SMACK O PCIU’?

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La discussione sui massimi sistemi è stata questa: il bacio nei fumetti fa smack e pciù per onomatopea credo. Ho pure provato in strada mandando baci a vuoto, perché sono testardo e voglio capire; se poi qualcuno guarda male pazienza. Insisto, per me fa pciù. L’animaletto prepubere che camminava con me propendeva per smack. Tu sei vecchio e c’hai (con la c) l’alzheimer, non te le ricordi certe cose (poi dice che uno è favorevole all’aborto). Ora io qualche bacio l’ho dato, prima della piorrea intendo. Pciù sa di morbido, accompagna le labbra sfiorandole appena, è un suono mi pare eufonico. Ma gli adolescenti che rumore fanno? Smack non mi piace, rimanda a uno schiocco pieno, come quando si appoggiano le labbra sulle guance di un altro con effetto ventosa; evoca l’eco di uno schiaffo (e se non ricordo male così lo chiamano gli anglosassoni) stridente come un rimprovero, con l’impronta della mano che traccia il ricordo sulle gote. E poi non mi fido delle ambiguità semantiche, almeno in certe cose se è non può non essere. Insomma fa smack o pciù? La domanda non è superficiale, il problema è il rapporto tra la parola (scritta o parlata) e la cosa. Nei fumetti accade qualcosa di simile alla caricatura, inverosimile e non rappresentativa, la parola evoca un’immagine, una forma per quanto deformata da una lingua concepita per un immaginario ingenuo, scolastico o prescolastico. Eppure in un volto alterato riconosciamo quella e non un’altra persona e ad un suono attribuiamo uno specifico evento, una situazione, un’emozione. Arf è l’abbaiare di un cane, Argh rimanda a un dolore o dispiacere, Boing allude a un rimbalzo, Brr esprime la sensazione del gelo o anche paura, Burp è un rutto e come suono è abbastanza simile alle flatulenze che conosciamo (e si sa che certe gutturali sono puro flatus vocis), Click è il rumore dell’interruttore, Gasp lo stupore, Grunt (o Sgrunt) la rabbia, Mumble mumble il mormorio del pensiero quando rimugina. E troppo ce n’è, basta dare un’occhiata al glossario di fumetti e disegni animati. Ad ogni modo questo linguaggio ha modificato in profondità la struttura della lingua, ci ha abituati a una relazione o inferenza tra i neologismi sulla carta e le cose reali. Alla Marvel parlavano di Fattore (o gene) X, e voleva dire che era avvenuta una mutazione del Dna, una di quelle però che dalla lingua si dilata e coinvolge la comunità educando il gusto della parola che chiamiamo letteratura. Quella dei lettori (di un tempo, non credo che i fumetti li leggano oggi in tanti), con un quotidiano fin troppo banale e il bisogno di ammorbidirlo con un immaginario più articolato di quello offerto dall’uso comune delle parole. Che sempre comuni comunque sono. Pfui e Puff puff dunque, come dire: che noia, andiamo oltre. Lo chiedo al mio amico Snoopy-Redbavon che di fumetti (e di semiotica) se ne intende. Tu che ne pensi, Pciù o Smack?  

 

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Autore: Giancarlo Buonofiglio

Manipolatore di paradossi sito web http://giancarlobuonofiglio.weebly.com/

23 pensieri riguardo “SMACK O PCIU’?”

  1. Bella domanda e sopratutto divisiva (assafà l’ho scritta ‘sta parola dannata dai media).
    Pciù o Smack?
    Innanzitutto, “Pciù” sgombriamo da dubbi e confuse onomatopee (onomatoPpe?): Pciù indica sicuramente un bacio e non c’entra nulla con lo starnuto, come alcuni sostengono.
    Quando dicono che la lingua inglese è semplice e povera, mi viene da bestemmiare in aramaico, perché se il costrutto della frase può essere infinitamente più semplice del nostro amatissimo italiano, le parole inglesi possono avere origini in ligue germaniche, scandinave e baltiche con sfumature diverse. “Smack” ne è un esempio perfetto.
    “Smack” come verbo e come nome ha parecchi significati, completamente diversi: to smack singifica “percepire un sapore”, ma anche “to slap a flat surface with the hand” (schiaffeggiare una superficie piana con una mano). Già da queste origini, possiamo iniziare a capire come mai si sia arrivati al “bacio”: “percepire sapori”, “colpire direttamente” e in testi del ‘500 usato per indicare “traccia (di qualcosa)”.
    “Smack” è il rumore secco che producono le labbra quando schioccano in un bacio. Da qui il verbo figurativo che indica il baciarsi (con lo schiocco). Il rumore prodotto è parte essenziale.
    Conisdera che per indicare la pratica di insulttarsi e bullarsi dell’avversario sulla Rete (e (in contesti di MMO o e-sports, mutuata dal trash talking specie in ambito NBA) viene chiamato in slang: “smack talk”.
    Lo so che ‘sto sproloquio ti sta facendo maledire il momento in cui mi hai chiamato in causa, ma potevo deluderti con due cose messe in croce? 😉 Vado a concludere:
    “Smack” indica un bacio con lo schiocco, pertanto coinvolgente e passionale (un colpo diretto, con rumore, lascia traccia e segni)
    “Pciù” è un bacio delicato, dolce e sussurrato, appoggiato appena sulle labbra dell’altro.
    Quale dei due? Entrambi, ma dipende dai momenti.

    Infine – e poi veramente mi toglo dalle balle – puoi vedere qui i baci più coinvolgenti nei fumetti DC Comics…non sono sottolineati da alcun “smack”.
    http://fandom.wikia.com/articles/top-10-kisses-dc-universe

    PS: chiedo venia a te e ai tuoi lettori dell’eventuale pesantezza

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    1. ahahahah come direbbe Paperone mumble … mumble. Ho assorbito, almeno credo quello che hai scritto. E l’ho digerito pure: a me le insalatine non piacciono, meglio le lasagne che magari sono laboriose da assimilare, ma squaraquack che bella mangiata. Al di là di quel che avviene nel mio stomaco, il tuo commento mi piace e mi piace così tanto che ora lo pubblico. Come Claudio, perché anche noi cartoni inanimati abbiamo una faccia e un cuore. Vorrei dire un bacio, ma no: smack

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      1. Smack è passionale…. Gesummaria, adesso come lo spiego a mia mugliera?!? Grazie per avere gradito il casatiello di risposta, che lascia sott’a botta ‘mpressiunate, ma con un buon bicchiere di vino rosso, rilascia endorfine o qualsiasi cosa siano, stai bbbene.
        Ringrazio per l’onore della pubblicazione.
        Smack….ehm…ahem 😉
        …beurp …scusa il vino…

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  2. Un bacio pciu si può anche mandare, posandoselo sulla mano e poi lanciandolo a chi lo deve ricevere, è un bacio a labbra strette, leggero a fior di labbra, delicato, smack é il bacio con lo schiocco, più plateale, i baci d’amore quello vero sono nascosti, silenziosi e assai riservati nel rumore :-).

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  3. Bella domanda! Smack mi sà di fumetto, enfatico… pciù è più simile al suono di un bacio dato all’aria… direi che un bacio sulle labbra non fà un vero e proprio rumore, semmai tanto più appassionato è, crea un uragano silenzioso interno

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