La repubblica dei pazzi / 2

Non vero ma verosimile.

La credibilità richiede o la verità o la verosimiglianza. Qua siamo arrivati al parossismo: una cosa è credibile non solo non essendo vera ma neanche verosimile. Ogni riferimento ai fatti attuali è ovviamente non casuale. Tv, la stampa igienica e i socialmedia operano così, mistificando nel senso della mistica delle parole la realtà. Se una cosa non è vera e non verosimile non può neanche essere credibile. Eppure capita quando un popolo credulone è disposto a credere a tutto meno che alla verità

I DPCM non possono violare i diritti costituzionali

Il Tribunale di Roma, con la sentenza del 16 dicembre 2020 – causa civile n. r.g. 4598672020, ha di fatto reso incostituzionali tutti i Dpcm.

Il Tribunale di Roma, chiamato a esprimersi su un contenzioso di un esercizio commerciale ha concluso che i Dpcm “sono viziati da violazioni per difetto di motivazione” e “da molteplici profili di illegittimità“. Pertanto, in quanto tali, risultano essere “caducabili”. Ovvero non producono effetti reali e concreti dal punto di vista giurisprudenziale, sono da annullare. I decreti con cui è intervenuto il governo non sono “di natura normativa” ma hanno “natura amministrativa”. Quindi dovrebbero fare riferimento a una legge già esistente.

Il tribunale civile di Roma spiega che non vi è alcuna legge ordinaria “che attribuisce il potere al Consiglio dei ministri di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario”. Dunque i Dpcm sono incostituzionali: “hanno imposto una rinnovazione della limitazione dei diritti di libertà“. Invece avrebbero richiesto “un ulteriore passaggio in Parlamento diverso” rispetto a quello che si è avuto per la conversione del decreto Io resto a casa e del Cura Italia. “Si tratta pertanto di provvedimenti che contrastano gli articoli che vanno dal 13 al 22 della Costituzione e con la disciplina dell’art 77 Cost., come rilevato da autorevole dottrina costituzionale”.

Il Dpcm resta un atto amministrativo che non può restringere le libertà fondamentali. Il giudice condivide “l’autorevole dottrina costituzionale” secondo cui è contrario alla Costituzione prevedere norme che limitano i diritti fondamentali della persona mediante decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri. Come riportato da Italia Oggi, il primo decreto legge che ha “legittimato” il Dpcm si limitava a contenere un’elencazione a titolo d’esempio e consentiva così l’adozione di atti innominati, non stabilendo però alcuna modalità di esercizio dei poteri.

Sezione 6° Civile, nella ord. n. 45986/2020 R.G. del 16 dicembre 2020

Fonte Giornale.it 

All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne

Ogni tanto lo esumano e espongono come il sangue di San Gennaro. Pierro Langela, una cariatide che a 92 anni si riempie di botox sfidando le leggi naturali. Ero bambino e ricordo questo uomo già anziano, flemmatico e incredibilmente lento nell’eloquio. Lo ritrovo nell’età della geriatrica incontinenza a fare le superquakcazzole o paternali sulla necessità di deputare all’esercito il compito di imporre con la forza trattamenti che nulla hanno di scientifico. Lo spot della dittatura è ora affidato a corpi secolari e corrotti che puzzano di piscio e escrementi. Una volta con l’età si acquisiva saggezza temperata da eleganza, con Pierro Langela siamo arrivati al collaborazionismo della prostata. La natura fino a qualche anno fa aveva compassione, portava via gli uomini a quarant’anni e un senso c’era; prendeva i corpi prima che degenerassero nella carne e nella mente. La vita si è allungata ed è un bene ma con quel che ne consegue sul piano dell’entropia neuronale. Le salme decomposte come Pierro Langela invece di chiudersi nei sepolcri contando i giorni si prestano oggi come laide dispensatrici del piacere d’altri tempi agli interessi di un governo criminale. E così mi pare dalla democrazia siamo passati all’oligarchia e ora alla gerontocrazia con un corpo malato e il catetere, i pannoloni madidi di urina e le esalazioni maleolenti di una pelle che trasuda muffa e odio per la vita.

