ELOGIO DEL PORCO

zampone

A Natale mangiamo lo zampone e non ho mai capito perché. Il maiale è un animale nobile, selvaggio per mancata opportunità alla vita domestica, avveduto in quel che conta e mansueto. Insomma:  vorrei fare l’elogio del porco. Lo chiamo così, non amo le formule semantiche elaborate. Il porco vanta quasi un litro di liquido seminale a eiaculazione e ha orgasmi che durano tre quarti d’ora. E non si direbbe con quel candore nel muso e la pelle rosa e morbida. Puzza, è vero, ma non più dell’impiegato che affolla la metropolitana; il verso che emette è simile a una gutturale, grugnisce ma con meno livore rispetto ai rantoli del salariato. Mangia schifezze, ma solo perché è quello che gli diamo; docile e aggressivo, fragile perché nonostante i miliardi di spermatozoi non appartiene a una specie robusta e la mortalità è alta. Ha organi compatibili col corpo umano, il trapianto di fegato dal suino a quattro zampe a quello a due attecchisce senza problemi, il ceppo sembra essere lo stesso. E’ buono, in tutti i sensi; lo mangio (pochissimo) ma con qualche senso di colpa. Perché anche il porco ha una famiglia e gli orfani non hanno distinzione di genere. Macinato, maciullato, insaccato non è una fine decorosa per un essere vivente che bontà sua ha orgasmi che si perpetuano per decine di minuti. Provate a pensarci: l’animale nel più alto grado della scala evolutiva non arriva a cinque di secondi; tanta evoluzione sprecata mi pare. Non ha un’estetica dell’orgasmo, ma forse è proprio questo a renderlo amabile, va diritto al sodo. Anche gli umani a volte non hanno filtri e giustappunto la femmina li chiama porci. Sei un porco, leva le mani porco, quello è un porco (riferito al padrone grassatore); e così pure le ingiurie non si contano: porco Giuda, porco mondo, porca puttana. L’ultima viene sottolineata col superlativo assoluto nei confronti della femmina della specie, col malcelato risentimento verso il simile che produce miliardi di spermatozoi. Ci sono infine i porci in politica ed è un luogo comune; faccio fatica a credere che Brunetta abbia orgasmi di tre quarti d’ora. Di solito chi ha un’esperienza così intensa rimane stremato al suolo col sorriso sulla bocca, non conserva rancore. Il porco non è rancoroso e bontà sua non trasforma l’acredine in un partito.

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