Articoli 13-16 COSTITUZIONE ITALIANA

Quando questa follia sarà finita, e farete il conto delle aziende che hanno chiuso, del lavoro che avrete perso, dei risparmi che non basteranno, Burioni lo andrete a prendere con i forconi. Ora avete paura e va bene, tv e social per minorati vi hanno appanicato. Fate attenzione però: la paura indebolisce il sistema democratico prima ancora di quello immunitario.

Quando questa follia sarà finita, pensateci: avete indossato la mascherina chirurgica (utilissima proprio) per camminare da soli in strada, vi siete fatti recludere per un mese o due o tre, avete fatto i balletti sui balconi e chiesto il permesso al carabiniere per fare due passi. Firmato la giustificazione per portare il cane a pisciare. Avete firmato una giustificazione.

Fateveli due conti, che i morti li contate benissimo. Se vi restano i soldi però e la dignità, perché l’avete persa.

E quando avranno esteso il coprifuoco e sarete in lilbertà vigilata perenne (perché questo faranno) pensateci e fateveli due conti.

Vi hanno imprigionato, privato dei diritti e del decoro, devastato la vostra attività e voi fate i flashmob sui balconi, cantando l’inno i Mameli, tutti in coro celebrando il vostro fallimento. E il fallimento della Patria che tanto amate. Fateveli due conti, se vi restano la dignità e i soldi.

I vostri nonni hanno perso la vita, giovanissimi e realmente eroi, per una cosa che si chiama libertà e a voi è bastata una puntata della tv criminale di Formigli per buttarla nel cesso. Fateveli due conti, se vi restano la dignità e i soldi.

Davvero pensate che In Italia gli infetti siano solo trentamila? Moltiplicate per cento o per mille. Dal punto di vista medico e giuridico sapete cosa vuol dire? Fateveli due conti, se vi restano i soldi e la dignità.

Qualcuno dovrà andare in galera. Per procurato allarme, per sequestro di persona, per aver distrutto l’economia di un Paese intero. La stampa prima dei virologi con io ipetrofico. Ma anche loro, soprattutto loro.

Pasolini diceva: sei così stupido che quando morirai andrai all’Inferno, ma sarai convinto di essere in Paradiso. Se non ve ne siete accorti (e no che non ve ne siete accorti) ve l’hanno messo per bene nel culetto e senza sputazza.

Fateveli due conti, se vi restano i soldi e la dignità

#articolo2costituzione

#articolo13costituzione

#articolo16costituzione

#decretoconte #quarantena #zonarossa #coronavirus #panemia #italia

ZONA ROSSA

Pertini: “Questa democrazia l’abbiamo conquistata col sangue e la galera. Non possiamo correre il rischio di perdere la libertà per colpa di chi la usa per rubare.” O per andare all’aperitivo durante un’emergenza sanitaria.
Grazie agli idioti che hanno ignorato gli appelli ad un comportamento prudente oggi nessuno è libero e la democrazia è in quarantena. Tuttavia era un atto dovuto perché questo Paese è pieno di teste di cazzo che non hanno imparato a soffiarsi il naso in un fazzoletto. Misura temporanea e eccezionale. Con un pericoloso precedente che mi preoccupa quanto il virus, ma meno di voi che mi avete privato di due millenni di civiltà giuridica

#zonarossa #decretoconte

Cagasotto figli di mammà

Ieri il governo annuncia misure restrittive con l’ampliamento della zona rossa e gli italiani (alcuni, ma per la situazione troppi) fuggono in massa verso le stazioni, con la coda tra le gambe a nascondersi sotto la gonna di mammà. Qualcuno diretto alla seconda casa, molti (studenti universitari) al paesello in meridione, che giusto di una pandemia locale ha bisogno.

