Il mio amico Red, stimolato da Cuoreruotante (la curiosità, lo sappiamo, è femmina) che così ha proposto: “Ho pensato di creare un Tag con l’augurio che, come diceva la Regina ad Alice, allenandoci giornalmente a pensare a sei cose impossibili, possiamo avere quello stimolo in più che ci aiuti a credere che le giornate, a volte, possano anche stupirci ed essere migliori delle nostre aspettative, andando al di là di ogni nostro scetticismo.” mi ha invitato ad aderire a una catena di S. Antonio: appuntare nel blog sei cose impossibili, nominando a mia volta altri sciagurati. Ognuno dei quali ha l’obbligo (altrimenti che catena è?) di inserire nell’articolo il logo di Alice’s in Wonderland, di proporre sei cose inattuabili, di nominare altri sventurati. Con l’invito ci vado a nozze (si dice così, mi pare), nei luoghi nei quali scrivo sotto al mio nome c’è anche quel che faccio: manipolo paradossi; potevo insomma non partecipare?

logo Alice1

TESI:  le cose impossibili devono essere irragionevoli, inedite e appunto paradossali. La logica si occupa della verità e a noi è invece richiesta l’incoerenza della verosimiglianza. La differenza tra ciò che è vero e quel che è verosimile è tutta qua: la cosa impossibile non è e non può essere ma quanto ci piacerebbe che fosse così come la vogliamo (svincolata dall’abitudine e dalla coerenza logica).

ANTITESI: le cose impossibili sono incoerenti. La coerenza è l’incrostazione della lingua a parlare delle cose sempre nello stesso modo. Hume e Husserl erano incoerenti, tra la parola e la cosa esiste un legame culturale e mai veramente aderente alla realtà. Ciò che reale è anche irrazionale, il buon Hegel se ne faccia una ragione.

SINTESI: impossibili, incoerenti ma verosimili insomma, come le copertine di questi libri, editi o meno da qualche improbabile editore. Ma è poi importante che qualcuno li abbia davvero pubblicati?

 

BRUNETTA (1)

 

GESU (1)

 

MALGIOGLIO (1)

 

TOMTOM (1)

 

riina (1)

 

ARMANI

Veniamo alle nomination. Lo scrivo con un tono notarile, perché non può che essere così per una catena che ha il nome di un santo. E dunque: Per l’autorità conferitami e con i poteri che mi sono stati dati, nomino e senza possibilità di appello (ma la lista presto si allungherà, perché troppi ne ho in mente)

Andrea Taglio

Ero sveglia: poi ho capito Freud

Marzia, alchimie

Alemarcotti

GengisJokerKhan

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29 pensieri su ““Sei cose impossibili” Tag

  1. Oppoffarbacco! (mi veniva un più sanguigno ‘uanemaramaronna’ ma stonava con le citazioni di Hume e Husserl, che Hegel si fotta)
    La catena di SantagAntonio che viene ammantata di un vera, autentica, genuina (ma che è pure chilometri zero?!?) veste autoriale con dignità editoriale.
    Mi sono scompisciato al libro del diversamente alto Brunetta (Ipofisi editore è un colpo di genio indiscusso) e il resto è andato in discesa solo perché mi sono rotolato per terra per le risate (in senso figurato che le strade sono minate da deiezioni canine dei loro incivili padroni).
    Bravò, bravò, bravò (pronunciato alla francese che fa salotto d’autore). Applausi a schermo acceso!

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      1. No, da mie ricerche per supportare la mia tesi che i blogger devono votarsi tutti, credenti e atei, a Sant’Antonio, viene fuori che l’unico ad avere i diritti e’ solo Sant’Antonio di Padova (da non confondersi con L’Eremita cui alcuni ascrivono erroneamente le origini della catena). Ricorsi al TAR per volontà e grazia di Dio non esistono in Paradiso.

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