FACCIAMO SESSO

FACCIAMO SESSO

Parlare di sesso non è semplice, quando va bene passi per pornofilo e comunque la parola è abusata, anche da un punto di vista sessuale. Siamo violentati dalla locuzione; alcuni sono diventati insensibili, altri resistono e si sentono infastiditi o molestati, altri ancora si eccitano, ma sono pochi e non è a questi che mi rivolgo. Le parole violentano come le persone, forse pure di più. Ammetto però che almeno sul piano pratico rimane una violenza preferibile, ma il problema rimane. La parola sesso crea un disturbo reale (agli intellettuali un vero mal di pancia, lasciando la questione in mano dei sessuologi e mi pare una forzatura stilistica); richiama a fumosi e ineducativi filmati per militari, svuota uno scenario amoroso di un contenuto emozionale, priva i corpi di un significato storico, espone la carne sul piano sociale, come in una macelleria. Gli innamorati non parlano di sesso, fanno l’amore e questa cosa ha una ripercussione enorme. E’ difficile che un uomo con dei sentimenti verso un’altra persona l’avvicini dicendo “facciamo sesso”, vorrà sempre e solo farci l’amore. Perché l’amore si fa e il sesso è appunto una parola. Ed è proprio questa la discriminante: cerchiamo nelle parole le cose, perché vogliamo corromperle e per farlo inventiamo favole; quando non capiamo qualcosa la rinominiamo, e rinominandola le diamo un senso, in qualche modo l’afferriamo. E dunque: i disperati che vanno in cerca di sesso cercano comunque un senso; nel modo sbagliato, perché il piacere della parola fatica a passare da un corpo all’altro. E così per lo più è autismo sessuale; a volte una metafisica altre una perversione. Poi per carità se l’autista è bravo il passeggero viaggia dietro e sta magari comodo. Ma sempre dietro rimane.

da LEZIONI DI SESSO (esercizi di felicità)

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SUMMA PROSTITUTIONES

consigli, amenità e facezie sopra l’esercizio del meretricio e dei lupanari

CONSIGLI, AMENITA’ E FACEZIE SOPRA L’ESERCIZIO DEL MERETRICIO E DEI LUPANARI

(IL MANUALE DELLA PROSTITUTA)

Un diario d’amore scritto in un italiano antico. Comprensivo di una storia della prostituzione.

AL RENDERENDISSIMO LETTORE ET ALLA

DIGNITOSISSIMA LECTRICE

“Detto questo e senza dilungarmi oltre chiudo lo primo scritto con una raccomandazione. Santo Tommaso (che nel diritto è stato maestro sommo) ha lasciato scritto che la legge umana (lex humana) è moralmente valida solo se non contraddice la provvidenza de la legge naturale (lex naturalis), et che le norme dello jus civile debbono venire infrante quando sono in aperto contrasto con il naturale corso de le cose, come è specificato da la lex aeterna. Questo -e fai bene attenzione alla mie parole che dovrai spesse volte tenere a mente- significa non tanto che lo tuo mestiere non sia un commercio da deprecare, ma che lo suo exercizio ben si inserisce nel contesto delle società civili come uno sfogo utile a contenere la sessualità de lo maschio et in esso lo desiderio (come già avvertiva santo Agostino) mille fiate più odioso di libertà. Ma questa è in fondo la condanna della prostituzione, di essere tanto disprezzata ne lo pubblico quanto però ricercata ne lo privato, sopportata tacitamente pure dalle onestissime madonne per tener seco il coniuge et lo sostentamento suo. Cosa che non accadrebbe in una comunità realmente puritana, capace di rispettare non una ma tutte le foemine de lo mondo”.

Sito del libro alla pagina http://ilmanualedellaprostituta.weebly.com/

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