Questi uomini e donne sono il prodotto del peggior capitalismo, cresciuto con le televisioni dell’erotomane e devastato dai social, viziato e individualista, senza coscienza. Quello che conto solo io e in culo al prossimo. Scappano e da che cosa? Da una temporanea, igienica e dovuta restrizione degli spostamenti. Solo questo. Intanto ai confini con la Grecia la gente, bambini compresi, viene massacrata. Ma scappa da una guerra. Uno solo dei ragazzi che affronta il mare su un gommone vale dieci di questi italiani cagasotto e senza spina dorsale. I vostri nonni difendevano la patria sul Piave, voi siete il disonore del Paese: il Sud non ha le risorse e la sanità per affrontare un’emergenza come quella lombarda. La Calabria (per dire) ha in tutto 107 posti letto in terapia intensiva e in strutture ospedialiere nelle quali è meglio non entrare neanche per una frattura, dove cazzo li portate i vostri cari (o voi stessi, così capite meglio) se si ammalano?

 

VENTI BUONI MOTIVI PER STARE A CASA QUALCHE GIORNO, MICA DOVETE FARCI LA MUFFA:

1) non dovete scambiare sorrisi e parole con chi vi sta sulle scatole
2) avete la scusa per non portare a calcio il pargolo, a picchiare i genitori dei bimbi dell’altra squadra penserete in un’altra occasione
3) i trans anche tra due settimane saranno comunque in tangenziale, tranquilli. E magari vi faranno lo sconto
4) in alternativa potete scopare vostra moglie, è difficile e immorale lo so, ma ogni tanto vi tocca. Esaurita la dose contrattata per l’anno in corso nei mesi che seguono non ci penserete più
5) l’astinenza da centro commerciale passa dopo due giorni, la lontananza disintossica
6) gli aerei cadono e i treni deragliano. Il culo delle hostess non peggiorerà in pochi giorni
7) Salvini anche tra due settimane i comizi in piazza li farà comunque, nel frattempo è in diretta video, non scompare
8) due apertivi al giorno in una città turistica vi costano 40 euro, al termine della quarantena avrete un gruzzolo da investire con il punto 3
9) avete a disposizione tutta la teconologia possibile per tenervi informati e crescere culturalmente: Facebook, Twitter, Instagram
10) la figa in surrogato la trovate anche su Youporn ed è di prima scelta, tanto quanto quella della segretaria che vi costringe a lunghe assenze solitarie al bagno durante l’orario di lavoro
11) niente code in macchina, tutte in prima e con le mutande che vi fustigano i maroni
12) drogarsi a casa propria non è reato, A meno che non la vendiate
13) lo scambio di opinioni sul Grande Fratello potete farlo anche con WhatsApp
14) c’è la Maratona Mentana
15) la lontananza accresce il desiderio, tra due settimane la vostra amante sarà predisposta ad effusioni che non immaginate
16) avete l’occasione per nevrotizzare i figli, rompere i coglioni alla prole è profilattico per le malattie nervose e mantiene stabile la famiglia
17) nel frattempo magari vostra suocera muore e non la rivedrete neanche per l’ultimo saluto
18) parenti e affini lontani
19) non dovrete impazzire per il parcheggio, la macchina resterà dove l’avrete lasciata, a meno che non ve la freghino
20) avete passato di tutto a vostra moglie, dalla gonorrea all’herpes, evitatele almeno il virus della Conad, il Conadvirus, insomma quello là. Perché se si ammala poi i bimbi e la casa dovete gestirli voi

Continuerei, ma che mi dilungo a fare.

 

NON BASTA? VE LO DO IO UN BUON MOTIVO PER STARE A CASA

Occhio che se vi muoiono i vecchi poi come campate? Bello fare l’apericena con la pensione di nonna, no? Tra quindici giorni potrete tornare a fare i coglioni in piazza. Non vedo l’ora di ascoltare le news sul Grande Fratello Vip mentre bevete quella merda a 20 euro sui Navigli che chiamate aperitivo.

Per quanto mi riguarda procrastinerò la mia quarantena, che dura dagli anni ’80 e non mi mancate.

