L’ORGASMO DI PAPERINO

DAI FRAMMENTI DI UN MONOLOGO AMOROSO: L’AMORE TRA L’IMMAGINARIO E IL REALE

Questo video ha la colpa grave di contenere nel titolo la parola “orgasmo” e sembra che non si possa usare. E’ stato biasimato e una mandria inferocita non ha mancato di riempirmi la mail di insulti. Come è accaduto con la mia Biancaneve, il sospetto che fossero libri e discorsi per adulti (non perché pornografici, tutt’altro, ma in quanto necessitano di una comprensione matura) non ha sfiorato i detrattori più ostinati e cafoni. Avessero almeno letto Freud e quella cosa sul perverso polimorfismo. Lo stesso vale per le favole, quelle originarie sono violente e hanno una dichiarata connotazione sessuale. Ma la lettura impegna la mente, lo sappiamo e le storie devono essere così come le ha raccontate Disney, o meglio come si vedono nelle animazioni. C’è una freddura di Checco Zalone sul Codice da Vinci: “Hai letto il libro? No, ho visto il film, così faccio prima”. Ecco, così si fa prima.

IN AMORE VINCE CHI FUGGE (E NON ROMPE IL CAZZO)

L’amore è desiderio. Non sempre però è facile sopportare il desiderio, perché si è soli nel desiderare. Quando gli innamorati chiedono “mi ami?” è come se non accettando il desiderio come mancanza, chiedessero di essere trasformati da “amanti” in “oggetti d’amore”, in una presenza. L’amore è la richiesta di una conferma. Desiderare è però un compito sfiancante; chi desidera è più fragile rispetto a chi è desiderato, e tuttavia la rinuncia non è la soluzione, ma il problema. C’è un prezzo da pagare per chi non vuole confrontarsi col desiderio, ed è una frustrazione che si trasforma in dolore. Il desiderio trova il suo completamento nella domanda e non esiste altro modo per soddisfare il bisogno se non completando il discorso con la risposta. La strada per non cedere al desiderio e alle pulsioni, è quella di metaforizzare l’oggetto dando un significato alla mancanza. Quando questa immagine non risponde alla realtà subentra una delusione che diventa depressione. Si prospetta l’ombra dell’abbandono e quella che doveva essere la soluzione all’assenza finisce per rimarcare il senso del vuoto e della solitudine.

FRAMMENTI DI UN MONOLOGO AMOROSO - Giancarlo Buonofiglio

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