostituito dal verbo della scienza. Anche il parlamento e la democrazia sono un bene superfluo. E infatti li stanno sostituendo con un comitato tecnico-scientifico permanente. Ad ogni forma spirituale, culturale, politica deve essere sovrapposta la mistica dei nuovi sacerdoti in camice bianco.

Josef Mengele, il medico criminale nazista, aveva un progetto simile. Igienizzare il mondo.

Messa, sindacati, organizzazioni politiche o ludiche, familiari o affettive sono unione, solidarietà, corpo sociale, amore per l’altro. L’hanno detto più volte: dobbiamo abituarci a una nuova normalità. Ossia a una norma, che vuol dire regola o legge. Le sacre tavole scritte ascoltando la Parola sul monte Huangshan (黄山)

Ho contato il numero delle volte che nel nuovo (nell’articolo maggio 2020) documento si parla di distanziamento sociale, decine in poche pagine. Perché?
Distanza e distanziamento sociale, parole come assembramento, il divieto alla socialità e di ogni relazione rimandano non a un film di fantascienza, ma all‘economia digitale su scala globale, che è la sola a guadagnare dal fallimento delle nazioni, dalla chiusura delle imprese, dalla povertà, dalla frantumazione della società. Imponendo un nuovo umanesimo (parole del luminosissimo) fatto di vite biologiche prive di spirito e cultura, di corpi isolati senza connessioni affettive ma in costante smart working e telescuola. Un rinnovato materialismo tecnocratico, senza Dio, tracciante e autoritario, privo di diritti e libertà, di privacy e di cristiana solidarietà, con una mistica della salute che ricorda più che le fantasie orwelliane, il progetto allora acerbo di Josef Mengele.

Ricordate cosa diceva Falcone? Follow the money. Fatevela la domanda: stanno crollando le economie che si fondano sul lavoro, chi guadagna dalla digitalizzazione della società?

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