TORNATE A LEGGERE, CHÉ I SOCIAL VI FANNO MALE

Se parli male ragioni male e ti comporti peggio. La grammatica non è qualcosa di marginale, è l’ordine che diamo al pensiero. I commenti che si leggono in rete su Valentina V. * rilevano un dato statistico interessante: le costruzioni sintattiche più volente hanno una semantica prescolastica, tradiscono la sindrome da deficit fonologico e disprassia verbale ad andamento paranoide e un vocabolario che non va al di là delle cinquanta parole. Niente a che vedere con le grammatiche del quotidiano dei contadini e degli operai del dopoguerra. Quella italiana è una lingua viva, evocativa, sensibile alle flessioni territoriali; gli uomini delle campagne la modulavano con competenza e profondo rispetto per le parole. Nella lingua ordinavano il quotidiano e si davano delle regole. Mi pare invece che questa analfabetizzazione di ritorno, sgrammatica e decomposta, gutturale prima che compiuta nelle forme adulte della comunicazione, fortemente contaminata dal t9 e e da un uso disinvolto di una tecnologia che non si padroneggia sia qualcosa di profondamente diverso. Certo c’è anche chi si cimenta in sottili questioni teologiche: “Dio? Dove era in quel momento?” A cui segue la sentenza implacabile: “Dio non esiste”. Teologia negativa dunque, onore al merito. Articolare vuol dire ragionare, vedere le cose da diversi punti di vista, attingere da un dizionario disomogeneo e variegato. Qua siamo invece alla rigidità del pensiero e della lingua. Se conosci cinquanta parole vedi solo cinquanta cose e il mondo diventa infinitamente piccolo. Sempre in termini teologici c’è anche la “buonista” (la chiamano così i cattivisti): “Chi non ha peccato scagli la prima pietra”. L’argomentazione è forte e meriterebbe due righe in risposta; e infatti arrivano: “Sei qualche parente x caso . La devono ammazzare a sta troia”. Argomento inconfutabile e allora si procede oltre. “Lurida troia”, “bastarda”, “In galera le faranno festa .. !!! Trasferitela a Palermo noi sappiamo cosa farne”. Qua abbiamo proprio uno spostamento verso la filosofia pratica, perché le parole non bastano più e perlamiseria la preda va data in pasto al branco: “Non ha avuto pietà per il bimbo perché dobbiamo averne noi per lei?”. Il noi fa ovviamente riferimento a un’identica percezione delle cose, allo stesso linguaggio: noi, i buoni, siamo nel giusto e perciò giustiziamo. È una questione logica: se sono nel giusto, giustizio e ‘ntuculo alla legge, la legge siamo noi. E allora il gruppo si ricompone: “io butterei ii dal balcone questa e la pena che devi pagare brutta stronza😬😬😬😬😬“, “Ma che dici … Nn capirebbe niente … deve essere bruciata viva”. La regola della comunicazione (in questa come in altre discussioni) sembra insomma consolidata: uno parte con l’aggressione e la minaccia e presto arriva un simile a dare il contributo. I simili, come i coglioni, vanno sempre in coppia e fanno gruppo. Dove c’è un gruppo ci sono tanti “simili” e nella pagina di questa signora (come anche altrove) i “simili” davvero non si contano.