Ripigliatevi, lo dico ai secolari avariati come Pierro Langela. Anzi lo dico proprio a Pierro Langela che s’illude di perpetuare in eterno un corpo tumefatto tra minzioni non trattenute e i prolassi di una carne putrefatta. Se non ce la fate trapassate in pace. Il mondo non è comunque più il vostro. Muratevi nell’urna. E che la terra vi sia lieve, anzi no.Neanche quella

L’ETEROGENESI DEI FINI

L’eterogenesi dei fini è un incidente all’interno di una serie ordinata di eventi. Ad esempio l’ape impollina il fiore, arriva una sferzata di vento e trascina via i gametofiti, oppure passa una mucca e ci lascia sopra le deiezioni. Quello che doveva essere il ciclo riproduttivo dell’angiosperma viene bruscamente interrotto da un fenomeno imprevisto e casuale.Un altro esempio è l’effetto farfalla: uno starnuto in Indonesia provoca la chiusura di un bar a Casalpusterlengo. Sembra strano ma accade. O ancora: mentre sbianchetti le pagine dei documenti secretati del comitato scientifico finisce l’inchiostro, o anche dimentichi di cancellare le informazioni criptate del file pdf che passi ai giornali. Puoi avere il controllo dei funzionari ma può sempre spuntare fuori un hacker o un giudice onesto (non in italia) che ti fa un culo così. La casualità predispone alla diversità ed è una caratterista inalienabile della vita biologica e culturale. Questo per dire che la vita fa sempre e comunque il suo corso. L’ape sa cosa deve fare e assolve ai suoi compiti ma non può controllare il clima o l’intestino del bovino.C’è una cosa che non capisce un dittatore improvvisato: non è un dio anche se pensa di esserlo. L’ordine che può dare a una società è fragile rispetto a quello naturale perché è artificioso. Deve rendere tutti uguali e vigilirare su ogni cosa per scongiurare l’imprevisto. Il potere è sempre paranoico e chi lo esercita anche. L’eterogenesi dei fini insegna che per quanto tu voglia mettere la museruola a una comunità di mosche per renderle identiche come in un solo corpo, ci sarà sempre quella bianca che non riuscirai a dominare. La metafora ci sta tutta. È vero che le mosche mangiano la merda e si adattano agli ambienti ostili, però sono tra gli insetti che più rompono i coglioni.Ecco e per l’appunto la rottura di coglioni fa parte dell’eterogenesi dei fini.Devi metterla in conto. Anzi in Conte, che è pure meglio

IMPACCHETTAMENTO DEL CORPO DI CRISTO

Gli scienziati hanno risolto il problema dell’eucaristia. L’impacchettamento del corpo di Cristo. “Per consentire ai cattolici italiani di tornare a farla, ma evitando contaminazioni, si sta pensando a una comunione fai da te con ostie take away precedentemente consacrate dal sacerdote, che verrebbero chiuse singolarmente in sacchetti di plastica poggiati in chiesa su dei ripiani”.

E no, non è una bufala. Burioni qualche tempo fa ha bacchettato il Papa: “Dio vuole che si preghi a casa”. E così ha risolto l’antinomia tra scienza e fede. Il laureato in biologia presto potrà dire messa.
La messa è comunione, unione, vita spirituale. Ed è questo che i tecnocrati in delirio divino non possono accettare, perché nel nuovo ordine c’è posto solo per il corpo biologico, asettico, nelle funzioni vitali da purificare con un farmaco. Di un materialismo etico che uniforma i cittadini e li priva dei beni superflui eppure necessari. Dio compreso, sostituito dal verbo della scienza. Anche il parlamento e la democrazia sono un bene superfluo. E infatti li stanno sostituendo con un comitato tecnico-scientifico permanente. Ad ogni forma spirituale, culturale, politica deve essere sovrapposta la mistica dei nuovi sacerdoti in camice bianco.

Josef Mengele, il medico criminale nazista, aveva un progetto simile. Igienizzare il mondo.

Messa, sindacati, organizzazioni politiche o ludiche, familiari o affettive sono unione, solidarietà, corpo sociale, amore per l’altro. L’hanno detto più volte: dobbiamo abituarci a una nuova normalità. Ossia a una norma, che vuol dire regola o legge. Le sacre tavole scritte ascoltando la Parola sul monte Huangshan (黄山)

Ho contato il numero delle volte che nel nuovo (nell’articolo maggio 2020) documento si parla di distanziamento sociale, decine in poche pagine. Perché?
Distanza e distanziamento sociale, parole come assembramento, il divieto alla socialità e di ogni relazione rimandano non a un film di fantascienza, ma all‘economia digitale su scala globale, che è la sola a guadagnare dal fallimento delle nazioni, dalla chiusura delle imprese, dalla povertà, dalla frantumazione della società. Imponendo un nuovo umanesimo (parole del luminosissimo) fatto di vite biologiche prive di spirito e cultura, di corpi isolati senza connessioni affettive ma in costante smart working e telescuola. Un rinnovato materialismo tecnocratico, senza Dio, tracciante e autoritario, privo di diritti e libertà, di privacy e di cristiana solidarietà, con una mistica della salute che ricorda più che le fantasie orwelliane, il progetto allora acerbo di Josef Mengele.

Ricordate cosa diceva Falcone? Follow the money. Fatevela la domanda: stanno crollando le economie che si fondano sul lavoro, chi guadagna dalla digitalizzazione della società?

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