57438119_1011071209083007_3030352340772192256_n

* Il fatto è noto: una giovane donna getta dal balcone il figlio e il bimbo muore. Il web si scatena, l’italiano di norma belante col padrone si mostra feroce coi disgraziati. Perché sempre disgraziati comunque sono. I commenti su Facebook nella pagina della donna sono migliaia, ho provato ad analizzarne alcuni. La regola è il punto esclamativo e qua si sprecano: come dire tiè o ‘ntuculu e più ne metti più ‘ntuculo lo prendi. L’italiano, inteso come lingua, latita (nel carattere fa invece sentire la fulgida presenza) e all’assenza del congiuntivo siamo però abituati. Il ke scritto con la k viene inteso come un rafforzativo e la x in luogo di per serve a demarcare la differenza antropologica: la lingua italiana è roba da checche intellettuali (e dunque di sinistra), noi siamo altro, nonrompetecilaminchia. I più imbestialiti invitano alla violenza (bruciamola, se ero io ti ficcavo… vabbè ci siamo capiti), altri, gli apocalittici invocano la giustizia di Dio. Io non sono pratico della materia, ma mi pare di ricordare che Dio fosse agape e misericordia. L’aggettivo puttana è la regola e vuol dire: sei un corpo sessualizzato e dedito al piacere piuttosto che all’amore. Sembra che il piacere svilisca l’amore, bah. Troia, cagna etcc. I commenti più garbati sottolineano il disagio mentale della signora e l’opinionista italiano rivela una insolita preparazione psicoanalitica. Le sentenze più violente (e questa cosa mi ha stupito) vengono dal mondo femminile (70 a 30 direi), bassa scolarizzazione, qualche nostalgico fascista. Alcuni commenti li ho trascritti fedelmente qua sotto; buona lettura.

___________________________________

C’è quella che dà consigli: Troia puttana 😤 xke ucciderlo xke portarlo in grembo x 9 mesi x poi ucciderlo xkeeeee bestia bastarda devi crepare… Nessuno deve avere pietà di te merdaccia umana potevi portarlo in ospedale e rimanere anonima bastarda

Quella che era meglio se chiudevi le gambe: Solo un essere spregevole ed ignobile arriva a qst….sta piezz e puttana bucchina prima gli è piaciuto aprire le gambe…x nove mesi ha nascosto la gravidanza a tutti dicendo che nn sapeva di essere incinta….ha avuto la freddezza e la lucidità di buttarlo giù…ma che psicopatica di 💩💩💩💩 rinchiudetela in un manicomio e buttate le chiavi….

Quella che è stata in carcere: Brutta puttana di merda spero che alle vallette ti mettono subito una corda al collo dopo averti torturata bastarda che sei non meriti neanche la galera tu… meriti torture e morte… non sei una donna e neanche una mamma perche loro non fanno del male hai propi figli tu invece hai avuto il coraggio di uccidere un anima innocente 😈😈😈 crepa all inferno troia maledetta

Il mistico che invoca il giudizio divino: BRUTTA SCHIFOSA, SEI UNA VERGOGNA, MERITI DI MORIRE DOPO TANTO TANTO DOLORE!!!
DEVI SOFFRIRE….NON HO PAROLE BRUTTA TROIA!!!! GENTE COME TE NON DOVREBBE ESISTERE DIO TI DOVEVA FULMINARE PRIMA!!!

Quella di prima che è stata in carcere e ce l’ha anche con tale Mario R.: Mario R. sei un indegno e infame come XXX che di conseguenza spero che quando la mettono nel femminile delle vallette la appendono con una corda alle sbarre della cella sta puttana infame… e tu se sei il marito sotto falso profilo se…Altro…

Una signora interviene a moderare i commenti: siete solo dei meridionali.

Quello che le donne sono tutte: troia di merda….che tu possa marcire all’inferno insieme a chi ti ha aiutato.

L’esperto del sistema giudiziario: Magari la farà franca uscirà presto farà una comunità di recupero e poi libera….
Ma la gente che incontrerà povera lei meglio che si cambia i connotati

– al rogo

– bruciamola viva
(Due promani)

C’è anche chi prospetta l’eugenetica: Una persona malata di mente non dovrebbe mettere al mondo i figli

– Io penso che la colpa più grande ce l’abbia il marito

– Cosa cavolo c’entra il marito?

– il marito oltre a mettere il cazzo in culo non ha fatto nulla.
(Sillogismo perfetto)

Quella coi punti esclamativi: Sei la peggiore delle speci (e già: se specie è al singolare, il plurale dovrà essere speci)… Non so come definirti,ma sicuramente non sei una madre… Sperò tu marcisca in galera e che ti torturano fino alla fine dei tuoi giorniiiiiiiii !!!!!!!!!!!!

Quello che sei mignotta tu, tua madre e tua zia: Brutta puttana devi morire sia tu che quel figlio di puttana di tuo marito!!! Fate schifo bastardi di merda!!!! Meritate di morire torturati lentamente brutte merde indegne!!!

Grande troiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa se ti terrei nelle mie mani ti farei fare una brutta fine.

Che Dio ti fulmini

Un ardito posta la foto del duce; la didascalia dice: ecco chi ci vorrebbe per salvare questo schifo di paese.(se non ricordo male nell’ultima guerra i morti sono stati 50 milioni, ma non si può pretendere di più)

Quella che la tortura non basta: SE TI AVREI TRA LE MIE MANI TI INFLIGGEREI TALMENTE DI QUELLE COLTELLATE CHE NON HAI IDEA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! MA SENZA FARTI MORIRE!!!!!!!! TI FAREI SOFFRIRE TANTO FINO AGLI ULTIMI TUOI 10 RESPIRI….. POI TI DAREI FUOCO LENTAMENTE!!!!!!! UNA MORTE LENTA ED AGONIZZANTE!!!!!!! E POI TI SQUAGLIEREI NELL’ACIDO!!!!!!!!!!! PER ELIMINARE DALLA TERRA OGNI TUO RESIDUO INUTILE SUPERFLUO! CHE TU PUOI MARCIRE NELLE FIAMME DELL’INFERNO!!!!….. E TUTTO IL TEMPO CHE PURTROPPO RESTERAI SULLA TERRA, DIO TI PUNIRÀ!!!!!…. STANNE CERTA!!!!!! MI AUGURO SOLO CHE TU POSSA FARE UNA LENTA E BRUTTA FINE DATO CHE NON TE LA POSSO FAR FARE IO!!!!!!!!!!

– Purtroppo la giustizia Italiana fà questo , non ce da meravigliarsi se tra un mese o domani anche è agli arresti domiciliari ..

Mario R. (quello con cui ce l’ha la signora che è stata in carcere):
Se ci fosse giustizia in italia le teste di cazzo che stanno qua a commentare non avrebbero diritto di voto

__________________________________________
Ma il commento più bello a mio parere è l’ultimo e lo condivido:

“Io spero che mettano tutti voi in manicomio”.

 

. Gli ossimori di Salvini

«Donazione di sangue obbligatoria a scuola»

Adoro quest’uomo, come tutti quelli che si trovano nel posto giusto a dire la cosa sbagliata. Mi piace il suo qualunquismo, la demagogia, persino la sua inconsapevolezza ha qualcosa di poetico. Tre idee in testa, sgrammaticate, sostenute però con la caparbietà di chi non padroneggia i contenuti del pensiero e della lingua. Con la pertinacia di difendere l’indifendibile e tuttavia col candore di chi davvero non capisce. Sguardo spento, non tradisce alcuna articolazione, come coloro che si portano dentro un dolore profondo e non traspare che quello. Un’idea fissa, la rigidità di un pensiero che latita; è come prigioniero della propria identità. Vorrei dire della sua storia, ne avrà pure una al di là quella passata nei palazzi del potere. Limitato il tanto che basta per far carriera, riluttante, violento nel modo corretto per fomentare il rancore nel suo elettorato. Razzista, ma pare essere una virtù. Mi piace perché ha la faccia tosta di presentarsi come il nuovo; mi piace quel continuo monito alla legalità urlato dai banchi di un partito che qualche problema con la giustizia pure l’ha avuto. Mi piace per il tono aggressivo che hanno quelli del popolo e mi piace quella rabbia mai sommersa in un uomo che vive delle istituzioni, con quel che ne consegue sul piano dei privilegi. C’è una strana incoerenza in quest’uomo e mi piace. Mi piace il suo linguaggio elementare, minimo, disartrico per inadeguatezza a una lingua più complessa; quello delle case popolari, della provincia, delle borgate. E dei manicomi.

I CAFONI CON LA MATITA ROSSA

Rispetto i libri, anche quelli pessimi; hanno l’ostinazione alla sopravvivenza, nonostante i limiti dello scrittore e la bassa spesso qualità del lettore. Questo è un Paese che punta il dito su chi esercita il diritto o il piacere alla parola e racconta, come può e come sa, ma sottovaluta la generale diffusa inabilità alla lettura. Un libro non è un oggetto come un altro, è qualcosa di radicale e richiede un pensiero non pregiudiziale, forte, ruvido, paradossale a volte. Sempre la lettura completa del testo piuttosto che il post di due righe arrangiate nei social, ma è chiedere troppo. Umberto Eco lo diceva apertamente e quello che è in realtà un limite dell’analfabeta di ritorno finisce per legittimarsi nei luoghi comuni della parola. L’analfabeta funzionale fa spesso gruppo in Rete, i proseliti agli incapaci non mancano mai. E così il popolo dei cafoni parte al linciaggio mediatico, come può e come sa. Sentire non è ascoltare e leggere non vuol dire comprendere. La medietà culturale, la scolarizzazione di stato e peggio ancora il pezzo di carta (dei famosi lettori forti: dieci libri all’anno) non legittima il giudizio, non sempre almeno, e non fa del lettore un critico letterario. Puoi sfogliare la gazzetta rosa ogni mattina, ma questo non fa di te un giornalista sportivo. Succede però, come nel calcio; tutti CT della nazionale, raffinati esegeti della morale, sottili esteti della musica o esperti di macroeconomia. Tanta sapienza, che dire, mi sconvolge nelle mani di un popolo che diserta le librerie e affolla le pizzerie. Nascondere la propria inettitudine (quando va bene) dietro al diplomino mi sembra vile e i cento libri di un corso universitario sono davvero poca cosa. La cultura è altro. Rispetto i libri perché non mi piace la medietà, perché amo il pensiero radicale, perché la parola va al di là dell’uomo che l’ha scritta. Ma soprattutto perché chi scrive qualcosa sa fare, criticare è facile quando non si fare nulla, oltre che organizzare gruppi di linciaggio sulle piattaforme sociali. Tanta animosità sulla scrittura e tanto troppo silenzio su cose che ogni giorno lasciano un segno reale stupisce ma neanche tanto. La vita lo sappiamo è un’altra cosa e ha la sua priorità, ma l’analfabeta funzionale non se ne occupa. Le parole graffiano, lasciano il segno, mordono, anche quelle scritte male; costano nulla, spesso meno di un cappuccino. Eppure il cappuccino si beve sempre e comunque; non ho mai visto il reso e raramente mi è capitato di vedere clienti insoddisfatti alzarsi e cambiare ristorante. I libri non vanno giù, non si bevono, rimangono sullo stomaco appunto perché sopravvivono sempre e comunque. Al di là della pessima sintassi di chi scrive, ma anche degli obiettivi limiti culturali di chi legge. Sui social non censurano i post neofascisti, se la prendono col pensiero e dovunque sentano odore di libertà; di norma è un buon segno, vuol dire che l’autore è decontestualizzato, che va al di là del chiacchericcio, che è svincolato dalla banalità della comunicazione. Ma è proprio là che l’analfabeta di ritorno, lo schiavo dei luoghi comuni dà il meglio di sé, mettendo la tonaca di un inquisitore che accende i roghi per ristabilire l’ordine e i ruoli. Lo stesso che spende venti euro la mattina al bar, tra grattini, sigarette e porcherie che ingurgita senza remore, ma che si limita a leggere i titoli dei libri, recensurandoli con due righe rappezzate appena su Facebook. La piazza degli italiani, aprendo come le vecchie signore di borgata le imposte per inveire a voce alta contro il malcapitato: perché per il cafone funzionale e analfabeta due euro per un libro sono comunque e sempre troppi.

L’ETICA DEL PADRINO

 

 

Da Gli italiani il sesso (la rivoluzione) lo fanno poco e male

 

 

 

 

a20-1-1